Da ricordare!

Atalanta, Champions da top class: prova di forza e Ronaldo insegue fotogallery

Nerazzurri già al primo posto nel girone F. Carroarmato Zapata piega lo Young Boys con un lavoro ai fianchi, molto bene anche la difesa

Da ricordare. La prima vittoria in Champions a Bergamo, firmata anche dal primo calciatore italiano, in un’Atalanta che è ormai una multinazionale. E però ha anche due campioni d’Europa con la maglia azzurra e non a caso, perché capitan Toloi dà ancora l’esempio, testa e cuore, poi c’è un certo Pessina che un anno fa qui doveva conquistarsi il posto e ora è una certezza anche per la Nazionale. Intanto ce lo teniamo stretto noi e chissà cosa scriverà stavolta nel suo ‘diario di bordo’, come quello tenuto durante gli Europei: Matteo puntuale meglio di uno svizzero arriva sul pallone offerto da uno Zapata impressionante. Se non fa gol è uomo assist, ma il carroarmato Duvàn è sempre una garanzia.

Così, ridendo e scherzando, l’Atalanta si ritrova già in testa al girone F di Champions, dopo due giornate, aspettando il doppio confronto con il Manchester United, prima nello ‘stadio dei sogni’ e poi tornerà a Bergamo Cristiano Ronaldo, che intanto tiene a galla i Diavoli Rossi, perché lui segna sempre. Ma la differenza è un po’ anche questa: loro hanno CR7 che risolve le partite quasi già perse, l’Atalanta è una squadra. Non c’è una firma sola, una volta brilla la stella di Malinovskyi, un’altra si ripropone Toloi oppure Zapata, che fa un lavoro ai fianchi incredibile contro lo Young Boys.

La Dea che è sempre più una certezza in Europa ha naturalmente il marchio Gasp, che la rende padrona del gioco, con personalità da grande squadra. È un po’ la tendenza di questo avvio di stagione, non più vittorie straripanti ma di misura e però i tre punti ci sono e sai quanto sia fondamentale, iniziare così bene. È una squadra con una forte personalità, consapevole dei propri mezzi e di poter affrontare tutti gli avversari a viso aperto, all’attacco senza timori.

Poi se hai di fronte uno Young Boys che si chiude più o meno col famoso pullman davanti alla propria area diventa difficile e complicato passare, se non c’è il lampo di genio o la soluzione da fuori di un Malinovskyi.

Gli svizzeri chiudono tutti i varchi e anche con interventi un po’ ruvidi riescono per un po’ a frenare i nostri eroi, almeno finchè il Panterone non abbatte il muro e offre a Pessina la palla che regala la vittoria. Una situazione in cui si sarebbe inserito facilmente Gosens, se non si fosse dovuto fermare dopo pochi minuti nel primo tempo per infortunio.

Comunque, sulla scia delle belle prove con Villarreal e Inter e anche quella col Sassuolo, l’Atalanta va all’assalto dello Young Boys e dopo una lunga serie di colpi lo manda al tappeto. Impresa non semplice, ci vuole tanta testa oltre che tanto cuore per tradurre l’incitamento dei tifosi nei tre punti.

Ma ci vuole testa per non concedere spazi agli svizzeri che saprebbero infilarsi benissimo in contropiede: Demiral è un martello e magari non avrà ancora i piedi di Romero, però non concede nulla, mentre i suoi colleghi oltre a difendere si propongono in avanti e non per incoscienza, perché vedere le incursioni di Toloi è uno spettacolo, o Djimsiti che aiuta gli attaccanti e sembra inesauribile. Mentre Musso resta inoperoso.

L’Atalanta che piace è anche frutto della coppia Freuler-De Roon, i gemelli inseparabili del centrocampo che danno tranquillità e arrivano ovunque, in qualsiasi zona del campo. Adesso poi è tornato Muriel e ci sarà davvero da divertirsi.

Guardiola aveva capito che era meglio evitare, affrontare la Dea “è come andare dal dentista”, ora vedremo cosa succederà: dal City di allora allo United di oggi. Certo, è un’Atalanta forte: si preoccupino un po’ gli altri.

E il pubblico bergamasco meritava una Dea da grande Champions anche a casa sua. Ma, in fondo, non l’aveva mai lasciata.

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