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Contro la povertà digitale aperti 28 punti di comunità in biblioteche e oratori - BergamoNews
Fondazione comunità bergamasca

Contro la povertà digitale aperti 28 punti di comunità in biblioteche e oratori fotogallery video

Inaugurata la piattaforma digitale “DigEducati” . Il Presidente di Fondazione Comunità Bergamasca Osvaldo Ranica: “Oggi Fondazione posa un altro mattone di un grande progetto di alfabetizzazione digitale per i nostri bambini e ragazzi”

Bergamo. Giornata di festa per la Fondazione della Comunità Bergamasca, che sabato 23 ottobre ha inaugurato la piattaforma digitale ‘DigEducati’ e i 28 Punti di Comunità diffusi nei 14 Ambiti territoriali bergamaschi. Prosegue così l’impegno della Fondazione nel contrasto alla povertà educativa con un progetto nato per aderire alla linea di contrasto alla povertà digitale promossa da Fondazione Cariplo, con l’obiettivo di superare il divario digitale nella fascia d’età dai 6 ai 13 anni.

La piattaforma ‘DigEducati’ è uno spazio virtuale e accessibile sia dai giovanissimi utenti che dai loro adulti di riferimento, come genitori, altri familiari, educatori e insegnanti. I materiali didattici presenti sulla piattaforma sono selezionati e validati da un gruppo interistituzionale con il coordinamento scientifico dell’Università degli studi di Bergamo. Nella piattaforma si possono trovare risposte utili alle domande su come si usa il digitale per imparare, studiare, divertirsi, giocare, socializzare, stare in contatto. Sono 25 mila i minori e mille i docenti beneficiari stimati.

“Oggi è un giorno di festa, perché Fondazione posa un altro mattone di un grande progetto di alfabetizzazione digitale – ha dichiarato Osvaldo Ranica, presidente della Fondazione Comunità Bergamasca –. Con DigEducati Fondazione vuole dare il suo contributo concreto affinché bambini e ragazzi, a prescindere dalle risorse culturali ed economiche delle loro famiglie, abbiano uguali possibilità e si conquistino lo spazio che si meritano nella nostra società, colmando quel divario digitale che esclude, allontana, toglie opportunità a molti. DigEducati è un grande progetto di alfabetizzazione digitale che coinvolge istituzioni, enti ed organizzazioni senza le quali nulla sarebbe stato davvero possibile; a tutti i partner di progetto va il mio grazie”.

‘DigEducati
Osvaldo Ranica

Nel corso del 2020 Fondazione Cariplo ha avviato una linea di azione specifica per affrontare il tema “povertà educativa e divario digitale” attraverso il supporto a tre progettazioni di sistema a livello locale promosse e realizzate dalle Fondazioni di comunità di Bergamo, Brescia e Lodi, in quanto territori fortemente colpiti dalla prima ondata del contagio da Coronavirus. Al contributo di Fondazione Cariplo si è affiancato il sostegno economico dell’impresa sociale ‘Con I Bambini’ grazie alle risorse del ‘Fondo di contrasto della povertà educativa minorile’. Fondazione Cariplo e Con I Bambini hanno destinato complessivamente ai tre progetti 6 milioni di euro, di cui 2,5 milioni alla Fondazione della Comunità Bergamasca.

‘DigEducati
Giovanni Fosti e Osvaldo Ranica

“L’investimento sulle persone e nell’educazione dei nostri giovani è il primo e più importante investimento che possiamo fare come territori e come Paese – ha commentato Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo -, e questo riguarda anche l’accesso al digitale, che costituisce una vera e propria dimensione relazionale e di apprendimento di competenze da cui nessun bambino dovrebbe essere escluso. L’avvio del progetto “DigEducati” è un bellissimo esempio della capacità progettuale del territorio di Bergamo e delle energie presenti nelle nostre comunità.”
“Anche il digitale è uno spazio di incontro e di formazione umana – aggiunge Marco Rossi-Doria, presidente di “Con I Bambini” -, ed è un potente moltiplicatore tanto di possibilità positive quanto di rischio esclusione. È necessario predisporre azioni di conoscenza ed educazione, di inclusione e di maggiore consapevolezza dello strumento, da parte di tutti, adulti e ragazzi. Occorre rafforzare una dimensione comunitaria e propositiva del contrasto alla povertà educativa anche sul fronte dei nuovi media, dall’accessibilità alla gestione responsabile”.

