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Covid: settimana con dati buoni su contagi e ricoveri; a Bergamo un decesso dopo 26 giorni - BergamoNews
Report 21/27 settembre

Covid: settimana con dati buoni su contagi e ricoveri; a Bergamo un decesso dopo 26 giorni

E passano da 7 a 8 i degenti in terapia intensiva

La settimana epidemiologica 21-27 settembre registra un nuovo calo della curva epidemica. Dopo la rassegna dei principali numeri e indicatori parleremo dei vaccini, della possibile terza dose e degli effetti pesantissimi che una scarsa protezione vaccinale sta avendo negli Stati Uniti.

La situazione dell’epidemia in Italia resta quindi sotto controllo: negli ultimi sette giorni i contagi certificati da tampone sono stati 23.601, in calo del 20% rispetto allo stesso periodo della settimana precedente (quando furono 29.523); media giornaliera 3.371 (da 4.217). Gli attualmente positivi sono 101.080, erano poco più di 140.000 solo un mese fa.

Sono in diminuzione i ricoveri ordinari (3.487, erano 3.982 lunedì scorso) e quelli in terapia intensiva (sono 488, erano 523 sette giorni fa), con una variazione percentuale del -12,4% nel primo caso e del -6,7% nel secondo. I nuovi ingressi in T.I. crescono di 3 unità: da 217 a 220.

Anche il tasso di positività ai tamponi molecolari è in discesa: ora è al 3,4% (dal 4,2% di una settimana fa); mentre il rapporto medio positivi/tamponi totali comprensivo dei rapidi è all’1,22% (in precedenza 1,54%); rapporto positivi/casi testati 6,15% (da 6,30%).

Decessi settimanali 388 (da 399). Anche questa settimana la somma dei decessi comunicati quotidianamente risulta superiore al dato reale a causa del “recupero” dei decessi avvenuti in passato e comunicati in ritardo.

Il valore di Rt nazionale è a 0,82 contro lo 0,85 del periodo precedente, mentre il valore dell’incidenza passa a 45 casi per 100mila individui da 54. Sale un poco il numero dei tamponi totali: 1.989.777 da 1.969.050.

Lombardia e Bergamo

Diminuisce anche in Lombardia il numero dei nuovi casi, che passa da 3.259 a 2.771 con un decremento del 15%. Cala il numero dei ricoveri in Area Covid: 389 gli attuali (erano 435), stabili quelli in Terapia Intensiva che passano da 63 a 62. È uguale alla settimana scorsa il numero dei nuovi ingressi in T.I.: 26.

In notevole aumento i decessi: 43 (erano stati 27). Le persone attualmente positive sono 10.863, in calo rispetto alla settimana scorsa, quando erano 11.466. L’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti passa da 33 a 28.

Scende anche in Regione l’indice medio settimanale di positività, ora all’0,79% (era a 0,96%).

I nuovi casi registrati nella provincia di Bergamo sono stati 212, in diminuzione del 17,2% sul periodo precedente, quando erano stati 256.

Cala leggermente il numero dei pazienti ricoverati in Area Medica: da 33 a 31, mentre sale di una unità quello relativo alla Terapia Intensiva: da 7 a 8. Dopo 26 giorni consecutivi senza vittime, si registra un decesso anche in Bergamasca, che porta a 3.692 il numero ufficiale delle vittime.

Scende l’indice di contagio ogni 100 mila abitanti: da 22 a 20. Rimane stabile il numero delle persone in isolamento obbligatorio (circa 600) ma sono più che raddoppiate quelle in isolamento fiduciario: da 300 a oltre 700.

Focus vaccini

I vaccini funzionano, e stanno per ora facendo argine agli effetti delle riaperture; una ulteriore verifica sarà necessaria nella prima metà di ottobre, ma al momento la circolazione virale resta controllata e i nuovi casi individuati seguono un trend calante. È in atto il “braccio di ferro” tra virus e vaccino di cui abbiamo parlato più volte nei nostri report settimanali: ovvero la lotta tra due forze contrapposte che spingono verso una fase espansiva o di riduzione del contagio. Nelle prossime settimane si aggiungerà a favore del Sars-CoV- 2 il fattore stagionale, non per una maggiore o minore sensibilità del virus alle temperature (sappiamo purtroppo che sopporta benissimo tutte, comprese quelle estive), ma perché cambieranno in modo radicale i nostri comportamenti. Il periodo autunno-inverno ci vedrà sempre più spesso al chiuso, in ambienti ristretti e in presenza di altre persone.

