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Covid: settimana dai dati tutti in discesa; a Bergamo solo 4 in terapia intensiva - BergamoNews
Report 5/11 ottobre

Covid: settimana dai dati tutti in discesa; a Bergamo solo 4 in terapia intensiva

In Italia, per capire come sta evolvendo si guardino i decessi. Nel semestre dall'11/10/2020 all'11/04/2021, quando la campagna di vaccinazione non era ancora cominciata o era agli inizi 78.188 vittime. Negli ultimi 6 mesi 17.081

Nella settimana oggetto del nostro report odierno, dal 5 all’11 ottobre, c’è stato un primo passaggio significativo per l’andamento dell’epidemia di coronavirus in Italia. Per la prima volta da inizio anno il numero il numero di letti occupati in terapia intensiva è inferiore a quello degli stessi giorni di ottobre 2020 e, altro dato rilevante, il numero di nuove infezioni sta scendendo, avvicinandosi a quello registrato esattamente un anno fa. Oggi, quindi, la situazione è molto diversa grazie ai vaccini e la tendenza è ora improntata a una ulteriore discesa, al contrario dello scorso anno dove l’epidemia stava riprendendo vigore. Vedremo nel dettaglio i dati dopo il riepilogo dei principali indicatori.

A livello nazionale negli ultimi sette giorni i contagi certificati da tampone sono stati 18.204, in calo del 14,5% rispetto allo stesso periodo della settimana precedente (quando furono 21.298); media giornaliera 2.601 (da 3.043). C’è stato solo un giorno, mercoledì, in cui i casi sono stati superiori allo stesso giorno della settimana precedente, ma i due giorni successivi sono tornati sul trend calante che va avanti da una quarantina di giorni.

Sempre su base settimanale anche il tasso di positività ai tamponi molecolari è in discesa: ora è al 2,47% (dal 2,8% di una settimana fa, -13,3%), mentre il rapporto medio positivi/tamponi totali comprensivo dei rapidi è all’1% (in precedenza 1,09%); rapporto positivi/casi testati 5,3% (da 5,60%). Il valore di Rt nazionale è invariato a 0,83.

Sono in diminuzione anche i ricoveri ordinari (2.688, erano 3.032 lunedì scorso), con una variazione percentuale del -11,3% e quelli in terapia intensiva (sono 374 erano 437 sette giorni fa), con un calo del -14,4%. con 130 nuovi ingressi nella settimana (158 la scorsa). I decessi registrati sono 267, in diminuzione rispetto ai 326 del periodo precedente.

Diminuisce il numero dei tamponi totali: 1.922.766 da 2.000.252 L’incidenza dei nuovi casi settimanali per 100.000 abitanti è ora a 37 rispetto ai 43 del periodo precedente.

Confrontando i dati con lo stesso giorno di un anno fa, quando la campagna vaccinale non era ancora cominciata (le prime vaccinazioni in Italia sono partite a fine dicembre 2020), vediamo come la situazione sia migliorata. L’11 ottobre 2020 i ricoverati in Terapia Intensiva erano 420, oggi sono 374; addirittura in calo del 40% risultano i ricoverati in Area Covid: da 4.519 a 2.688. I nuovi casi nella settimana dal 5 al 11 ottobre 2020 erano stati 29.622, sono 18.204 nella equivalente del 2021. Risultano ancora leggermente superiori il numero delle infezioni in corso: 84.106 ora, 79.075 un anno fa e il numero delle persone in isolamento domiciliare: 81.044 rispetto a 74.136.

Un numero che fa riflettere è invece quello complessivo dei decessi che riportava 36.166 vittime dall’inizio della pandemia all’11 aprile 2020. Da sottolineare che erano 114.254 esattamente sei mesi fa, mentre oggi siamo a 131.335. Ciò significa che nel semestre che va dall’11/10/2020 all’11/04/2021, quando la campagna di vaccinazione non era ancora cominciata o era agli inizi, si è registrato il maggior numero di vittime: 78.188. Negli ultimi sei mesi i decessi sono stati invece 17.081. La differenza è evidente.

Questo è un lampante esempio di come bisognerebbe sempre leggere i numeri della pandemia in modo corretto, per capirli e interpretarli al meglio.

Lombardia e Bergamo

Diminuisce anche in Lombardia il numero dei nuovi casi, che passa da 2.360 a 1.974 con un decremento del 16,4%. Decresce il numero dei ricoveri in Area Covid: 325 gli attuali (erano 365); stabili quelli in Terapia Intensiva che passano da 56 a 55. Aumenta di una unità rispetto alla settimana scorsa il numero dei nuovi ingressi in T.I.: 17 vs. 16.

