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Il cuore delle donne è più a rischio, l’esperto: “Perché è importante fare attenzione” - BergamoNews
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Salute

L'intervista

Il cuore delle donne è più a rischio, l’esperto: “Perché è importante fare attenzione”

Nelle donne le malattie del cuore hanno un esordio tardivo, i sintomi sono differenti rispetto agli uomini e la diagnosi risulta spesso più complessa: ne parliamo con la dottoressa Nicoletta De Cesare, cardiologo del Policlinico San Marco

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili di circa il 35,8% di tutti i decessi (32,5% nei maschi e 38,8% nelle femmine). I dati recenti mostrano che queste patologie colpiscono sempre di più e in modo più grave le donne rispetto agli uomini. Eppure la popolazione femminile ha una percezione ancora molto bassa dei rischi. Da un lato perché queste malattie hanno un esordio tardivo nelle donne, in genere dopo la menopausa. E dall’altro perché non si manifestano con i sintomi “tipici” (nel caso dell’infarto, dolore al petto e al braccio sinistro), che rendono i campanelli d’allarme più facilmente riconoscibili. Ma perché le donne hanno un rischio cardiaco diverso rispetto agli uomini? Quali sono i fattori di rischio ai quali le donne dovrebbero fare attenzione? Quali infine i consigli da seguire per avere un cuore sano e forte? Ne parliamo con la dottoressa Nicoletta De Cesare, cardiologo del Policlinico San Marco.

Dottoressa De Cesare, il cuore delle donne quali rischi corre?

Il cuore delle donne durante l’età fertile è protetto dagli estrogeni. Questi ormoni infatti fanno da scudo all’apparato cardiovascolare e regolano l’assetto metabolico, cioè aiutano a mantenere sotto controllo il peso. L’arrivo della menopausa rappresenta una fase di profondo cambiamento perché, con l’assenza degli estrogeni, il metabolismo si altera, la pressione e il peso aumentano. Proprio questi fattori comportano maggiori rischi per il cuore, perché aumentano le probabilità per la donna d’insorgenza di patologie legate appunto all’apparato cardiovascolare.

Quali sono i fattori di rischio per la popolazione femminile?

Oltre alla menopausa, anche il diabete, l’obesità, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione arteriosa, lo stress, la vita sedentaria, il fumo e la predisposizione genetica sono i fattori che incidono maggiormente sulla comparsa delle patologie cardiovascolari.

In che modo è possibile mantenere il cuore in salute in menopausa?

Per mantenere il cuore in salute è fondamentale che durante tutta la loro vita e soprattutto in menopausa le donne adottino uno stile di vita sano. Per prima cosa, dovrebbero seguire una dieta equilibrata e tenere sotto controllo il peso, per evitare l’aumento della pressione sanguigna e del colesterolo, nemici della salute del cuore. In particolare, è bene che riducano l’apporto di sale (meno di 5 gr al giorno) e prediligano frutta e verdura, legumi, alimenti a basso contenuto di grassi animali, come pesce, pollame e limitare la quantità di carni rosse, formaggi e insaccati, dolci e bevande zuccherine. Inoltre, ogni donna dovrebbe praticare una regolare attività fisica (fare sport, ma anche camminare per almeno 30 minuti al giorno e fare le scale al posto dell’ascensore), non fumare e ridurre il consumo di alcol. È importante che ogni donna tenga sotto controllo la salute del proprio cuore anche in quanto le malattie cardiovascolari possono insorgere con sintomi differenti da quelli che invece possono manifestarsi negli uomini.

Come si manifestano le malattie cardiovascolari nelle donne?

Queste patologie in genere si presentano nelle donne con un ritardo di almeno 10 anni rispetto agli uomini, per via della protezione data dagli estrogeni fino a quando non si entra in menopausa. Inoltre, a rendere più difficile la diagnosi delle malattie cardiovascolari è il fatto che si manifestano con un quadro clinico meno evidente, in particolare nel caso della cardiopatia ischemica (quell’insieme di condizioni che comportano una riduzione dell’apporto di sangue e ossigeno al cuore, con manifestazioni cliniche che vanno dall’angina pectoris all’infarto miocardico). Questa patologia mostra molti aspetti comuni a entrambi i sessi, ma ci sono certamente delle peculiarità specifiche nelle donne, la cui conoscenza non è molto diffusa. Delle specificità femminili fino a non molto tempo fa non si sapeva molto, perché in passato gli studi sull’argomento erano pochi e prendevano in esame solo gli uomini. Sarà l’NIH (organo governativo americano di ricerca medica) nel 1991 a rendere obbligatoria l’inclusione delle donne nelle ricerche e la valutazione dell’esistenza di differenze nei fattori di rischio, nei sintomi e negli iter terapeutici nei due sessi. Dagli studi effettuati è emerso che, da un punto di vista epidemiologico, le donne sviluppano la cardiopatia ischemica (CAD) a un’età più avanzata degli uomini, soprattutto dopo la menopausa. Lo stesso vale per l’insorgenza dell’ipertensione. Proprio per questo c’è anche una maggiore probabilità di morte nelle donne che hanno subito un infarto miocardico rispetto agli uomini, soprattutto in caso di ipertensione. Nel caso specifico della cardiopatia ischemica la prima differenza tra uomo e donna sono i sintomi.

Quali sono esattamente?

Quelli che generalmente vengono considerati come “tipici” di un infarto (dolore al petto o bruciore esteso al braccio sinistro) sono in realtà più frequenti negli uomini di mezza età e in percentuale minore nelle donne, soprattutto se giovani. Nella gran parte dei casi invece i sintomi nel sesso femminile sono stanchezza, dolore addominale nella regione ombelicale e soprapubica, sensazione di svenimento, etc. Si tratta di disturbi comuni a molte altre condizioni, spesso sottovalutati dal medico stesso, che possono quindi comportare un’errata o tardiva diagnosi.

In che modo è possibile diagnosticare la cardiopatia ischemica nelle donne?

Caposaldo della diagnostica di questa patologia è il test da sforzo. Tradizionalmente nelle donne in età premenopausa l’esame può dare falsa positività (indicare un risultato patologico, pur in assenza di malattia) molto più frequentemente che nell’uomo. Dopo la menopausa, poi, questo fenomeno si inverte.

Esistono altre patologie cardiache con caratteristiche particolari nelle donne?

Vi sono alcune forme particolari di sindrome coronarica acuta, che nell’uomo invece sono molto rare. Si tratta della sindrome del balloning apicale reversibile o sindrome di Tako_Tsubo (chiamata così per la particolare morfologia che il ventricolo sinistro assume, simile a un attrezzo per pescare i calamari). Una patologia che per molti aspetti mima un infarto, sia per la sintomatologia sia per le alterazioni elettrocardiografiche e degli enzimi miocardici (le sostanze che vengono rilasciate nel sangue dalle cellule del miocardio quando sofferenti o addirittura morte a causa di un apporto troppo modesto di ossigeno rispetto alle reali necessità). Tuttavia, anche se la coronarografia in genere mostra un quadro di assoluta normalità, il ventricolo assume l’aspetto tipico di uno colpito da un grave infarto. Questa sindrome spesso si presenta a seguito di forti stress psichici o più raramente fisici (interventi chirurgici), ma la cosa positiva è che generalmente è seguita da un recupero pressoché completo della funzione ventricolare sinistra che può avvenire in un lasso di tempo molto variabile da persona a persona.

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