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Inni al Duce, interrogazioni in Parlamento. E la scuola cerca il dialogo con gli anti-fascisti - BergamoNews
Il caso aeronautico

Inni al Duce, interrogazioni in Parlamento. E la scuola cerca il dialogo con gli anti-fascisti

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni: "Vicenda che non va archiviata". Nel frattempo, l'Istituto chiede un incontro "chiarificatore" ai manifestanti (che rifiutano)

Bergamo. Arrivano in Parlamento i fatti accaduti lo scorso 25 ottobre all’Istituto Aeronautico Antonio Locatelli, dopo il video pubblicato dalla rivista Wired in cui si vedono gli studenti inneggiare al Duce nei confronti del preside Giuseppe Di Giminiani, il giorno del suo compleanno.

Dopo quella presentata al ministero dell’Interno e dell’Istruzione a firma del deputato di Liberi e uguali Devis Dori, anche il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni chiede al Governo “quali provvedimenti abbia intrapreso l’Ufficio Scolastico competente per fare chiarezza sull’episodio. Ciò che stupisce – scrive il vicepresidente della commissione cultura di Montecitorio – è che in una scuola si possa lanciare un coro con chiari riferimenti fascisti senza che nessuno intervenga nell’immediato, e che successivamente si cerchi di derubricarlo ad episodio goliardico. Un dirigente scolastico dovrebbe stigmatizzare ogni comportamento non corretto e non rispettoso della Costituzione e delle leggi”, ma “da quanto emerge dalla stampa – conclude – non si evince un comportamento che vada in questa direzione”. Ecco perché Fratoianni, nell’interrogazione, ne chiede esplicitamente l’allontanamento.

Nel frattempo, le polemiche non si placano nemmeno a livello locale. L’ultimo capitolo della vicenda è un messaggio che la scuola ha inviato ai manifestanti del centro sociale Paci Paciana, chiedendo “un incontro pacifico e chiarificatore – si legge – in merito all’episodio del 25 ottobre”. A rendere pubblico il messaggio sono stati i manifestanti stessi, che via social hanno commentato: “Se si organizzano momenti pubblici si da agibilità a chi ha comportamenti fascisti” e “il fascismo non è un’opinione”. Questo per promuovere “una scuola che rifiuti i rigurgiti fascisti e non li coccoli con la scusa della goliardia”.

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