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"Il Gualtieri che conosco: grande lavoratore, con idee e contatti europei, utili per la capitale” - BergamoNews
L'intervista

“Il Gualtieri che conosco: grande lavoratore, con idee e contatti europei, utili per la capitale”

"Quando era sotto stress al ministero girava a piedi scalzi nel suo ufficio": Antonio Misiani, che col candidato al Campidoglio ha collaborato al dicastero dell'Economia, traccia un profilo inedito

“Quando era sotto stress al ministero girava a piedi scalzi nel suo ufficio”. È Antonio Misiani, senatore di Bergamo, a tracciare un profilo inedito del candidato alla guida del Campidoglio Roberto Gualtieri. Lo conosce bene, “da anni, da quando era parlamentare europeo, entrambi facevano parte della corrente dem dei ‘giovani turchi’. Lo avevo anche portato a Lovere nella scuola di formazione dell’associazione”. Ha lavorato con lui al ministero dell’Economia per un anno e mezzo come suo viceministro.

Ma com’è questo politico che sembra chiuso e che forse non ci saremmo aspettati di vedere candidato sindaco della capitale?

Sicuramente è molto timido e riservato, però in privato è simpatico, ha un tratto umano molto cordiale, disponibile. Quello che mi ha colpito nel periodo passato al suo fianco, dal 2019 quando il Covid non era all’orizzonte, e poi nel bel mezzo della pandemia, è stata la sua incredibile capacità di lavoro. Io sono uno che lavora molto, ma lui di più. Non c’erano sabati e domeniche. Sia nella prima legge di bilancio del 2020, ma soprattutto nell’emergenza Covid quando abbiamo approntato manovre per 100 miliardi in pochi mesi col ministero deserto e tutti o quasi in smart working.

Di lui si è parlato poco.

Non è un tipo che sbandiera il suo lavoro. E quello che ha fatto non gli viene riconosciuto abbastanza.

Cosa ha fatto?

Ha salvato l’economia del Paese: nel marzo 2020 quando abbiamo deciso il lockdown tra i più severi al mondo e l’economia andava verso il collasso, Gualtieri ha preso decisioni di portata gigantesca. Ha ricevuto grandissime critiche. Ma grazie ai decreti da decine di miliardi approvati in poche settimane si sono salvati centinaia di migliaia di posti di lavoro. E moltissime imprese. Tutto questo lo si deve innanzitutto al coraggio e alla credibilità di Gualtieri, molto rispettato e conosciuto in Europa: alzava la cornetta e chiamava Lagarde, Von der Leyen e Sholz. Che rispondevano.

Ma perché dice che il suo impegno non è stato riconosciuto: perché non è stato confermato nel Governo Draghi?

Non è tanto il tema della riconferma, in Italia i governi durano poco e gli avvicendamenti sono il pane quotidiano. Parlo del dibattito pubblico, dove non emergono i suoi meriti per quelli che sono realmente. Non avremmo il Recovery fund se non ci fosse stato Gualtieri in quella posizione, non si sarebbero fidati di noi e non avremmo avuto 200 e rotti miliardi di euro se non fosse stato lui a negoziare in Europa.

Diciamo che non è un tipo popolare, anzi pop.

L’economia non è scenografica, non si spiega con un post su Facebook o una immagine su Instagram.

E infatti non sembrava che il centrosinistra puntasse su di lui come sindaco di Roma.

In campo c’era l’ipotesi di una candidatura di Zingaretti, che non si è concretizzata, però una personalità come Gualtieri per Roma è una chance vera.

Perché?

Perché quella romana è una sfida formidabile. Una città ferma per 5 anni. Che deve ripartire. E che ha bisogno proprio della sua forte capacità di lavoro, della visione europea, della sua rete di relazioni. L’impianto del Pnrr è opera innanzitutto di Gualtieri: chi meglio di lui può portare alla capitale le risorse europee che servono per ripartire?

Come può ripartire Roma?

È una città maltrattata, ma rimane la più bella del mondo, incredibilmente attrattiva. Se Roma si rimette in moto, ne beneficia tutta l’Italia. Il punto chiave è fare le scelte che Milano ha saputo fare 10 anni fa puntando prima sull’Expo e poi sulle Olimpiadi Milano-Cortina, grandi eventi che hanno catalizzato una trasformazione urbana complessiva…

E per farlo serve l’Europa, servono i rapporti con l’Ue?

Beh, Roma è una grande capitale europea. E deve guardare all’Europa per immaginare il proprio futuro. Le faccio un esempio: una delle proposte centrali di Gualtieri è “la città in 15 minuti” e cioè l’obiettivo di rendere accessibili ai romani tutti i servizi pubblici nel raggio di un quarto d’ora. Questa idea – semplice ma rivoluzionaria – è stata lanciata dal direttore scientifico della Sorbona, adottata da Parigi e ripresa da altre metropoli europee.

Parliamo del ballottaggio di domenica: come andrà?

Gualtieri parte leggermente indietro rispetto a Michetti, che ha preso più voti al primo turno. Però Calenda ha fatto un chiaro endorsement per lui. La Raggi ha dichiarato di non scegliere nessuno, ma Conte è stato più esplicito a favore di Gualtieri. Certo, i leader non spostano automaticamente i loro elettori. Ma il confronto al ballottaggio sarà uno contro uno, e tra Gualtieri e Michetti francamente c’è un abisso. Insomma, Roberto se la può giocare.

Un suo rammarico nei confronti di Gualtieri?

La chitarra. In tanti anni, mai avuto l’occasione di ascoltarlo dal vivo!

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