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Caravaggio, ballottaggio e prove di alleanza: Bolandrini e Prevedini strizzano l'occhio a Mangoni - BergamoNews
L'esito del voto

Caravaggio, ballottaggio e prove di alleanza: Bolandrini e Prevedini strizzano l’occhio a Mangoni fotogallery video

Il sindaco uscente avanti con il 39,88%, seguito dal candidato del centrodestra al 31,73%. Decisivi i voti del terzo, sostenuto da Augusto Baruffi

Caravaggio. Nella cittadina della Bassa sarà ballottaggio tra il sindaco uscente Claudio Bolandrini (sostenuto da due civiche e dal Pd) e il candidato del centrodestra Giuseppe Prevedini (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia).

I numeri

Il primo ha raccolto il 39,88 % delle preferenze, il secondo si è fermato al 31,73%. Segue Carlo Mangoni (“Caravaggio popolare e solidale”, con il 25,17%), potenziale ago della bilancia in vista del ballottaggio, tant’è che sono già cominciati gli abboccamenti per eventuali alleanze. Decisamente staccato Sebastiano Baroni (“Sinistra per Caravaggio”, con il 3,22%).

Guardando ai voti per lista, si scopre un sostanziale equilibrio nel centrosinistra tra le civiche a sostegno di Bolandrini e il Pd (tutte attorno al 12%). Equilibrio che difetta vistosamente nel centrodestra, dove la Lega stravince con il 24,08% su Forza Italia (2,76) e Fratelli d’Italia (5,48).

Significativo è anche il dato riguardante l’affluenza: a Caravaggio hanno votato 7.701 cittadini, il 60,80% degli aventi diritto. Un dato in netto calo rispetto al 69,95% della tornata precedente e che “storicamente penalizza il centrodestra” sostiene Prevedini, per la “maggiore tendenza” degli elettori di sinistra a recarsi alle urne.

Le manovre

In vista del ballottaggio, sempre Prevedini (già sindaco in passato, negli ultimi cinque anni consigliere di minoranza) ha fatto sapere di aver chiesto un incontro a Mangoni. Il fine è chiaro: raggruppare il centrodestra e tentare il sorpasso a Bolandrini; lo stesso centrodestra che si è diviso proprio alla vigilia delle amministrative, evitando di schierare compatto il fronte Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia supportato dalle civiche di Mangoni e Augusto Baruffi (“Insieme con Baruffi per Mangoni sindaco” ha preso l’8,89%), i cui voti saranno ancora una volta decisivi. Un po’ come nel 2016, quando proprio una spaccatura nel centrodestra favorì il sorpasso di Bolandrini sul leghista Ettore Pirovano.

 

“Tra me e Mangoni non c’è stato alcun dissapore – assicura Prevedini -, solo qualche diversità di vedute. Se avesse accettato la nostra proposta, avrebbe vinto al primo turno”. I due si sono incrociati poco dopo le 18 in piazza Garibaldi, nella sede della lista di Mangoni. Che conferma senza sbilanciarsi troppo la possibilità di un incontro: “Mi confronterò con i miei, poi vedremo il da farsi”. Ma l’incontro si farà, pochi dubbi.

L’attuale primo cittadino, Claudio Bolandrini, è invece arrivato in Comune intorno alle 18,15 “dopo avere passeggiato sotto la pioggia – dice – per smorzare la tensione”. Ha atteso gli esiti degli scrutini con Marco Cremonesi, Ivan Legramandi ed Elisa Gatti, capilista delle liste a suo sostegno. “Il risultato rende merito al lavoro svolto negli ultimi cinque anni dalla nostra amministrazione, compreso il difficile anno e mezzo di pandemia – sottolinea -. Ci presentiamo al ballottaggio con una grande iniezione di fiducia”.

Sull’eventuale dialogo con Baruffi e Mangoni, nemmeno Bolandrini si tira indietro: “Conosciamo e apprezziamo la sensibilità dell’elettorato di Mangoni, in particolare su alcuni temi chiave che accomunano il nostro programma, come la tutela dell’ambiente e l’importanza del sociale. Vorremmo dunque mantenere aperto il dialogo e il confronto – conclude – cercando di convincere anche gli astenuti”. L’appuntamento alle urne “per il secondo tempo” – come dice lo stesso Bolandrini – è per domenica 17 e lunedì 18 ottobre.

 

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