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Al mercato è il momento delle mele a polpa rossa - BergamoNews
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Ortofrutta

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Al mercato è il momento delle mele a polpa rossa

Le mele Kissabel ogni anno riscuotono un buon successo: la qualità e le richieste della clientela sono elevate

Bergamo. Sono le mele Kissabel, contraddistinte dalla polpa rossa, il prodotto della settimana al mercato ortofrutticolo bergamasco. Questa varietà, tipicamente di nicchia, ogni anno riscuote un buon successo: la qualità è buona e le richieste della clientela sono elevate a fronte di una disponibilità relativamente scarsa perché l’areale produttivo dove vengono coltivate, nel Trentino, è geograficamente limitato.

I prezzi, dunque, rispetto alle altre tipologie sono superiori ma in linea alle stagioni precedenti.

Oltre alle Kissabel si trova un’ampia offerta di varietà, sempre provenienti principalmente dal Trentino Alto Adige: il rapporto qualità-prezzo è conveniente e, per la propria spesa dal fruttivendolo o dall’ambulante di fiducia, ci troviamo nel momento giusto per acquistare questi frutti.

Dotate di diverse proprietà per la salute e il benessere dell’organismo, le mele contengono vitamine, soprattutto A, B1, B2, C ed E, ma non mancano di sali minerali e fibre.
Grazie alla loro composizione, aiutano a combattere inappetenza, stanchezza e nervosismo; facilitano la digestione; proteggono le mucose della bocca e dell’intestino e rinforzano capelli e unghie.

Inoltre, aiutano a controllare l’appetito aumentando il senso di sazietà. Secondo alcune ricerche, poi, se consumate regolarmente, le mele contribuirebbero a combattere l’asma, ad abbassare il colesterolo cosiddetto “cattivo” e ad aumentare quello buono, concorrendo a ridurre il rischio di cardiopatie, ma sarebbero anche preziose nella prevenzione di ictus e tumori.

Non è tutto: conterrebbero sostanze utili a prevenire l’insorgere di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il morbo di Parkinson.

In cucina possono essere consumate semplicemente al naturale, oppure cotte, ma sono ottime anche per preparare golosi dolci come crostate, torte e strudel.

Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, partendo dagli agrumi, si intensifica l’offerta di arance nazionali, per i quali si evidenzia anche un miglioramento della qualità.
Oltre al raccolto italiano è sempre reperibile quello spagnolo, una presenza già consolidata nelle scorse settimane.

Altro must dell’autunno sono i cachi, che fanno registrare una buona qualità e quotazioni stabili. Si rafforza, inoltre, la disponibilità dei cachi mela o cachi vaniglia, che riscuotono un discreto interesse fra i consumatori.

Volge fisiologicamente al termine la campagna delle castagne, che rimangono soprattutto di origine nazionale: arrivano in gran parte dal Piemonte e, più precisamente, dal Cuneese.

Analogamente, si avvia verso la conclusione la stagione dell’uva da tavola, per la quale a fronte di una contrazione dei volumi, si rileva un lieve aumento dei valori di mercato. Per quanto riguarda l’origine, gli approvvigionamenti arrivano principalmente dalle regioni italiane meridionali.

Passando al comparto orticolo, sono stabili le carote, l’aglio, le bietole e i finocchi, per i quali non si annotano significative variazioni di prezzo.
L’offerta è nella media del periodo sia in termini di costo sia di qualità e la produzione è quasi esclusivamente nazionale.

Vale la pena di soffermarsi anche sui carciofi, acquistabili a un buon rapporto fra qualità e prezzo, con provenienza pugliese e sarda.

Si mantengono stabili i fagiolini, che al momento arrivano dall’Italia e dal Marocco: per entrambi si registra una lieve flessione delle quotazioni dettata da un aumento di quantitativi su cui si può contare.

La stessa sorte caratterizza i peperoni, sia rossi sia gialli: anche per loro si nota un calo delle quotazioni a fronte di una qualità ancora di prim’ordine. Accanto alla merce nazionale c’è quella spagnola, che costa lievemente meno.

Per concludere, continua l’offerta delle zucche, fra le quali spicca la varietà Delica. La maggior parte dei volumi approdano sulla piazza dall’areale produttivo mantovano, territorio vocato per tradizione alla coltivazione di questo ortaggio.
Vi sono anche altre tipologie ma la Delica è quella che la fa da padrona: i prezzi sono stabili e il livello qualitativo è molto elevato.

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