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Tam tam sui social: stormi di pappagallini nei paesi bergamaschi - BergamoNews
La curiosità

Tam tam sui social: stormi di pappagallini nei paesi bergamaschi

I parrocchetti verdi hanno letteralmente invaso città del sud e del centro Italia e adesso vengono segnalati anche in Bergamasca

Bergamo. Avvistati stormi di pappagallini verdi in diversi comuni della provincia. La notizia ha cominciato a girare sulle pagine social di alcuni paesi bergamaschi: Mozzo, Martinengo, Dalmine, Medolago.

“Buongiorno a tutti, dietro casa mia a Sforzatica S. Andrea sopra un albero ci sono 4 o 5 pappagalli. Per caso sono scappati a qualcuno?”, scrive una residente di Dalmine. “Qualcuno ha news riguardo ai pappagalli che giravano per Medolago la settimana scorsa?”, si legge in un post nella pagina Sei di Bergamo se. Rispondono residenti che hanno visto e fotografato i parrocchetti a Suisio, Calusco e in altre diverse aree della Bergamasca.

Carini, simpatici, esotici, chiassosi. In realtà i pappagallini verdi hanno letteralmente invaso città del sud e del centro Italia. A Roma sono tantissimi, in Puglia sono diventati una normalità. Per il momento non paiono essere pericolosi per  il nostro ecosistema, come spiegano i carabinieri del gruppo Forestale di Bergamo. Si tratta dei classici parrocchetti che si tengono in gabbia e che qualcuno ha cominciato a liberare in natura. Da lì si sono moltiplicati, creando delle vere e proprie colonie, considerato che questa specie è stanziale e non migra nei paesi caldi durante i mesi invernali. Il cambiamento climatico e la loro adattabilità, sta favorendo il loro insediamento anche nelle città del Nord.

I Forestali sono più preoccupati per le tartarughe dalle orecchie rosse, le temibili Trachemys, in grado di provocare una vera e propria alterazione della biodiversità. La Regione Lombardia ha avviato un progetto di controllo e gestione di questa specie esotica. Anche in questo caso la diffusione ha preso il via a causa dell’immissione in natura delle classiche tartarughine d’acqua che si tengono in casa.

Acquistate molto piccole, una volta cresciute diventano difficili da gestire in una dimensione domestica, così tante persone hanno pensato di liberarle nei laghetti e nei torrenti, ignare del fatto che la loro moltiplicazione avrebbe poi creato dei problemi a livello di ecosistema.

Una crescita fuori controllo, tanto che ora la loro vendita è vietata e chi la possiede deve denunciarne il possesso o rischia la sanzione. Le Trachemys vengono quindi catturate e portate in centri specializzati: ci sono due laghetti adibiti a questo scopo a Brescia e Milano, dove le tartarughe sono tenute in aree recintate e le femmine separate dai maschi per evitare la riproduzione.

Altre specie attenzionate sono lo scoiattolo grigio, che minaccia quello rosso europeo e la nutria, molto diffusa nelle aree di pianura e nei relativi canali.

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