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Castelli Calepio: "Il comune non paga i premi", dipendenti in stato di agitazione - BergamoNews
La protesta

Castelli Calepio: “Il comune non paga i premi”, dipendenti in stato di agitazione

E si rivolgono alla Cgil

Castelli Calepio. Succede di tutto nel paese del Basso Sebino. Dopo le polemiche per i ritardi sulla scuola primaria di Cividino, le dimissioni (per il momento rientrate) del segretario comunale e la fuga del personale tecnico-amministrativo ora scoppia un nuovo caso per il sindaco Giovanni Benini: i dipendenti del Comune di Castelli Calepio hanno dichiarato venerdì uno stato di agitazione, sospendendo così le attività di lavoro straordinario. A renderlo noto è la Cgil di Bergamo. La protesta è motivata dalla mancata erogazione “di consistenti somme di salario accessorio, tra indennità previste dal Contratto nazionale e premio annuale”, specifica la nota.

“Nessun premio di produttività è stato erogato lo scorso anno, una somma di denaro che complessivamente, per la ventina di lavoratori coinvolti, supera i 50mila euro” hanno spiegato Deborah Rota della FP Cgil Bergamo, Alessandra Giampapa di Cisl-FP e Alessandro Mattanza del Csa provinciali. “Negli ultimi tre anni, poi, i dipendenti hanno svolto funzioni aggiuntive senza ottenere alcun corrispettivo di salario accessorio, cioè, ad esempio, senza alcuna indennità di turno per la polizia locale, né per le cosiddette ‘specifiche responsabilità’ degli altri dipendenti”.

Rota, Giampapa e Mattanza proseguono: “Nonostante gli obiettivi di produttività siano stati raggiunti e nonostante il maggior carico di lavoro sulle spalle dei lavoratori provocato da riduzioni di personale a cui non pare seguiranno adeguate sostituzioni, l’Amministrazione non eroga quanto dovuto e si ostina a non incontrare i delegati delle Rsu e noi rappresentanti delle organizzazioni sindacali”. La giunta guidata da Benini è ormai nel pieno della tempesta. “Nonostante le ripetute richieste, non riusciamo ad ottenere un confronto con l’Amministrazione, segnale chiaro del poco rispetto per dipendenti che, nel periodo difficile della pandemia, hanno sempre garantito i servizi”.

La controversia ora passerà nelle mani della Prefettura – più volte sollecitata negli scorsi mesi a Castelli Calepio anche per altre ragioni – che dovrà convocare le parti.

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