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Quando Galeazzi raccontò lo scudetto del Verona a Bergamo - BergamoNews
Il ricordo

Quando Galeazzi raccontò lo scudetto del Verona a Bergamo

Lo scudetto del Verona a Bergamo è anche in questo documento, è anche la gioia dell'Atalanta per una salvezza che, allora, valeva come uno scudetto. Ora lo scudetto della Dea è la Champions e magari anche Galeazzi la racconterebbe, restando senza voce, come per quel piccolo grande Verona del 1985

Era una domenica di pioggia un po’ come oggi, certo meno fredda perché era il 12 maggio del 1985. E qualcuno si ricorderà, perché eravamo in tanti e mai più saranno e li vedremo in quarantamila, allo stadio di Bergamo. Ma era un evento come alla prima del 16 settembre 1984, per il ritorno dell’Atalanta in A, quell’Atalanta-Inter che con 43.426 spettatori rappresenta il record assoluto di presenze allo stadio.

Ma anche all’ultima in casa non si scherzava: spettatori paganti 21.308, abbonati 17.731. Per un doppio evento da non perdere, che abbiamo già celebrato su Bergamonews un anno fa con il ricordo di Marino Magrin, cioè la salvezza dell’Atalanta che tornava in A dopo sei anni e lo scudetto del Verona, l’ultima provinciale a conquistare il tricolore nel massimo campionato.
Una grande festa, finirà 1-1 come alla prima giornata la sfida con l’Inter (allora Muraro e Osti), con le reti di Perico e Elkjaer. In uno stadio nerazzurro e anche un po’ gialloblù, impossibile per i tifosi veronesi non essere presenti in un momento storico, il primo e unico scudetto dell’Hellas. E al fischio finale dell’arbitro Boschi…

Beh, era il calcio di ’90° Minuto’, la Rai arrivava sempre prima ed era l’unica voce e occhio sulle partite di Serie A. Ecco, Osvaldo Bagnoli non fa nemmeno in tempo a rendersi conto dell’impresa che ha appena fatto, che un omone armato di microfono lo blocca a metà campo e gli chiede: “Mister, che sapore ha lo scudetto?”

Quell’omone era, naturalmente, Giampiero Galeazzi, il primo bordocampista d’assalto, ripreso in una delle sue storiche ‘invasioni di campo’: un po’ per la sua mole, un po’ perché la Rai allora aveva comunque la precedenza su tutti gli altri media, un po’ per la simpatia avvolgente dell’approccio, lui comunque era lì, pronto a documentare al volo l’evento, in presa diretta. Più abile a resistere all’euforia dei giocatori, mentre Bagnoli veniva travolto e portato in trionfo, ma anche lui, “Bisteccone”, ormai senza voce, lavato poi da capo a piedi dallo spumante negli spogliatoi del Comunale.

Lo scudetto del Verona a Bergamo è anche in questo documento, è anche la gioia dell’Atalanta per una salvezza che, allora, valeva come uno scudetto. Ora lo scudetto della Dea è la Champions e magari anche Galeazzi la racconterebbe, restando senza voce, come per quel piccolo grande Verona del 1985.

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