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Radici amare di Soncino: provatele con burro e curry - BergamoNews
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Ortofrutta

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Radici amare di Soncino: provatele con burro e curry

Questo ortaggio, tipicamente autunnale, si può trovare per la spesa dal proprio fruttivendolo o ambulante di fiducia in questo periodo dell’anno

Bergamo. Sono le radici amare di Soncino il prodotto della settimana al mercato ortofrutticolo bergamasco. Si tratta di un ortaggio di nicchia, tipicamente autunnale che si può trovare per la spesa dal proprio fruttivendolo o ambulante di fiducia in questo periodo dell’anno.

I quantitativi reperibili sulla piazza soddisfano le aspettative, la qualità è buona e i prezzi sono in linea con quelli delle annate precedenti. Come si evince dal nome, il luogo d’origine è il territorio circostante l’antico borgo di Soncino, in provincia di Cremona, dove viene coltivata questa particolare varietà di cicoria, la Cichoriumintybus, appartenente alla famiglia Asteraceae. Dal punto di vista visivo, invece, queste radici si contraddistinguono per il colore bianco/beige e la forma che ricorda quella di una lunga carota.

Ricche di proprietà per la salute e il benessere dell’organismo, contengono fibra alimentare, carboidrati, proteine e vitamine B1, B2, B6 e C. Non mancano, inoltre, di minerali, come fosforo, potassio, magnesio, manganese, calcio, sodio e ferro.

Grazie alla loro composizione, favoriscono l’assorbimento del ferro, sono adatte per chi soffre di anemia e attivano in modo selettivo la crescita nel colon dei batteri Bifidus, che evitano i processi di fermentazione nello stomaco. Contengono, poi, una sostanza chiamata inulina, che produce benefici effetti sull’intestino e sul sangue, svolgono un’azione depurativa eccezionale ed esercitano una funzione disintossicante su intestino, fegato e reni.

Caratterizzate da un gusto piuttosto amaro che però con la cottura perde d’intensità, in cucina sono in grado di conferire ai piatti un sapore unico, quindi risultano indicate come ingrediente o contorno per primi e secondi piatti di carne o pesce. Il metodo più usato per consumarle è quello di farle bollire in acqua e, una volta tagliate a rondelle, si possono condire con prezzemolo e olio extravergine d’oliva. In alternativa, è possibile mangiarle gratinate oppure conservate sott’olio con aromi e adoperate in un secondo tempo.

Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, si nota una buona offerta di cavoli. Si possono trovare con origine nazionale, provenienti principalmente dall’areale di Rovigo, oppure estera, olandese. La qualità è simile e il raccolto italiano ha un costo maggiore.

Fra le cipolle spicca la Rossa di Tropea, acquistabile a un prezzo differente dalle altre a fronte di caratteristiche uniche.

Prosegue l’offerta dei funghi porcini: essendoci quantitativi piuttosto limitati di merce dall’Italia, le quotazioni risultano sostenute. Gran parte della merce arriva dall’Est Europa: l’areale produttivo di riferimento è la Romania e la qualità è nella media anche se è lievemente inferiore agli standards nazionali.

I peperoni provengono da Sicilia e Spagna: i primi hanno qualità molto elevata anche se sono più cari, mentre i secondi hanno qualità, pezzatura e di conseguenza valori di mercato minori.

Sono stabili i prezzi dei pomodori: non si riscontrano variazioni significative a fronte di un’abbondante disponibilità. Accanto a quelli nazionali, che giungono sulla piazza dalla Sicilia e da Latina, vi sono quelli olandesi comunque di buona qualità. Fra questi ultimi è di grande impatto la varietà Cubello, con esemplari belli da vedere e contraddistinti da un sapore gustoso.

Prosegue, nel frattempo, la produzione delle zucche, altro must dell’autunno: un ruolo da protagonista spetta sempre alla Delica, reperibile a prezzi stabili e nella norma.

Passando alla frutta, è molto buona la disponibilità di cachi, originari in gran parte dall’Emilia Romagna: l’offerta è ampia e variegata, e questo comporta una contrazione delle quotazioni.

Sono stabili i valori di mercato delle castagne: i prezzi rimangono nella media del periodo, gli areali principali sono dislocati nel Piemontese e l’offerta comincia fisiologicamente a calare.

Fragole e piccoli frutti arrivano prevalentemente dal Trentino, subiscono lievi rincari fisiologici e la qualità è soddisfacente.

Rispetto alla scorsa settimana non vi sono variazioni significative per le mele e le pere, mentre per l’uva da tavola restano al centro della scena le varietà Italia e Pizzutella, provenienti dalla Sicilia.

Continua la campagna degli agrumi, che sono soprattutto esteri: si scorgono, però, le prime arance siciliane oltre a quelle spagnole, con qualità e quotazioni tipiche delle primizie. Considerando i problemi climatici che hanno riguardato le regioni italiane meridionali, le previsioni lasciano presagire prezzi più elevati quest’anno a causa di quantitativi che saranno forse inferiori rispetto alle stagioni precedenti.

Va segnalata una buona presenza di noci: a quelle padovane si affiancano le francesi, entrambe di buona qualità e caratterizzate nella massa da pezzature medio-piccole.

Per concludere, calano i prezzi degli ananas: a incidere probabilmente è una fisiologica contrazione della richiesta del settore della ristorazione.

LA RICETTA DELLA SETTIMANA

Radici curry

 

Radici amare con burro e curry
(A cura di GialloZafferano)

Ingredienti

500 g Radici Amare
40 gb Burro
q.b. Sale
1 Cucchiaino Curry
1 Limone (il succo)

Preparazione

Per prima cosa lavate le radici amare sotto acqua fresca corrente per rimuovere la terra.

Munitevi anche di un pelapatate, se non l’avete, potete anche usare un coltello e pelarle (come si fa con le carote), rimuovendo tutta la buccia.

Una volta pelate mettetele a bagno con acqua e limone: serve a non fare ossidare le radici amare.

Suddividete le radici a pezzi poi tagliarle a metà e poi ancora a meta. Quindi dividete ciascuna parte ancora a metà, ottenendo in tutto 4 bastoncini.

Cuocete le radici amare in acqua bollente salata e con un po’ di succo di limone per 25/30 minuti. Il succo del limone ci aiuta a togliere l’amaro e a tenerle belle bianche.

Trascorso il tempo scolatele.

Rosolate lo spicchio d’aglio. Aggiungete le radici amare lessate precedentemente e rosolatele molto bene.

Nel frattempo in un bicchiere con 3 cucchiai di acqua sciogliete il curry (sarebbe meglio usare acqua calda).

Dopo aver sciolto il curry aggiungetelo alle radici amare e mescolate per amalgamare il tutto. Servitele.

 

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