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Apre la Variante di Zogno, la Val Brembana esulta e si carica: "Ora sfruttiamola" - BergamoNews
Le reazioni

Apre la Variante di Zogno, la Val Brembana esulta e si carica: “Ora sfruttiamola”

Dopo dieci anni, arriva la conferma dalla Provincia. Messi da parte ritardi e previsioni andate a vuoto. Adesso la Valbrembana aspetta sviluppi per la Paladina-Villa d’Almè

Zogno. Lunedì 8 novembre, ore 10. Dopo dieci anni, finalmente si conosce la data di apertura della Variante di Zogno. Ad ufficializzarla è Giuliano Ghisalberti, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici del paese brembano.

“Nei giorni scorsi ho volutamente ‘forzato la mano’ perché altrimenti i tempi si sarebbero dilungati ancora di più – scrive Ghisalberti in un post su Facebook – . Gli zognesi dovevano sapere che era questione di dettagli. Hanno avuto bisogno ancora di tempo. Anche gli ultimi giorni sono stati estenuanti, come sfibrante è stata l’attesa degli zognesi, dei pendolari, dei turisti, dei cittadini della Valle Brembana. Ora, però, da persone concrete come siamo, guardiamo al lato positivo: finalmente abbiamo la data. Provincia autorizzerà l’apertura l’8 novembre. Ed ora tutti insieme cerchiamo di sfruttare questa possibilità, per Zogno e per la Valle Brembana”.

Guardare il lato positivo della vicenda è ciò che interessa, ora, all’amministrazione comunale.

“Mettiamo da parte tutte le questioni relative alle tempistiche e ai ritardi, finalmente si apre – commenta Ghisalberti, emozionato – adesso abbiamo un’ulteriore occasione per far crescere e sviluppare Zogno e tutta la Valle Brembana. Uno sviluppo che deve riguardare sia il versante industriale, sia quello artigianale, sia i servizi. Come centro industriale della valle, Zogno si pone ora come cittadina in grado di attrarre ancor di più possibilità di lavoro e un ulteriore sviluppo dei servizi, per sé e per l’intera valle”.

In realtà, mancano ancora alcuni test, ma le previsioni sono state rispettate. La conferma arriva direttamente da Pasquale Gandolfi, presidente della Provincia di Bergamo: “Sarà una settimana di test, gli ultimi – premette -. Alle 10 del mattino libereremo i blocchi, permettendo così l’apertura”.

Passata questa settimana (e senza alcuna inaugurazione ufficiale), sarà consentito agli abitanti della Valbrembana di trascorrere i 4,3 chilometri complessivi di un’opera, iniziata nel 2011, che in questi dieci anni ha visto diverse vicissitudini, tra ritardi, insufficienza di fondi e danni della natura.

I lavori alle due gallerie (Inzogno di 654 metri e Monte di Zogno di 2.211 metri) e dei due tratti a cielo aperto di 2.180 metri (che collegano la località Grotte delle Meraviglie con la località Madonna del Lavello), iniziati dall’impresa Itinera di Tortona (stop nel 2014 e 44 milioni di euro spesi), sono stati conclusi lo scorso ottobre dalla Collini, società di Trento che ha ripreso lo sviluppo dell’opera nell’ottobre 2019, dopo l’impegno di altri 33,1 milioni di euro da parte di Regione Lombardia.

Esattamente due anni dopo, la data più attesa. Una data ufficiale, quella dell’8 novembre, che toglie un peso all’amministrazione di Zogno, ma anche ai sindaci dei comuni vicini.

“Una notizia attesa – commenta Jonathan Lobati, presidente della Comunità Montana Valle Brembana e sindaco di Lenna – ora si vede davvero la luce in fondo al tunnel. L’apertura della Variante di Zogno è stata attesa per molti anni, finalmente ora potremmo avere un miglioramento nella viabilità di tutta la valle. Adesso l’impegno rimane la Paladina-Villa d’Almè”.

Sindaci della valle che dedicano un grazie particolare proprio all’assessore ai lavori pubblici di Zogno.

“Dobbiamo ringraziare Giuliano Ghisalberti, che ha sempre seguito con attenzione ogni minimo dettaglio. – commenta Vittorio Milesi, vicesindaco di San Pellegrino (anche lui da sempre attento all’evolversi della vicenda) – L’azione dell’amministrazione comunale di Zogno ha consentito di evitare ulteriori lungaggini, tenendo sempre vivi e attivi i rapporti con le istituzioni incaricate alla costruzione della Variante. Un grazie in particolare va poi a Regione Lombardia, che ha permesso la conclusione di un’opera fondamentale per lo sviluppo della Valle Brembana”.

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