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Vincenzo scomparso dal 27 giugno: nuovo appello della famiglia a Chi l'ha visto - BergamoNews
Le ricerche

Vincenzo scomparso dal 27 giugno: nuovo appello della famiglia a Chi l’ha visto

A inizio luglio il Soccorso Alpino lo ha cercato per oltre una settimana, anche nelle zone più impervie, ma senza successo: la famiglia non vuole arrendersi

San Giovanni Bianco. Manca da casa dal 27 giugno Vincenzo Giglia, 65enne di Verdello del quale si sono perse le tracce a Bosco Fuori, località di San Giovanni Bianco.

Qui aveva deciso di trasferirsi da qualche mese, in una baita di sua proprietà tra i boschi, lontana dalla strada: il 3 luglio una quindicina di tecnici della VI Delegazione Orobica del Cnsas si erano messi al lavoro insieme a Vigili del Fuoco e unità cinofile per provare a rintracciarlo, dopo che la famiglia aveva trovato casa e auto vuota e lanciato immediatamente l’allarme.

Ricerche che si sono concentrate quasi subito nelle zone impervie che circondano la baita, caratterizzate da fitta vegetazione e scarpate.

L’appello della famiglia è circolato su tutti i canali: amplificato dall’eco dei social network da un lato e raccontato dalla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” dall’altro.

E proprio i colleghi di Rai 3 sono tornati ad occuparsi della vicenda nella serata di mercoledì 6 ottobre, con nuovi indizi e ipotesi sulla scomparsa del 65enne.

Descritto come un uomo mite e riservato, sempre alla ricerca della tranquillità anche a costo di rinunciare a tutti i comfort della vita moderna, attorno alla baita di montagna portava avanti alcune coltivazioni e produceva carbone, che poi vendeva per racimolare qualche soldo: negli ultimi anni, però, grazie alle sue eccellenti doti da falegname aveva ritrovato lavoro.

Proprio in falegnameria, come ha raccontato il figlio Angelo a “Chi l’ha visto?”, qualche giorno prima della scomparsa avrebbe avuto una discussione con un collega che l’avrebbe spinto a tornare a casa prima della fine dell’orario lavorativo.

Nei giorni successivi Vincenzo Giglia è stato avvistato in zona, fino a domenica 27 giugno: la famiglia, recatasi sul posto, ha trovato in baita alimenti e bibite acquistati da poco ma mai aperti, come se il suo allontanamento fosse momentaneo.

Un pensiero rafforzato dalla presenza della sua auto, regolarmente chiusa e parcheggiata, all’interno della quale sono stati trovati i suoi documenti e anche dei soldi.

Ad allarmarli maggiormente, però, il fatto che la sua motosega sia stata rinvenuta in prossimità della baita scarica e senza custodia.

Per oltre una settimana, a inizio luglio, la zona è stata battuta dagli uomini del Soccorso Alpino, senza successo: ancora oggi, però, la famiglia non si arrende e vuole capire cosa sia successo a Vincenzo, convinti che si trovi in quella zona.

Se qualcuno avesse notizie utili, si rivolga immediatamente alle forze dell’ordine.

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