Bergamo

Focolaio Covid ancora attivo alla scuola di Monterosso: “Situazione gestita male da Ats”

Prime, seconde e terze in quarantena, indicazioni contraddittorie ai genitori e nessun report in Comune. L'assessore Poli: "Dovevamo essere coinvolti per una gestione più efficace"

Bergamo. Il focolaio di Covid nella scuola di Monterosso non è ancora sotto controllo dopo circa due settimane dai primi casi di positività.

Le famiglie sono arrabbiate: da parte di Ats passi indietro sulle decisioni in merito alle quarantene. C’è poca chiarezza, crescono il disappunto, la paura del contagio, la difficoltà nella gestione degli isolamenti da parte di genitori che lavorano e si devono organizzare per rimanere a casa con i bambini impegnati nella didattica a distanza.

Lo testimonia una circolare inviata martedì sera dalla dirigente scolastica Barbara Mazzoleni alle famiglie degli alunni della scuola dell’infanzia Monterosso e della primaria Papa Giovanni XXIII. Questo l’incipt: “Questi ultimi giorni sono stati un susseguirsi di notizie, a volte un po’ confuse, a volte positive, altre contraddittorie”.

In quarantena ci sono ora le classi prime, le seconde e le terze. Per queste ultime c’è stato un dietrofront da parte di Ats, come si legge nella circolare: “Sabato 30 ottobre gli alunni di classe terza hanno effettuato il tampone previsto per la fine della loro quarantena. Domenica abbiamo appreso di un caso positivo. Ats ha chiuso automaticamente le quarantene di chi ha avuto un tampone negativo ma oggi (2 novembre ndr) ci hanno comunicato che la situazione deve essere rivalutata alla luce del caso positivo e quindi è partito un nuovo provvedimento di quarantena con obbligo di isolamento fino al 5 novembre”.

In pratica per due giorni i bambini delle terze con tampone negativo hanno condotto una vita regolare: sono usciti, sono andati a trovare i nonni, al cinema, alle feste di compleanno, hanno incontrato gli amichetti. Questo nonostante fossero venuti a contatto con un compagno positivo.

Lo stesso per le classi prime: giovedì sera la comunicazione che un alunno di una delle due sezioni era positivo e la classe è stata quindi messa in quarantena. Gli altri la mattina sono andati regolarmente a scuola ma a mezzogiorno ai genitori è arrivata la telefonata: considerato che nei giorni antecedenti le due classi hanno svolto insieme l’intervallo, Ats ha deciso di mettere in quarantena entrambe le sezioni quindi i bambini dovevano essere ritirati.

I bimbi della scuola dell’infanzia della classe 2B scoiattoli e del gruppo del posticipo delle 16.30 verranno sottoposti a tampone tra oggi e giovedì e potranno rientrare in caso di esito negativo e con autodichiarazione dei genitori.

Gli alunni delle classi quinte, la scorsa settimana 22 positivi su 43, stanno gradualmente rientrando. I bambini che dai tamponi di ieri sono risultati ancora positivi proseguiranno la quarantena. Gli altri, negativi, sono tornati a scuola in giornata.

La circolare si conclude con un incoraggiamento e un invito alle famiglie: “Siamo stati messi a dura prova negli ultimi dieci giorni. Solo con il rispetto di regole e procedure possiamo accelerare i tempi di un ritorno alla normalità. Per questo chiedo a tutti, genitori, docenti e bambini, un ultimo sforzo per affrontare questi giorni senza farci travolgere dalla paura del contagio e dall’arrabbiatura di essere stati avvisati all’ultimo momento di dover cambiare i nostri programmi. Comprendo la difficoltà e la complessità della situazione e assicuro il massimo impegno della scuola in termini di supporto e vicinanza”.

Con il senno di poi sono in molti a ritenere che il focolaio doveva essere affrontato diversamente da Ats, compresa l’assessore all’Istruzione del Comune di Bergamo Loredana Poli: “La situazione non è stata gestita bene, questo è evidente. In questo caso le modalità di prevenzione non hanno tenuto rispetto alla configurazione della tipica scuola di quartiere, dove i bambini e le famiglie si incontrano anche in altri ambiti e le occasioni di contagio quindi si moltiplicano. Tra l’altro al Comune non arrivano comunicazioni o report da parte di Ats, le informazioni che abbiamo giungono a noi tramite l’istituto comprensivo o i genitori e ritengo questa cosa assurda. Capisco che la competenza è sanitaria, quindi fa capo ad Ats, ma le istituzioni andrebbero coinvolte in un contesto del genere”.

L’auspicio è quello di aver imparato dagli errori: “Ciò che è accaduto deve essere d’insegnamento per tutti – continua l’assessore -. Spero ci sarà occasione per Ats, Comune e la scuola di sedersi attorno ad un tavolo per fare insieme un ragionamento. Nel caso di un numero significativo di contagi una soluzione potrebbe essere quella della chiusura totale della scuola per almeno dieci giorni con tampone a tutti i bambini prima del rientro in classe. A quel punto i negativi non avrebbero più preoccupazioni considerato che per due settimane non ci sono stati contatti con compagni positivi”.

E i genitori, opportunamente avvisati, riuscirebbero ad organizzarsi meglio nella gestione familiare rispetto ad avere continue comunicazioni, spesso contraddittorie. Anche perché nel caso della primaria Papa Giovanni e della materna Monterosso ci sono classi che sono rimaste in quarantena anche per venti giorni, mettendo quindi in difficoltà e a rischio ulteriore le famiglie.

 

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