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Covid, aumentano i contagi: “La situazione non è allarmante ma serve cautela” - BergamoNews
L'intervista

Covid, aumentano i contagi: “La situazione non è allarmante ma serve cautela”

La giornalista e divulgatrice scientifica Roberta Villa, laureata in medicina e chirurgia, commenta l’andamento della pandemia da SARS-CoV-2

“La situazione non è allarmante ma serve cautela”. Così la giornalista e divulgatrice scientifica Roberta Villa, laureata in medicina e chirurgia, commenta l’andamento della pandemia da SARS-CoV-2 che, nelle ultime settimane, ha fatto registrare un aumento dei casi.

I dati relativi ai contagi e ai ricoveri sono tornati ad aumentare su scala nazionale ed europea: l’ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe, organizzazione di ricerca indipendente, ha rilevato che nella settimana dal 3 al 9 novembre i contagi sono saliti del 37,7% e con essi sono cresciuti anche i ricoveri (+14,8%) e le terapie intensive (+9,4%). A livello nazionale il tasso di occupazione ospedaliera si conferma però basso (6% in area medica e 5% in terapia intensiva) e nessuna regione supera la soglia del 15% per l’area medica che, insieme al raggiungimento della quota del 10% per le terapie intensive, segnerebbe il ritorno della regione alla zona gialla.

Abbiamo chiesto alla dottoressa Villa di tracciare il punto della situazione.

Come mai in Italia e in Europa i contagi stanno aumentando?

Quando si parla di Europa bisogna fare una distinzione: da una parte si sta verificando un netto e gravissimo aumento dei casi nei Paesi dell’Europa dell’Est, dalla Russia alla Slovenia passando per la Bulgaria e la Romania, dall’altra si sta registrando un incremento dei contagi anche in Germania, in Austria e in Italia. Nel primo caso a incidere sono i tassi di vaccinazione molto bassi, mentre nel secondo si sta andando incontro a quello che si è visto in Israele.

Ci spieghi

L’efficacia di questa vaccinazione sulla trasmissione del virus, ossia sul blocco dei contagi, purtroppo va calando nel tempo in maniera importante per cui chi è stato vaccinato per primo comincia a essere meno protetto dalla possibilità di contagiarsi e contagiare. Il virus, quindi, sta circolando maggiormente e l’effetto barriera che c’era fino a poco tempo fa si è ridotto, sommato al fatto che in questa stagione si trascorre più tempo al chiuso. Inoltre va considerato che in molti Paesi non ci sono o non c’erano più misure di contenimento. In Danimarca, per esempio, era stato tolto ogni tipo di restrizione e adesso sono stati costretti a inserire l’equivalente del green pass perché i contagi sono cresciuti. Detto questo va aggiunta una considerazione.

Quale?

Aumentano i contagi però, rispetto all’anno scorso, nei Paesi con un’alta copertura vaccinale non crescono in maniera altrettanto importante i ricoveri e i decessi. Stanno incrementando ma in misura molto contenuta, quel tanto che è correlato al fatto che ci siano più casi. I vaccini, per fortuna, continuano a essere efficaci nei confronti della malattia grave.

La terza dose serve per evitare che la situazione sfugga di mano?

Serve a risvegliare le difese anche nei confronti della malattia grave e aiuta a ridurre la circolazione del virus. Questo significa diminuire il rischio che con i grandi numeri aumenti la probabilità che anche i vaccinati possano avere problemi, significa ridurre il rischio che vengano contagiate persone non vaccinate o che comunque non hanno risposto al vaccino e significa ridurre il rischio che si formino nuove varianti, problematica che con l’alta circolazione del virus è più probabile.

Secondo lei la situazione è allarmante?

Se non avessimo avuto i vaccini così velocemente e non avessimo vaccinato così tante persone sarebbe stata drammatica e ci troveremmo nella situazione dell’anno scorso. Adesso non la definirei allarmante ma certamente serve cautela: non bisogna pensare che essendo vaccinati abbiamo la garanzia di essere tranquilli, per noi stessi e per le persone che ci circondano. Abbiamo una minore probabilità di contagiarci e di contagiare rispetto alle persone non vaccinate ma questo è possibile e dobbiamo avere riguardo soprattutto nei confronti dei soggetti più fragili.

Potrebbe darci alcuni consigli?

Il consiglio è quello di osservare le regole anti-contagio, soprattutto nelle situazioni maggiormente a rischio, come gli assembramenti al chiuso senza mascherina. Se un ragazzo, per esempio, va in discoteca e pochi giorni dopo ha il raffreddore è meglio che eviti di andare a trovare i nonni.

Per concludere, se la situazione continuasse così, com’è lo scenario in vista del Natale? Ci saranno restrizioni per le festività?

Con questa pandemia ho imparato a non fare previsioni e mi sembra che tutti quelli che le hanno avanzate, poi, siano stati più o meno smentiti. Stando ai fatti adesso è in corso una nuova ondata di casi: con ogni probabilità nei prossimi giorni i contagi e i ricoveri continueranno ad aumentare, bisogna vedere fino a che punto, fino a che livello arriveranno per capire se entro Natale sarà già in discesa e di quanto. In questo momento non è possibile affermarlo e nemmeno formulare delle ipotesi…

E la terza dose può essere d’aiuto?

Si, può aiutare sia a rallentare i contagi sia a proteggere le persone più fragili per le quali la protezione potrebbe via via calare.

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