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Stop dei treni per Milano Centrale, i politici bergamaschi chiedono risposte - BergamoNews
Durerà un mese

Stop dei treni per Milano Centrale, i politici bergamaschi chiedono risposte

Tutti preoccupati per la decisione di Rfi e per il disagio causato ai pendoli: presenteranno interrogazioni parlamentari e ordini del giorno per chiedere chiarimenti

Bergamo. Lo stop per un mese dei collegamenti ferroviari tra Bergamo e Milano Centrale oltre a quella dei pendolari, ha scatenato anche la reazione di numerosi politici locali.

L’onorevole di Forza Italia Gregorio Fontana presenterà un’interrogazione parlamentare al ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini: “Non voglio entrare nel merito della polemica scaricabarile delle responsabilità, ma è importante stabilire a chi spetta l’onere di intervenire per ridurre i disagi ed evitare che si ripresenti in futuro una situazione simile, nella quale Bergamo risulta essere l’unica provincia della regione così fortemente penalizzata.

La campagna vaccinale e il green pass hanno consentito la ripresa economica e lavorativa in presenza in sicurezza, aumentando di conseguenza il movimento dei pendolari lavoratori e studenti. Nel pieno di questa fase di ripartenza, a lungo attesa, la sospensione dei collegamenti con Milano Centrale arreca un enorme disagio agli utenti del servizio.

Per questo ho presentato un’interrogazione per sapere in particolare le ragioni e di chi sia la responsabilità alla base della scelta di effettuare lavori sul nodo di Milano, nel mese precedente al Natale e nel pieno del ritorno del lavoro in presenza, che vede Bergamo unico capoluogo escluso dai collegamenti diretti con la stazione centrale di Milano”.

Il consigliere regionale del Gruppo Misto Niccolò Carretta scrive: “Quello che sta succedendo in queste ore lascia senza parole, poiché ancora nel 2021 e con un’infinità di strumenti tecnologici a disposizione, Trenord, ovvero la società che gestisce il servizio di trasporto ferroviario della prima regione italiana per Pil, non è riuscita a fornire il giusto e corretto preavviso agli utenti che tutti i giorni, nonostante ritardi, guasti e cancellazioni divenuti ormai sistemici, frequentano le linee di trasporto ferroviario regionale per motivi di lavoro o di studio.

Un episodio che riflette la situazione che denuncio da anni e per cui ho provato a presentare numerosissime proposte studiate da buone prassi europee e internazionali. Purtroppo, fintantoché Regione assegnerà direttamente, senza un bando o una gara, il servizio di trasporto pubblico ferroviario a Trenord, le cose difficilmente miglioreranno. Perché è ovvio che se manca la concorrenza la qualità del servizio è destinata ad abbassarsi sempre di più.

Stiamo parlando, nello specifico, di una tratta che ha tempi di percorrenza costanti dagli anni 70 e che per indotto, produzione e valore al territorio dovrebbe essere spina dorsale del sistema regionale. Oggi, invece, ci troviamo improvvisi tagli alla linea e continui disagi che disincentivano i cittadini ad utilizzare mezzi sostenibili per raggiungere la propria sede lavorativa o universitaria: nel 2021 e in contemporanea ai convegni di COP26 è davvero paradossale.

Io, sinceramente, ci tengo a ringraziare l’assessore Claudia Terzi per gli investimenti regionali che stanno finalmente portando nuovi convogli, ma non capisco l’ostinazione di voler continuare con l’affidamento diretto ad una società che ha dimostrato tutti i suoi limiti, anche in termini di controlli sul rispetto del contratto di servizio e su cui pesa sempre il rapporto difficile è bloccato con l’altro socio statale”.

Risponde il deputato della Lega e consigliere comunale di Bergamo Alberto Ribolla, che attribuisce la mancanza di comunicazione unicamente a Rfi: “I lavori in corso sulla rete ferroviaria, che causeranno fino al 3 dicembre lo spostamento delle destinazioni da Milano Centrale a Milano Lambrate, sono di competenza di Rfi, perché è la società statale a gestire l’infrastruttura. Quindi Regione e Trenord non hanno responsabilità né rispetto al merito dell’intervento né rispetto alla comunicazione agli utenti, che certamente però avrebbero dovuto essere avvisati per tempo. Per questo motivo ho preso contatto con l’assessore Claudia Terzi che subito si è attivata affinché si riducano i disagi per i pendolari.

Il consigliere Carretta ha completamente sbagliato il destinatario della sua polemica strumentale. Avrebbe dovuto nel caso contestare la società statale Rfi. Incomprensibile poi il nesso che Carretta ipotizza tra la vicenda in questione e il rinnovo del contratto di servizio a Trenord. Non ci sono correlazioni tra le due questioni. Se parliamo di contratto di servizio, Carretta dovrebbe sapere che in Italia nessuna Regione ha svolto gare realmente contendibili. Fare gare pro forma non è utile. Basta vedere come si comporta il centrosinistra nelle Regioni che governa: in Toscana è stato fatto un affidamento diretto mentre in Emilia Romagna è stata fatta una gara con un solo partecipante. Fa invece piacere che Carretta si complimenti con l’assessore regionale Terzi per gli investimenti sul materiale rotabile: Regione Lombardia ha infatti investito 2 miliardi di euro per comprare 222 convogli all’avanguardia, 36 dei quali sono già in funzione sulla rete lombarda. Mai nessuna Regione in Italia ha investito tanto. Sulle linee che attraversano la Provincia di Bergamo sono in servizio treni nuovi sulla Bergamo-Lecco (di tipo Donizetti) e sulla Bergamo-Milano via Pioltello (di tipo Caravaggio), e nel corso del 2022 sia sulla Bergamo-Lecco sia sulla Bergamo-Brescia tutto il servizio sarà effettuato con treni nuovi. Da fruitore, da 20 anni, del servizio ferroviario regionale non posso che constatare questi miglioramenti.”.

Il consigliere comunale di Bergamo di Fratelli d’Italia Andrea Tremaglia scrive: “La tratta Bergamo-Milano è importantissima dal punto di vista economico e turistico, i viaggiatori sono decine di migliaia ogni giorno e per quanto importanti possano essere i lavori programmati: cancellare il collegamento con la Stazione centrale comporterà senz’altro notevoli disagi, soprattutto per i pendolari.

A maggior ragione dato che ci sono stati ritardi nella comunicazione e quindi questa notizia si è diffusa sulla stampa locale a mese di novembre già iniziato, con i lavoratori e gli studenti che quindi hanno già acquistato i loro abbonamenti mensili ignari di questa scomoda novità. Per queste ragioni, proporrò un ordine del giorno al Consiglio comunale di Bergamo per chiedere a Trenord, Regione Lombardia e RFI di ridurre al minimo il disagio per tutti. Chiedo inoltre di venire il più possibile incontro a studenti e lavoratori che per tutto il mese di novembre vedranno i propri spostamenti complicarsi, prevedendo ad esempio scontistiche o agevolazioni sugli abbonamenti mensili”.

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