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Atalanta, il cuore oltre l'ostacolo: stavolta non sono due punti persi - BergamoNews
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Atalanta, il cuore oltre l’ostacolo: stavolta non sono due punti persi

Straordinario Zapata e sarà fondamentale anche martedì sera in Champions contro il Manchester United. Aspettando i lampi di Muriel

Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Ma sta diventando un’abitudine, il finale thrilling al Gewiss Stadium e sembra scritto da un regista di libri gialli: il ‘colpevole’ spunta sempre al 94′, una volta lascia grande amarezza e delusione (1-1 con l’Udinese), un’altra grande sollievo e gioia (2-2 con la Lazio).

Sicuramente con l’Atalanta di Gasperini non ci si annoia mai e fino ai minuti di recupero si è temuto che la sfida con Sarri potesse terminare come la prima del Gasp a Bergamo, 21 agosto 2016, 3-4 con la Lazio, stavolta meno gol ma tanta fatica nerazzurra per rimettere a posto una partita ancora in salita.

Il bello è che di quella Atalanta è rimasto solo (in panchina) Sportiello, naturalmente con Gasp in piedi ma nemmeno troppo agitato rispetto al solito, mentre la Lazio aveva già Immobile che segnava il primo gol, oltre a Milinkovic Savic e Cataldi.

E, tanto per dire che il calendario non è poi così originale, allora alla seconda giornata i nerazzurri avevano perso 2-1 sul campo della Samp, qui invece arrivavano da una vittoria netta per 3-1, ma sempre a Marassi contro la Samp.

A parte i corsi e ricorsi, il pareggio magari non entusiasmerà troppo gli incontentabili, però non è poi da buttare: la squadra, pur con tante assenze, resta in linea con le sue belle abitudini, solo un punto meno rispetto alla scorsa stagione quando però era settima dopo 11 giornate e ora è quinta.

Certo, dopo una battaglia come quella con la Lazio emerge soprattutto il cuore dei Gaspboys, non è certo un caso che abbiano pareggiato per due volte nei minuti di recupero dei due tempi, al 46′ Zapata e al 94′  De Roon. Il ‘ma chi è?’, come amano cantare i tifosi, si fa così perdonare anche l’errore che fa scatenare l’azione del secondo gol laziale. Loro velocissimi nell’arrivare in area e al tiro, i nostri presi in contropiede, mentre in occasione del primo gol un altro errore, una palla bucata da Demiral, aveva favorito prima il tiro di Immobile, respinto da Musso e poi quello vincente di Pedro.

Mancano, ancora, quelle che fino a ieri erano le armi in più, cioè i ricambi. Che prima spesso e volentieri davano la svolta e ora invece non portano benefici, anzi magari qualcuno rimpiange chi è uscito forse troppo presto.

Bisogna anche aggiungere che Gasperini aveva gli uomini contati: cioè, a parte i due portieri, sei giocatori in panchina, vuol dire che se avesse fatto cinque sostituzioni avrebbe dovuto scegliere solo il momento giusto e mandarli tutti dentro, o quasi.

Invece è un po’ in ritardo l’uomo della svolta, Muriel, quello che entrava e spesso cambiava la partita, mentre ancora una volta apprezziamo la personalità di Giorgio Scalvini, ragazzo non ancora diciottenne.

Senza tornare agli assenti, che pure pesano non poco, è giusto applaudire chi non molla mai come Zapata, straordinario per potenza e generosità: come si fa a togliere Duvàn gol prima del 94′? Infatti non esce. E poi cresce il contributo dei nuovi, Koopmeiners e Lovato, bravi a inserirsi in poche settimane, per non parlare di Zappacosta che macina chilometri e un po’ sente la mancanza dall’altra parte di Gosens, però l’assist per il primo gol del Panterone lo fa lui, il 77.

Quindi un’Atalanta viva, che gioca meglio nel primo tempo ma non tira in porta ed è un brutto difetto, salvo ritrovare poi il lampo di Zapata. Che sarà indispensabile anche per provare a piegare il Manchester United, martedì sera quando a Bergamo tornerà a suonare l’inno della Champions, contro quel Ronaldo che non si stanca mai di fare gol e ha appena battuto anche il Tottenham di Romero (Gollini in panchina).

E un’Atalanta con un paio di recuperi (Demiral e Palomino), con un Ilicic in forma come si è visto nelle ultime partite può giocarsela: a testa alta, come e anche meglio (nel risultato) che a Manchester. Niente è impossibile…

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