Un segnale positivo viene, come abbiamo visto con l’aggiornamento dei dati settimanali, dalla riduzione dei posti letto occupati in area medica: una tendenza che si è rafforzata negli ultimi giorni e che auspichiamo possa trovare conferma definitiva.

Non siamo lontani da quell’obiettivo dell’80% di vaccinati entro settembre che il governo si era dato qualche mese fa. Importante premessa: quell’80% è riferito alla popolazione vaccinabile. Ovvero chi ha più di 12 anni. Se invece consideriamo tutta la popolazione italiana, come fotografata da Istat a gennaio 2021, oggi il 71% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale. Il 4,8% è in attesa di seconda dose. Complessivamente, contando anche il monodose e i pre-infettati che hanno ricevuto una dose, è almeno parzialmente protetto il 75,8% della popolazione italiana.

Riferendoci invece solo gli over 12, oggetto della campagna vaccinale, rispetto alla platea individuata dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, la percentuale di almeno parzialmente protetti è del 83,15% mentre quasi il 78% è completamente vaccinato.

Quel 2% verrà colmato nei prossimi giorni, entro il 2 ottobre, visto che l’ultima media mobile a 7 giorni di dosi somministrate giornaliere è di 210.000.

Per quanto vicini a un traguardo importante, è opinione diffusa tra gli scienziati che per rallentare al minimo la circolazione del virus sia necessaria una percentuale di vaccinati superiore. Per esempio, Roberto Burioni ha scritto che “la copertura vaccinale in Italia è altissima se pensiamo allo sforzo organizzativo e se ci paragoniamo agli altri paesi, bassissima dal punto di vista del virus che ha ancora quasi il 30% di cittadini da poter infettare. La copertura per polio è 95,1%. E la polio non c’è più”.
Di certo non arriveremo a quella percentuale, ma arrivare almeno all’85% dell’intera popolazione sarebbe necessario.

Terza dose

La terza dose è prevista solo per i più fragili, una dose “booster” per i più anziani e per il personale sanitario, ma potrebbe essere estesa a tutta la popolazione, vista l’impossibilità di raggiungere l’immunità di gregge con un virus che muta ed è altamente diffusivo, nel caso in cui la circolazione del Sars-CoV-2 rimanesse sostenuta nel tempo. Sempre a proposito dell’efficacia dei vaccini riportiamo qualche dato aggiornato relativo all’Italia (fonte Iss): la riduzione del rischio per i soggetti vaccinati è del 77% contro l’infezione, del 93% contro il ricovero in area medica, del 96% contro il ricovero in terapia intensiva e contro il decesso. Negli ultimi 30 giorni il tasso di ospedalizzazione è stato 9 volte più elevato tra i non vaccinati rispetto ai vaccinati (250,2 contro 27,5 per 100.000 abitanti). Per quanto riguarda i decessi la differenza tra le due categorie è stata di 5,2 volte in più per i non vaccinati tra 12 e 39 anni; 22 volte in più tra 40 e 59 anni; 22,7 volte in più tra 60 e 79; 15,1 volte in più negli over 80.

Situazione mondiale

Per quanto riguarda l’epidemia a livello mondiale, gli ultimi dati Oms (Bollettino epidemiologico del 21 settembre, periodo considerato 13-19 settembre) mostrano una riduzione dei nuovi casi: 3.671.232 (-6,6% sulla settimana precedente) con una parallela riduzione dei decessi (59.839, -4,3%). A frenare la dinamica discendente contribuiscono in modo decisivo gli Usa, a causa di una campagna vaccinale deficitaria con solo il 55,6% della popolazione protetta con doppia dose (dati del 22 settembre).

In Italia, per avere un metro di paragone, alla stessa data eravamo al 70,1%. Nel periodo 13-19 settembre gli Usa non solo sono stati il Paese più colpito in assoluto per numero di nuovi casi (1.017.644, stabili sulla settimana precedente) ma hanno rappresentato il 27,7% delle infezioni mondiali e il 73,4% di quelle dell’intera Regione di monitoraggio Oms “Americhe”. Sempre agli Usa spetta anche il primato per numero dei decessi: 12.896, ovvero il 21,5% del totale mondiale nel periodo considerato.

La variante Delta è stata individuata in 185 (5 in più della settimana precedente) dei 211 Paesi e territori sottoposti a monitoraggio dall’Oms.

Dall’inizio della pandemia i decessi nel mondo legati al Covid sono 4.753.000, a fronte di un totale di oltre 232milioni di casi di contagio.

I completamente vaccinati nel mondo sono il 32% della popolazione, ma con notevolissime disparità fra i cosiddetti paesi ricchi e poveri. Portogallo, Emirati Arabi Uniti, Malta e Islanda sono per ora gli unici oltre l’80%.

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