Nella sede della Fondazione della Comunità Bergamasca, a Bergamo, i rappresentanti dell’ampia rete di partner coinvolta nel progetto: 14 Ambiti Territoriali, la Conferenza dei Sindaci, la Rete Bibliotecaria Bergamasca, 20 Cooperative Sociali, l’Università degli studi di Bergamo, l’impresa sociale Social Techno e Arco l’ente di monitoraggio e valutazione del Polo Universitario Città di Prato. Insieme anche a UBI e Intesa Sanpaolo, che hanno donato in tutta la provincia 800 personal computer provenienti da Ubiss nell’ambito del passaggio del Gruppo Ubi in Intesa Sanpaolo, poi rigenerati e nuovamente configurati supportando così un sistema di economia circolare.

‘DigEducati
Marcella Messina

“Come consiglio di rappresentanza dei Sindaci sentiamo una forte appartenenza a questo progetto – ha commentato Marcella Messina, presidente della Conferenza dei Sindaci – perché una delle grosse questioni che abbiamo affrontato durante e subito dopo la pandemia è stata la povertà educativa e culturale che riguarda i minori: è stato un segnale molto forte anche in una provincia ricca come la nostra. I comuni grazie alla Fondazione non si sentono soli: questo è un progetto ambizioso che guarda al futuro e ci parla di futuro, ci sono tutte le premesse per una bella partenza”.

Generico ottobre 2021
Remo Morzenti Pellegrini

“La pandemia ha confermato l’indifferibile necessità di lavorare allo sviluppo delle competenze digitali – ha aggiunto Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli studi di Bergamo –, ma ha anche mostrato come sarebbe un gravissimo errore credere di poter affidare unicamente alle nuove tecnologie il compito dell’insegnamento e dell’educazione. Dalla scuola dell’Infanzia alla scuola di Dottorato non c’è educazione senza relazione”.

Collegati in streaming hanno tagliato il nastro in contemporanea, e quindi avviato ufficialmente la propria attività, i 28 Punti di Comunità di Bergamo, Gorle, Sovere, Costa Volpino, Dalmine, Boltiere, Calcinate, Palosco, Ponte San Pietro, Chignolo d’Isola, Villongo, Sarnico, Romano di Lombardia, Martinengo, Seriate, Costa di Mezzate, Treviglio, Spirano, Piazza Brembana, Zogno, Gorlago, Casazza, Roncola, Almè, Alzano Lombardo, Gandino, Clusone, Colere: si trovano nelle biblioteche, oratori e in altri luoghi resi disponibili dai partner del progetto.

La loro capillarità su tutto il territorio della provincia di Bergamo, dalla pianura alla montagna passando per la città capoluogo, è un punto fondamentale del progetto, perché intende favorire la maggiore fruizione possibile delle risorse del progetto da parte di quanti più cittadini possibile. Attrezzati a misura dei giovanissimi fruitori, in questi spazi riconoscibili ogni settimana bambini e preadolescenti hanno a disposizione un educatore digitale, un bibliotecario, 12 computer portatili, la connessione libera a Internet. Si può, per esempio, imparare a fare una ricerca online, scoprire in modo guidato i segreti di Minecraft (uno dei videogiochi più amati dai giovanissimi), imparare a distinguere un’informazione che proviene da una fonte autorevole dalle cosiddette fake news che invadono la rete.

“La cooperazione sociale – spiega Lucio Moioli, segretario generale Confcooperative Bergamo –. Porta innanzitutto un radicamento sul territorio che consentirà al progetto di interfacciarsi con tutti i sistemi di supporto, educativi e di tempo libero, che nei vari comuni potranno essere attivati. Ma soprattutto metteremo a disposizione le nostre competenze pedagogiche e formative, il coordinamento operativo del progetto e quegli educatori e tutor che poi seguiranno nel concreto i ragazzi e le ragazze che verranno a chiedere il nostro aiuto”.

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Gianluca Iodice

“Negli ultimi vent’ anni le biblioteche sono state in prima linea nell’alfabetizzazione digitale – conclude Gianluca Iodice, presidente della Rete Bibliotecaria Bergamasca –. Hanno però guardato soprattutto alle fasce d’età più avanzate, mentre con la pandemia è emersa in modo drammatico una realtà che forse non avevamo colto completamente: oltre ad un problema di strumenti c’è un problema di educazione, formazione e competenze anche tra i più giovani. Questo progetto per noi è strategico e siamo convinti di poterlo portare avanti in modo sostenibile, quindi anche oltre il triennio di applicazione oggi previsto”.

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Ilenia Fontana, Ufficio scolastico provinciale
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