Top&flop

Atalanta: su 17 conclusioni con la Lazio solo 3 in porta

Per la palma di migliore in campo tra le file atalantine bisognerebbe tracciare una linea verticale che parte da Musso, passa per Koopmeiners e arriva a Zapata

Un pareggio giusto nell’anticipo dell’11^ giornata di Serie A, un risultato acchiappato con le unghie e con i denti nei minuti di recupero di entrambi i tempi di gioco. Un po’ come era stata importante la vittoria a Genova, allo stesso modo non perdere questo scontro diretto lo è stato altrettanto. Il morale in un periodo complicato e pieno di ostacoli è fondamentale resti alto.

Una sfida che non ha visto pause, ritmi da calcio europeo, un bell’antipasto in vista di Manchester e Marsiglia per le due compagini in campo.

L’Atalanta ha mantenuto sempre il possesso del gioco risultando però molto imprecisa negli ultimi 20 metri, mentre la Lazio ha optato per un assetto meno spregiudicato ma sempre in attesa di pungere con ripartenze decisamente pericolose.

Quando la formazione biancoceleste parte in contropiede incute molta paura con uomini veloci dotati di ottima tecnica. Le due reti laziali (Pedro nel primo tempo, Immobile nel secondo) sono due tap-in che gelano il Gewiss Stadium. Entrambe le marcature rischiano di minare la tenuta mentale dell’Atalanta la quale invece si rimette in carreggiata e ci prova aino all’ultimo minuto. Se c’è un aspetto infatti in cui non si può rimproverare la banda di Gasperini è la voglia di andare a riprendere il risultato ad ogni costo. E infatti il gol di Zapata arriva a 10 secondi da fine primo tempo, il gol di De Roon arriva a quasi un minuto dal triplice fischio.

TOP E FLOP

Per la palma di migliore in campo tra le file atalantine bisognerebbe tracciare una linea verticale che parte da Musso (decisivo ben due volte nel mantenere il punteggio nel secondo tempo sui tentativi a rete di Immobile e Moro), che passa per Koopmeiners (aggressivo e ormai padrone del centrocampo con ottima personalità) e che arriva a Zapata (gioca praticamente sempre ma non molla mai, in più nel pomeriggio uggioso di fine ottobre anche un gol cercato e voluto frutto del suo strapotere fisico).

Tra le note meno liete di giornata c’è la prestazione meno brillante del solito di Pasalic, sempre più annebbiato col passare dei minuti, l’errore di lettura di Demiral in occasione dello 0-1 e la gestione del contropiede dell’1-2 laziale. Se è vero che si tratta di attimi, è altrettanto vero che la difesa si abbassa troppo, arretra senza contrastare Luis Alberto, si schiaccia e per Immobile far gol è un gioco da ragazzi. Forse si sarebbe potuto intervenire anche con un fallo, spendendo un cartellino per bloccare questa avanzata.

A chiudere un dato semplice ma esplicativo della poca precisione dell’Atalanta negli ultimi metri: su 17 conclusioni solo 3 in porta. In effetti Reina non è stato protagonista di parate importanti, e di fatto nelle uniche chances (aldilà dei due gol) Malinovskyi e Muriel non hanno colpito lo specchio difeso dal portiere ospite.

LE PAGELLE

Musso 7
De Roon 6,5
Demiral 5,5
Lovato 6 (Scalvini 6,5)
Zappacosta 6,5 (Piccoli SV)
Freuler 6
Koopmeiners 6,5
Maehle 5,5
Pasalic 5 (Malinovskyi 6,5)
Ilicic 6 ( Muriel 6)
Zapata 7

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