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Premio negli Usa per Sebastian Birolini e la sua tesi che elabora un sistema per i voli - BergamoNews
Dottorato unibg

Premio negli Usa per Sebastian Birolini e la sua tesi che elabora un sistema per i voli

Il giovane di Albino vince il Best PhD Dissertation Award di Informs: le offerte di lavoro non mancano ma "ho scelto di rimanere in Università"

Bergamo. I migliori ricercatori al mondo, dice, sono perlopiù italiani. E lui ne è una prova: un talento di casa nostra, da tenere stretto. Dottorato all’Università di Bergamo, Sebastian Birolini, 28 anni di Albino è infatti il vincitore del Best PhD Dissertation Award 2021, prestigioso premio rilasciato da Informs, l’associazione americana leader mondiale nei settori del data science, management science e business analytics. Con la sua tesi in “Modeling of Supply-Demand Interactions in the Optimization of Air Transport Networks” ha trionfato nella sezione dedicata all’ambito dell’aviazione.

“Sono veramente contento – commenta Sebastian al telefono con Bergamonews -, è un grande traguardo. Non ci credevo”. Lunedì 25 ottobre, il giorno della notizia della vittoria, avrebbe dovuto prendere parte alla cerimonia di premiazione di persona, ma il travel ban degli Stati Uniti a causa del Covid non gli ha permesso di partire per Los Angeles. Un vero peccato.

Rimane, però, tutta la soddisfazione per un lavoro eccellente. Finanziata da Sacbo attraverso una borsa studio, la tesi di Sebastian offre infatti un contributo poderoso al settore aerospaziale: sfruttando l’ottimizzazione matematica, il suo lavoro elabora sistemi per la gestione e la pianificazione dei network delle compagnie aeree. “In pratica – spiega il 28enne – significa mettere a punto modelli decisionali che stabiliscano dove volare, quindi quali rotte scegliere, quando volare, programmando lo scheduling con gli orari, e come volare, cioè quale aereo usare”.

Il sistema ideato dal giovane di Albino ha la determinante caratteristica di coniugare la stima della domanda con l’ottimizzazione dell’offerta da parte dell’azienda. Parlando di numeri, il risultato è straordinario: “Tenendo conto della concorrenza dei competitor, i modelli sviluppati aumentano i profitti della compagnia intorno al 6%”.

Sebastian si è laureato in Ingegneria gestionale a Bergamo ma durante il suo percorso universitario ha avuto modo di confrontarsi con realtà estere di grande rilievo studiando negli Stati Uniti, in particolare ad Harvard e ad Atlanta, e svolgendo anche un periodo di visiting in Portogallo, a Coimbra.

Dopo un lavoro di alto livello come quello appena premiato, le offerte di lavoro non mancano. “L’attitudine quantitativa è molto ricercata ma nel mondo ci sono poche persone capaci di applicarla”. Lui, di certo, è una di queste. Eppure per ora non pensa a ruoli in azienda: “Ho scelto di rimanere in UniBg, ho un contratto di ricerca di tre anni nell’ambito di un programma con Harvard sul futuro della mobilità”.

Lo fa per passione, con l’ambizione di diventare un domani ricercatore e poi professore: “È il lavoro più flessibile del mondo e capace di offrire stimoli di respiro internazionale che solo la ricerca può dare”.

Ma non vuole essere visto come un topo da laboratorio, dice scherzando: “Voglio contribuire al mondo in cui vivo. È il motivo per cui ho scelto di fare una tesi in collaborazione con un’azienda. Chi si occupa di ingegneria applicata poi studia fenomeni quotidiani e non può pensare di essere slegato dalla vita reale”.

Sebastian in effetti è tutt’altro che un cervello chinato sui libri, specialmente fuori dall’ambito accademico: “Amo degustare vini e cucinare, fare sport all’aria aperta, soprattutto in montagna. Me la spasso”. E considerato l’ambito della sua tesi, viene automatico pensare che un’altra delle sue passioni sia quella di prendere voli e conoscere il mondo.

“Amo viaggiare. La componente più bella del lavoro di ricercatore sono proprio tutte queste conferenze internazionali. Ho girato un po’ tutta l’Europa, sono andato tre o quattro volte negli Stati Uniti, sono stato in Corea”.

Al momento – conclude – gli manca solo l’Africa. Ma in realtà è questione di poco: ha già pianificato anche quella. “Ho un collega dall’Uganda che è venuto a trovarmi e che mi ha invitato al suo matrimonio l’anno prossimo. Più di così uno cosa vuole?”.

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