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Asst Bergamo Est, coop del servizio ambulanza sotto sequestro: "Nessun disagio, ma valuteremo" - BergamoNews
Il caso

Asst Bergamo Est, coop del servizio ambulanza sotto sequestro: “Nessun disagio, ma valuteremo”

Ipotizzati i reati di caporalato e appalti truccati, il Tribunale incarica un amministratore per gestire le attività. L'azienda ospedaliera: "Stiamo acquisendo informazioni accurate sui provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria, poi prenderemo le nostre decisioni"

Seriate. Il pubblico servizio svolto dalla cooperativa non è stato interrotto, visto che il Tribunale ha incaricato un amministratore giudiziario per gestire le attività di soccorso. Tant’è che “ad oggi – riferiscono dall’Asst Bergamo Est – non abbiamo avuto disservizi”. Ma l’azienda sanitaria a cui fa capo l’ospedale di Seriate sta comunque riflettendo sul da farsi, dopo gli ultimi sviluppi del caso First Aid One Italia. La cooperativa, con sede legale a Pesaro, è stata posta sotto sequestro dalla Gdf di Pavia nell’ambito delle indagini per i reati di caporalato e appalti truccati, per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro.

La coop gestisce il trasporto sanitario per gli ospedali di Piario e Lovere, mentre per tutta l’Asst Bergamo Est si occupa del trasporto di campioni biologici. “Stiamo cercando di acquisire informazioni più accurate sul contenuto dei provvedimenti assunti dall’Autorità Giudiziaria – si limitano a commentare dalla direzione dell’azienda ospedaliera -. A valle, prenderemo le nostre decisioni”.

Sulla vicenda interviene Roberto Rossi della Funzione Pubblica Cgil: “Non possiamo che esprimere preoccupazione di fronte a questi fenomeni, soprattutto in un settore delicato come quello del trasporto di cittadini fragili – commenta -. Nella nostra provincia, la cooperativa in questione si occupava solo dei cosiddetti trasporti secondari, non delle urgenze. Il nostro auspicio è che Regione Lombardia, a cui fa capo il servizio di emergenza/urgenza, e le Aziende Socio Sanitarie Territoriali, che invece gestiscono i trasporti secondari, stiano all’erta ed evitino il ripetersi di questi casi. Alla Regione – conclude il sindacalista – spetta l’elaborazione di linee guida per la regolazione degli appalti. Deve dunque fare in modo che le assegnazioni siano il più possibile impermeabili al malaffare di associazioni e cooperative che non lavorano di certo per la salute pubblica”.

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