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Giornate Fai, due itinerari alla scoperta del pittore Moroni - BergamoNews
A bergamo e albino

Giornate Fai, due itinerari alla scoperta del pittore Moroni

Il 16 e 17 ottobre due tour permetteranno di ammirare circa cinquanta opere del maestro bergamasco in musei, chiese, cattedrali e palazzi storici

Per la prima volta le Giornate FAI d’Autunno saranno tutte dedicate a un unico protagonista: Moroni, le sue opere, la sua vita, i suoi committenti.  Tra musei, chiese e cattedrali, case e palazzi storici, luoghi del quotidiano, del lavoro e della preghiera, molti dei quali visitabili in via eccezionale.

Nell’ambito delle celebrazioni legate ai 500 anni della nascita di Giovan Battista Moroni, il Comitato Promotore, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano con la Delegazione FAI di Bergamo, l’Accademia Carrara, la Fondazione Museo di Palazzo Moroni e Comune e Parrocchia di Albino, presentano un’edizione delle Giornate FAI d’Autunno interamente dedicata al grande ritrattista albinese.

Due itinerari distinti, uno a Bergamo città e uno ad Albino, cittadina natale del pittore, consentiranno di ammirare contemporaneamente una cinquantina di opere del maestro in un grande museo territoriale diffuso, ma percorribile anche a piedi, dove la ricerca di splendidi dipinti rinascimentali vi accompagnerà a conoscere luoghi, monumenti, storie di rara bellezza.

L’inedita formula tematica di questa edizione delle Giornate d’Autunno non nasce soltanto da un anniversario, ma anche dalla volontà di portare in luce una peculiare caratteristica del “fenomeno Moroni” che, oggi assurto a fama globale, in realtà fu per sua precisa scelta un pittore “territoriale”, che ha vissuto, operato e voluto farsi interprete del suo territorio. Un territorio che oggi è a tutti gli effetti il suo museo diffuso, fatto non solo di ritratti e opere sacre, ma anche delle case e dei palazzi dove hanno vissuto il pittore e i suoi effigiati, i luoghi che hanno frequentato, le tradizioni e i riti che hanno condiviso, la lingua che hanno parlato, il paesaggio e la natura che
hanno quotidianamente attraversato.

Tutti i siti indicati saranno aperti sabato 16, dalle 14 alle 18, e domenica 17, dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 18 (le chiese non saranno accessibili durante le funzioni liturgiche). Una miniguida tascabile, reperibile gratuitamente in tutti i luoghi coinvolti e scaricabile dal sito www.valseriana.eu conterrà tutte le informazioni utili per seguire i percorsi.

L’itinerario a Bergamo prende il via dalla sala moroniana dell’Accademia Carrara, fa tappa alla chiesa di S. Alessandro della Croce, risale verso la chiesa di S. Andrea e Palazzo Moroni, culminando alla Cattedrale di S. Alessandro.

L’itinerario di Albino è un vero total open, compresi luoghi per la prima volta accessibili al pubblico. Si parte dalla splendida chiesa di San Bartolomeo, dove è allestita la mostra “Giovan Battista Moroni. Ritorno ad Albino, si prosegue nelle case di celebri effigiati moroniani quali la casa del notaio Seradobati (oggi casa parrocchiale) e l’antica residenza di Bernardo Spini e della sua consorte Pace Rivola. Ammirato il ”Cristo portacroce” al Santuario della Madonna del Pianto, si entra nella residenza cinquecentesca della famiglia di mercanti di panni Cabrini de Epis, poi nella chiesa di S. Anna, nella dimora cinquecentesca del mercante Paolo Vidoni Cedrelli, e nella casa natale di Giovan Battista Moroni (oggi scuola dell’infanzia).

Sul colonnato del Municipio di Albino sarà illustrato il museo diffuso di Giovan Battista Moroni in ValSeriana e poi si parte alla scoperta dei tesori della chiesa parrocchiale di S. Pietro di Desenzano, del Museo Etnografico della Torre di Comenduno, del maglio Calvi e della trecentesca chiesa di S. Maria Elisabetta. L’anello si richiude nel centro di Albino, nella parrocchiale di San Giuliano con tre capolavori assoluti del Moroni
sacro.

Sin qui gli itinerari percorribili a piedi, ma la caccia a Moroni continua in auto anche nelle frazioni di Albino: la parrocchiale di Bondo Petello, la chiesa della SS. Trinità a Fiobbio, l’antica Casa dei Curati a Vall’Alta, l’antica Abbazia romanica di S. Benedetto e, a Casale, la Casa dei biligócc e il museo della castagna con la possibilità di assistere alla tradizionale affumicatura delle castagne presso il punto FAI.
Lungo il percorso non mancheranno Infopoint FAI e visite guidate a cura degli studenti dell’ISIS Romero di Albino.

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