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Università: oggi l’unico confronto tra i 4 candidati a rettore - BergamoNews
Il 25 ottobre si vota

Università: oggi l’unico confronto tra i 4 candidati a rettore

La partita è aperta. A dimostrarlo anche il recente rinnovo del Senato accademico

Bergamo. Quest’oggi, mercoledì, è in programma il primo (e unico) faccia a faccia tra i quattro candidati rettore dell’Università degli studi di Bergamo e la relativa base elettorale: docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e una rappresentanza degli studenti.

I candidati Sergio Cavalieri (ingegneria), Giovanna Dossena (scienze aziendali) Piera Molinelli (lingue) e Caterina Rizzi (ingegneria) il prossimo 25 ottobre saranno votati da una platea di 691 aventi diritto. Il voto non è capitario ma ‘pesato’: professori e ricercatori di ruolo a tempo indeterminato valgono 1 (308 voti), gli 88 ricercatori a tempo determinato valgono 0,3 (e portano 24,4 voti), il personale tecnico-amministrativo a tempo indeterminato, un corpus di 262 dipendenti, vale 0,2 (52,4 voti) mentre i 33 rappresentanti degli studenti eletti negli organismi istituzionali valgono 0,5 e portano 16,5 voti.

L’appuntamento è alle 14.30 nella suggestiva cornice dell’Aula Magna di Sant’Agostino. Un incontro dedicato a tutto il ‘mondo unibg’ ma trasmesso in streaming sul sito dell’Ateneo.

Considerando che l’Università vuole esercitare un ruolo sempre più attivo come motore di innovazione economica e sociale oltre che di sviluppo e diffusione della conoscenza per il territorio – con la cosiddetta Terza missione – un qualche interesse la ‘città’ lo dovrebbe avere.

Interessante sapere come i candidati intendono porsi anche nei confronti del territorio e della sua evoluzione: molto si deve a chi ha guidato l’Ateneo bergamasco in questi ultimi 20 anni anche sul fronte dello sviluppo urbanistico e della vitalità, ad esempio, di Città Alta dove gli studenti sono linfa vitale; del recupero di importanti contenitori storici (Sant’Agostino in primis) e pure sul fronte della mobilità, pensando al progetto di collegamento con trasporto pubblico rapido ad alta frequenza tra Dalmine e Bergamo per collegare i diversi poli universitari, i parchi scientifici e tecnologici e il campus di ingegneria, e cioè quel “distretto dell’innovazione – sentiero della conoscenza” che dovrebbe essere finanziato dai fondi del Recovery Plan, altra partita da giocare – quella del PNRR – e vincere con un coeso gioco di squadra del territorio.

Importante sapere come il futuro rettore o rettrice intenda rapportarsi alle istituzioni economiche di una città sempre più al centro di importanti trasformazioni; che valore intenda dare alla ricerca, al trasferimento tecnologico, all’innovazione sociale. Che ruolo intenda giocare, con quale stile di leadership.

La partita è aperta. A dimostrarlo anche il recente rinnovo del Senato accademico. I docenti chiamati al voto, venerdì 15 ottobre scorso, hanno decretato il rafforzamento di alcuni dipartimenti, tra cui quello di Lingue (con l’ingresso di Bonadei, Lo Monaco e Burini) e di Ingegneria con l’elezione di Kalchschmidt, Barigozzi, Brandolini e Strada; e il ridimensionamento di altri, tra cui quello di Economia toccato, in particolare, dall’esclusione di Gianmaria Martini, direttore del dipartimento, piena espressione della governance di Remo Morzenti Pellegrini.

Una qualche voglia di discontinuità anche in via Salvecchio c’è, inutile negarlo. Quanto sia forte e capace di imporsi, però, è tutto da vedere. Manca poco.

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