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Atalanta, avanti più adagio: per tornare a correre bisogna ritrovare le punte - BergamoNews
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Atalanta, avanti più adagio: per tornare a correre bisogna ritrovare le punte

Nel pareggio-beffa con l'Udinese la fatica della squadra per conquistare una vittoria poi negata da qualche errore. Il peso degli infortuni

Se hai un bravo portiere e un ottimo centravanti sei già a metà dell’opera, però se il portiere sbaglia e il centravanti non incide, beh allora difficilmente vinci la partita: sono le regole non scritte del calcio, un po’ come la storia del gol sbagliato, gol subìto. Non sarà vero ma ci credo…

La storia del portiere e del centravanti è un po’, in sintesi, quel che è successo in Atalanta-Udinese.

Due punti persi al 94′, un pareggio che non è da buttare perchè non si butta via niente in una Serie A molto equilibrata e che in ogni giornata richiede la massima attenzione, oltre che condizione. Vedi la sconfitta netta a Verona di quella Lazio che sabato prossimo sarà a Bergamo.

Però è evidente che il gol subìto al 94′ su un volo a vuoto di Musso, punito dal colpo di testa di Beto, lascia molto amaro e proprio non si riesce a bissare la vittoria, finora unica in casa, conquistata un mese fa (21 settembre) contro il Sassuolo.

L’errore del portiere si unisce al mancato raddoppio, alle occasioni (non molte, ma qualcuna c’è stata) che si sarebbero potute sfruttare meglio per chiudere il conto con un’Udinese come al solito spigolosa, difficile da superare e certo i sette gol di due anni fa sono più un caso, un’eccezione che la regola.

La realtà è che Gotti ha imparato bene come bloccare varchi e corridoi ai nerazzurri, che hanno provato e riprovato prima di trovare il tiro-gol con Malinovskyi.

Il centravanti non ha fatto gol, ma più che fare pollice verso a Zapata, che ha fatto un gran lavoro come sempre pur non riuscendo a concludere a rete, bisogna piuttosto constatare l’apporto quasi nullo di Muriel. E assieme a lui di Miranchuk, ancora una volta molto deludente quando è stato chiamato in causa e avrebbe avuto qualche spazio per colpire.

Ecco, purtroppo ancora una volta l’Atalanta paga la mancanza di ricambi capaci di cambiare la partita, quella che era la sua forza qualche mese fa, con un Muriel in condizione ideale. Adesso non è così e Lucho non incide come dovrebbe e vorrebbe. Pur non segnando, ha fatto sicuramente meglio il duo Zapata-Ilicic, che si è visto negare il gol dal palo.

Intorno a questi motivi ci sono poi tante altre attenuanti che rendono meno amaro il pareggio. Chiaro, giochi pochi giorni dopo la sfida di Manchester che ti ha portato via molte energie ed è normale, tutte le squadre in qualche modo ne risentono, se vogliono onorare al meglio il doppio impegno. E nell’ultima giornata ha vinto solo il Milan grazie anche ad alcune combinazioni favorevoli, contro una squadra ridotta in nove.
Naturale che l’Atalanta senza sei dei suoi titolari non possa essere la stessa brillante che abbiamo apprezzato tante volte e perciò deve adeguarsi, lottare e soffrire.

Contro l’Udinese mancavano Hateboer, Gosens, Pessina, Toloi, Demiral e Maehle.

Gasperini spera di recuperare a breve gli ultimi tre e sarebbe già un bel risultato, considerati i tempi e gli infortuni.

Provate a controllare la formazione dell’Atalanta che aveva battuto il Sassuolo: allora c’erano in campo Toloi, Demiral e Djimsiti in difesa, stavolta Lovato con Palomino e il tuttofare De Roon. A centrocampo Freuler era rimasto in panchina, in campo Zappacosta, De Roon, Koopmeiners e sull’esterno Gosens, mentre davanti giocava Pessina con Malinovskyi alle spalle di Zapata. E la partita era stata decisa da Gosens e Zappacosta.

Comunque, rispetto a quella partita, ben cinque cambi forzati contro l’Udinese ed è inevitabile risentirne: Pezzella non è ovviamente Gosens, così come si avverte la mancanza di Pessina, le incursioni e il carisma di Toloi, l’attenzione di Djimsiti e la grinta di Demiral, che sa fare anche gol.

Non c’è tempo però per piangersi addosso perché mercoledì l’Atalanta sarà di nuovo in campo. E se Gasp, forse squalificato, non potrà seguire dal vivo il ‘suo’ derby con la Samp, chissà che riesca comunque a inventare qualcosa, dopo aver fatto esordire il diciottenne Scalvini.

È sempre pronto anche Piccoli e considerata la forma di qualcuno davanti… nel secondo tempo potrebbe toccare di nuovo a lui.

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