I decessi sono stati 30 (erano stati 34). Le persone attualmente positive sono 9.043, in calo rispetto alla settimana scorsa, quando erano 10.009. L’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti passa da 24 a 20. Cala anche in Regione l’indice medio settimanale di positività, ora all’0,56% (era a 0,63%).

I nuovi casi registrati nella provincia di Bergamo sono stati 150, in diminuzione del 19,3% sul periodo precedente, quando erano stati 186.

Decresce il numero dei pazienti ricoverati in Area Medica: da 25 a 16, e quello relativo alla Terapia Intensiva: da 6 a 4. Nel corso della settimana si sono registrano due decessi. Scende l’indice di contagio ogni 100 mila abitanti: da 18 a 14.

La situazione in sintesi

Nonostante un numero ancora cospicuo di casi, prosegue l’andamento calante, con un percorso più favorevole rispetto ai timori legati all’apertura della scuole e di diverse attività a settembre, la maggior parte degli esperti si aspetta comunque che una risalita possa esserci nelle prossime settimane, in coincidenza con l’abbassamento delle temperature e la maggiore permanenza in luoghi chiusi. Prudentemente aspettiamo fine mese per capire quale sarà l’effettiva tendenza, perché ci aspettano i nuovi limiti di capienza nei cinema, teatri, stadi, palestre, discoteche, eccetera.
Nel frattempo l’Italia è tornata tutta bianca, con l’uscita della Sicilia dal giallo, e il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro ha parole di cauto ottimismo: “Nella mappa europea si iniziano a vedere molte zone verdi, e in Italia l’andamento della curva è molto controllato e la curva continua a decrescere in tutte le fasce d’età”.

Possibili evoluzioni future

Come abbiamo visto, i numeri restano comunque sotto controllo, segno di un eccellente funzionamento dei vaccini. Due sono le probabili evoluzioni che sembrano avere le maggiori probabilità sulla base della situazione epidemica in corso:

1) La stabilizzazione del numero dei casi su valori non lontani da quelli attuali, perché viste le caratteristiche del Sars-CoV-2 nonostante i vaccini non sarà possibile arrivare in breve tempo a contagi zero.

2) La ripresa del contagio nel periodo più freddo dell’anno, con un’inversione al rialzo della curva epidemica che non dovrebbe però raggiungere un numero di casi preoccupante. Indipendentemente da quale strada imboccherà la Covid-19 nella stagione a noi più sfavorevole, dovremo misurarne le ricadute soprattutto in termini di ricoveri, terapie intensive e decessi.

Senza manifestazioni cliniche importanti, ed entro valori accettabili (massimo 5/6.000 nuovi casi al giorno), le infezioni giornaliere risulterebbero infatti secondarie rispetto ai parametri appena indicati. La preoccupazione per una circolazione eccessiva scatterebbe invece su valori più elevati e si collega direttamente al discorso dei vaccini.

L’Italia ha raggiunto un importante traguardo: l’80% di vaccinati tra gli over 12.

Nei giorni scorsi è stato raggiunto l’obiettivo fissato dal Governo e dalla struttura commissariale guidata dal generale Figliuolo dell’80% di popolazione over completamente vaccinata, in pratica oltre 43 milioni di persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Un risultato che Franco Locatelli, membro del Cts e presidente del Consiglio superiore della Sanità, ha definito “formidabile” nella lotta alla pandemia. Non è un caso che all’alta copertura vaccinale corrisponda un diminuzione della pressione ospedaliera, dell’Rt e dell’incidenza, così come mostrato dai dati dei recenti monitoraggi realizzati dalla Cabina di Regia.

Ma, secondo gli esperti, nonostante questo importantissimo traguardo, non si può ancora parlare di immunità di gregge. Anzi, si tenterà di arrivare alla quota del 90% di immunizzati che gli scienziati indicano come possibile quota di sicurezza per evitare tornate di fiamma dei contagi. Questo barriera non significherà comunque che avremo l’immunità di gregge, ma che il virus circolerà poco. Viceversa avere l’immunità significa che il Covid-19 non riesce più a trovare persone da infettare e muore e di conseguenza non ci sono più casi. Guardare al futuro con questo virus, ormai lo sappiamo, è impossibile, ma di certo oggi siamo ancora lontani da questa situazione ideale.

Nel mondo

Chiudiamo con i consueti dati a livello mondiale (Oms, Bollettino epidemiologico del 5 ottobre 2021): i nuovi casi individuati nel periodo 27 settembre – 3 ottobre sono stati 3.118.410, in calo dell’8,0% sulla settimana precedente. Lieve riduzione anche dei decessi (-2,8%) a quota 54.221. Il maggior numero di nuovi casi si registra ancora una volta negli Usa, proprio a causa della bassa copertura vaccinale: 760.571 (il 24,3% del totale mondiale).

La variante Delta è stata rilevata in 192 dei 211 Paesi e territori monitorati dall’Oms.

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