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Insulto razzista: dieci giornate di squalifica al portiere del Badalasco - BergamoNews
Lezione esemplare

Insulto razzista: dieci giornate di squalifica al portiere del Badalasco

L'offesa nei confronti di Saydou Sall del Calusco negli ultimi minuti di una partita di recupero: il giovane senegalese ha accettato le immediate scuse, mentre non sono bastate all'arbitro per chiudere un occhio

Fara Gera d’Adda. Un insulto razzista nei confronti di un avversario è costato dieci giornate di squalifica al portiere del Badalasco Mattia Marta.

Giovedì 7 ottobre la squadra, inserita nel girone D di Seconda categoria, giocava un recupero contro il Calusco. Al 49′ del secondo tempo, durante un calcio d’angolo, il portiere ha proferito l’insulto nei confronti di Saydou Sall, un ragazzo senegalese di 18 anni, al suo esordio in prima squadra.

L’arbitro era in area ed ha sentito l’offesa: ha immediatamente estratto il cartellino rosso ed ha espulso Marta. Non sono servite le scuse immediate del portiere: a fine partita il direttore di gara ha redatto il referto in base al quale il Giudice sportivo ha deciso la squalifica per le prossime dieci giornate di campionato.

Alessandro Zonca, presidente del Calusco, condanna l’episodio ma lo ridimensiona: “La partita era quasi finita – racconta -, io non ho sentito nulla personalmente ma ho visto che arbitro ha estratto il cartellino ed ho capito. Il portiere si è subito accorto della gravità di ciò che aveva detto ed è andato a scusarsi sia con Saydou che con il direttore di gara, ma ormai la decisione era stata presa. Non si capiscono le ragioni di quell’insulto, era una partita tranquilla e Sall non aveva nemmeno la palla. Spiace per quanto accaduto, il ragazzo inizialmente è rimasto male, era appena entrato in campo, abbiamo deciso da poco di farlo entrare in prima squadra. Per fortuna è un tipo estroverso, ha accettato le scuse e non se l’è presa più di tanto, ha capito che il razzismo c’entrava poco con quanto accaduto. Questi episodi purtroppo succedono e si spera che con queste punizioni i giocatori capiscano che queste esternazioni sono gravi e comportano conseguenze”.

“L’hanno un po’ ingigantita – spiega il dirigente del Badalasco, Giovanni Taddeo – conosco entrambi e i ragazzi e a fine partita sono andati via insieme”.

Secondo lui l’insulto non era a sfondo razzista perché non è stato pronunciato con cattiveria: “Mancava poco alla fine della partita – racconta -, loro vincevano 2 a 1 e perdevano un po’ di tempo trattenendo la palla. Marta a quel punto ha esortato Sall a passare usando il classico insulto ma l’ha detto in un momento di concitazione, come fosse una parolaccia qualsiasi. Ha sbagliato, ma non l’ha fatto con cattiveria, infatti l’ha abbracciato, non sapeva più come scusarsi. È stata una frase infelice, ma il razzismo non c’entra. Mio padre è di Bari e mi capita di dirgli terrone quando litighiamo, ma è una parola come un’altra, senza secondi fini. Anche perché a me è capitato di avere a che fare con persone razziste nella mia carriera di dirigente e allenatore. Anni fa ho addirittura mandato via un ragazzo del settore giovanile per questo motivo, non l’abbiamo più voluto in squadra, visto che riteneva la sua razza superiore a quella di altri compagni. Ecco, questo non è proprio il caso del nostro portiere che ha sì sbagliato, andava punito, ma non in modo così pesante”.

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