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Da venerdì

Green pass obbligatorio sul lavoro, così ci si prepara in provincia di Bergamo

Dai privati, con le aziende che si sono organizzate in autonomia o affidando il compito del controllo alle società di vigilanza, al pubblico, con il Comune di Bergamo che stima in circa l'8% la quota di dipendenti non vaccinati

È ormai partito il conto alla rovescia per l’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato, che scatterà nella giornata di venerdì 15 ottobre e si estenderà almeno fino al 31 dicembre, quando scadrà anche lo stato d’emergenza.

Una misura che ha creato pesanti tensioni sia all’interno del Governo che tra le fila dei cittadini, con le più recenti derive violente alle quali abbiamo assistito durante la manifestazione a Roma dello scorso sabato.

L’obbligatorietà, chiaramente, prevede anche delle sanzioni per chi non la rispetterà: i dipendenti sorpresi sul lavoro senza la necessaria documentazione incorreranno in una multa tra i 600 e i 1.500 euro: chi invece risulta sprovvisto di Green pass e sceglie di non presentarsi al lavoro sarà considerato assente ingiustificato e, pur mantenendo il posto di lavoro, si vedrà sospendere lo stipendio.

Esentati dal provvedimento sono tutti i soggetti che, per questioni di salute, sono esentati dalla campagna vaccinale: a loro, però, spetterà il compito di esibire una certificazione medica che lo provi.

I controlli saranno in capo al datore di lavoro che, in caso contrario, andrebbe incontro a delle sanzioni: in questo senso, è stata molto apprezzata dagli imprenditori l’ultima circolare del Governo che ha chiarito come il lavoratore non possa esimersi, all’atto della richiesta, dal mostrare il Green pass o dall’ammettere di non averlo.

Anche le aziende bergamasche da tempo si preparano alla novità, con comunicazioni interne a ogni livello e una nuova organizzazione degli ingressi in azienda.

“Ci siamo mossi con una sorta di informativa per i dipendenti, ma non solo – spiega Agostino Piccinali, vice-presidente di Confindustria Bergamo con delega Lavoro e relazioni industriali, CFO e Consigliere Scame Parre Spa – Abbiamo predisposto un sondaggio facoltativo nel quale chiedevamo ai dipendenti di segnalare se si sarebbero presentanti con Green pass da vaccinazione, da tampone o in assenza di certificazione. Un modo per avere una pre-indicazione su quanto sarebbe successo. La stragrande maggioranza dei lavoratori che hanno voluto rispondere ha dichiarato di essere vaccinata, nessuno di non avere Green pass e circa l’8-10% che farà il tampone. Siamo abbastanza sereni e tranquilli, anche se restiamo in attesa di ulteriori chiarimenti e linee guida, ad esempio sulla lista completa di soggetti idonei al rilascio degli attestati che certificano l’impossibilità a essere vaccinati”.

Tutto definito anche a livello operativo: “I lavoratori entreranno come sempre in azienda – continua Piccinali – Il controllo avverrà subito dopo, per il 100% di loro, ad opera di capi-ufficio o capi-reparto che sono già stati nominati come controllori. Poi continueremo con controlli a campione due volte la settimana”.

Controlli all’ingresso per tutti i lavoratori anche nelle sedi di Brembo, dove la verifica del possesso dei requisiti necessari all’accesso sarà su base giornaliera e sempre con l’app di verifica ministeriale, secondo le disposizioni arrivate dal Governo.

Altre realtà faranno invece affidamento ad esterni per la verifica dei requisiti, incaricando ad esempio ai dipendenti delle società di vigilanza che già operano sui siti industriali.

Un altissimo livello di organizzazione interna, però, non mette al riparo da conseguenze anche pesanti, come ha spiegato in questo articolo Olivo Foglieni, numero uno del gruppo Fecs.

E nel settore pubblico? 

Anche qui ci si attiene esattamente alle disposizioni di legge, anche se qualche amministrazione farà “di più” di quanto richiesto.

È il caso del Comune di Bergamo, che oggi conta circa 860 dipendenti e avrà dunque un bel da fare nel controllare la regolarità dei certificati.

Là dove la norma prevede controlli a campione, infatti, Palazzo Frizzoni ha scelto di continuare per due settimane con quelli a tappeto sul 100% dei dipendenti prima di prendere altre vie. Un modo anche per dare un segnale, in quello che è stato il capoluogo della prima ondata Covid e che oggi viaggia ad altissime percentuali di vaccinati.

I dirigenti del Comune, tramite comunicazioni interne, hanno già incaricato le persone che nei vari settori saranno deputate al controllo del Green pass, tramite la solita app ministeriale: toccherà a loro, con la possibilità che siano anche gli agenti Fidelitas ad assolvere al compito ai varchi d’accesso, verificare formalmente l’esistenza e la validità della certificazione, segnalando alla direzione di settore eventuali dipendenti non in regola, invitandoli a non entrare nel luogo di lavoro.

Da una stima preliminare, basata anche su ciò che è già stato osservato ad esempio nei nidi comunali che da circa un mese fanno i conti con l’obbligo di Green pass, si pensa che circa l’8% dei dipendenti possa al momento risultare non vaccinato: qualcuno si affiderà ai tamponi per mettersi in regola, altri potrebbero anche scegliere la strada dell’aspettativa.

 

 

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