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Boom di tamponi, farmacie aperte anche di notte? “Possibilità anche a Bergamo” - BergamoNews
L'intervista

Boom di tamponi, farmacie aperte anche di notte? “Possibilità anche a Bergamo”

Ne parliamo con il dottor Ernesto De Amici, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Bergamo

Bergamo. Il commissario straordinario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Figliuolo, sentito il ministero della salute, ha chiesto alle Regioni di agevolare le farmacie affinché “possano continuare a effettuare i tamponi antigenici rapidi oltre gli orari di servizio e nelle giornate di chiusura” e che possano eseguire i tamponi “anche nei casi in cui i soggetti non si siano prenotati”. Lo ha reso noto la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi), rilevando che il commissario ha accolto le sue proposte per far fronte al boom di richieste di tamponi scaturite a seguito dell’introduzione dell’obbligo di green pass sul lavoro.

Seguendo questa richiesta, quindi, le farmacie potranno estendere liberamente la propria apertura effettuando i tamponi anche di notte o al di fuori degli orari abituali. Abbiamo intervistato il dottor Ernesto De Amici, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bergamo, per saperne di più e per tracciare il punto della situazione.

Come sta andando l’esecuzione dei tamponi nelle farmacie? Sono sovraccariche?

Si, con l’entrata in vigore dell’obbligo di green pass sul lavoro le richieste di tamponi hanno registrato un vero e proprio boom. Le persone che hanno bisogno di effettuarli si suddividono in tre categorie: vi sono i cittadini che non possono ricevere la vaccinazione per motivi di salute e dovrebbero avere la possibilità di accedere al tampone in modo semplice e gratuito perché non è colpa loro se non si sono vaccinati; poi c’è chi ha aspettato finora a vaccinarsi ma si è prenotato e ha bisogno del tampone per andare al lavoro nei prossimi 14 giorni; e poi ci sono i no vax che rimangono inamovibili sulle proprie posizioni.

Ci spieghi

Continueranno a farsi tamponare senza avere intenzione di vaccinarsi. Sono una percentuale importante anche in Bergamasca, nonostante la nostra provincia abbia sofferto molto a causa della pandemia. Sono contrari alla vaccinazione per motivi filosofici, assumono posizioni aprioristiche e non scientifiche: per esempio c’è chi mi ha detto di non volersi vaccinare perché si sente costretto altrimenti lo avrebbe fatto. Nella vita quotidiana, però, siamo costretti a fare molte cose come attraversare sulle strisce pedonali o non guidare contromano… sono le regole della civile convivenza. Facendo una stima di quante siano le persone non vaccinate nella provincia di Bergamo, si attestano attorno al 20%. Indicativamente, considerando le prenotazioni dei vaccini da novembre, potremmo stimare che i no vax siano circa la metà, cioè ammontino fra l’8 e il 10% della popolazione.

Le farmacie stanno riuscendo a far fronte alle richieste di tamponi?

In numerose farmacie le agende sono piene fino a metà novembre. Per chi ha assunto una posizione di rifiuto del vaccino è complicato trovare la possibilità di tamponarsi, anche considerando che il tampone va effettuato ogni 48 ore.

Vengono eseguiti a pagamento, giusto?

Si, anche se bisogna fare una precisazione. Chi non può vaccinarsi per motivi di salute non paga il tampone se si presenta in farmacia con l’apposito certificato rilasciato dal medico vaccinatore che può essere sia quello dell’Hub sia quello di medicina generale che ha dato la disponibilità a vaccinare. In questo caso l’accesso al vaccino viene differito per un determinato periodo di tempo. Chi non si vaccina per sua scelta, invece, paga il tampone.

In questi giorni si susseguono notizie relative alla possibilità di estendere l’apertura delle farmacie per effettuare i tamponi anche di notte e al di fuori dell’orario abituale. Ci sono novità in merito?

Innanzitutto va precisato che in Italia non c’è una regola sola per gestire l’apertura delle farmacie: c’è una legge per ogni regione e in questo caso, per competenza territoriale, parliamo della Lombardia. Secondo le disposizioni vigenti sul territorio lombardo, l’orario che viene autorizzato una volta all’anno con delibera da parte dell’Ats competente sia quello minimo. Significa che non si può scendere al di sotto di quell’orario perchè è stato deliberato e ci si è impegnati a garantirlo: chi volesse applicare aperture più estese è libero di farlo anche se, considerando che deve aggiornare tutte le informazioni che passano ai cittadini, la Regione chiede di comunicarlo 30 giorni prima. Non c’è bisogno di un’autorizzazione, va solamente comunicato. Cosa cambia, quindi, ora con la richiesta del commissario Figliuolo? Trattandosi di aperture legate allo svolgimento dei tamponi e non alle tradizionali attività delle farmacie, ha chiesto alle regioni di porre in essere tutte le azioni necessarie ad agevolarle affinchè continuino a effettuare i tamponi oltre gli orari di servizio anche nelle giornate di chiusura e li eseguano anche sui soggetti che non si siano preventivamente prenotati. In Lombardia, invece, per poterli praticare era necessaria la prenotazione.

Il commissario Figliuolo, quindi, invita le regioni a semplificare le procedure relative alle aperture delle farmacie per svolgere i tamponi

Esatto. La sua richiesta prevede che le farmacie possano ampliare l’orario di apertura per effettuare i tamponi senza comunicarlo preventivamente alla regione e senza doversi necessariamente prenotare. Questo non significa che le farmacie debbano stare aperte anche di notte, la domenica o i festivi: chi vuole lo potrà fare senza dover espletare tutti quei passaggi burocratici che ci sono stati finora. Certamente, per riuscirci, serve molta capacità organizzativa perchè è uno sforzo non indifferente e serve personale dedicato a questo servizio.

Per concludere, qual è l’iter? Si attendono comunicazioni dalla Regione in merito alla richiesta di Figliuolo?

Penso che si procederà con il silenzio assenso e la Regione accetterà questa situazione: approvare una delibera che recepisca l’invito del commissario innescherebbe un meccanismo di burocrazia che in questo momento è meglio che si dedichi ad altri problemi.

Già da ora, dunque, le farmacie possono estendere il proprio orario per eseguire i tamponi?

Assolutamente si: la richiesta del commissario Figliuolo va nella direzione di semplificare l’iter burocratico per dare la possibilità di estendere il servizio di esecuzione dei tamponi.

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