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Divorzio e nuova convivenza del coniuge più “debole”: quando e perché l’assegno resta - BergamoNews
Spieghiamo la sentenza

Divorzio e nuova convivenza del coniuge più “debole”: quando e perché l’assegno resta

Se il vostro futuro vi riserverà un nuovo amore sufficientemente "facoltoso/a" per la gioia del vostro ex coniuge obbligato, e del suo avvocato, potrete vedervi tolto l'assegno.

Ha destato grande scalpore, meritando titoli anche sulle testate on line generaliste, la sentenza n. 32198 pronunciata nel novembre 2021 dalla Corte di Cassazione a Sezioni unite e frettolosamente riassunta con un “non perde l’assegno di divorzio chi abbia intrapreso una nuova stabile convivenza“.

Nuove speranze sono sbocciate nei percettori (o più sovente percettrici) dell’assegno, puniti/e nel 2017 dal principio di diritto della cosiddetta sentenza Grilli, che ammetteva il diritto al mantenimento solo in caso di reale inadeguatezza dei mezzi per una vita appena dignitosa è che aveva spazzato via, secondo la vulgata “odiose rendite parassitarie”.

In realtà, come le Sezioni Unite hanno avuto invece modo di chiarire nel luglio 2018, l’assegno divorzile ha due funzioni.

L’una assistenziale :

consentire un’esistenza minimamente decorosa all’ex coniuge che sia privo di mezzi adeguati in ragione dei principi costituzionali di dignità e solidarietà.

L’altra compensativa:

riconoscere attraverso la corresponsione periodica di denaro il sacrificio durante il matrimonio della parte che risulti economicamentepiù debole al divorzio, se tale minorità dipenda da scelte concordate tra i due sposi affinché l’uno, o più sovente l’altra, rinunci alla propria crescita professionale per rivolgere i propri sforzi esclusivamente o in maggior grado alla famiglia, aiutando il partner a raggiungere più prestigiosi obiettivi lavorativi e correlativi lauti guadagni.

Ebbene. Coerentemente ora le Sezioni Unite della Cassazione spiegano in ben 41 pagine fitte fitte (anche) che l’assegno divorzile con natura prevalentemente od esclusivamente compensativa possa permanere nonostante una nuova convivenza more uxorio del percettore.

Ma, attenzione, a condizione che la differenza di redditi e sostanze tra i due ex coniugi non sia significativamente alterata per effetto della nuova famiglia di fatto del destinatario/a dell’assegno.

Se al contrario il vostro futuro vi riserverà un nuovo amore sufficientemente “facoltoso/a” per la gioia del vostro ex coniuge obbligato, e del suo avvocato, potrete vedervi tolto l’assegno.

Meglio… saperlo prima, senza arrestarsi a memorizzare i soli titoli dei social.

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