Quantcast
TEDxBergamo: in 500 al Teatro Donizetti per conoscere la "Ricetta Futuro" - BergamoNews
L'evento

TEDxBergamo: in 500 al Teatro Donizetti per conoscere la “Ricetta Futuro”

Undici gli speaker nazionali e internazionali che si sono alternati sul palco, condividendo un ingrediente immancabile della loro visione di futuro.

Bergamo. Si è conclusa la sesta edizione di TEDxBergamo, per la prima volta ospitata nella splendida cornice del Teatro Donizetti.

“Ricetta Futuro” è stato il filo conduttore della giornata con i suoi ingredienti intrisi di passione, ispirazione, bellezza e fiducia nel domani.

TEDxBergamo, la conferenza multidisciplinare arrivata in città nel 2014 sul format delle conferenze americane TED, è tornata dopo un anno di pausa ed ha confermato di essere un appuntamento importante e atteso dal pubblico, che ha imparato a conoscerlo ed apprezzarlo sempre di più.

In apertura il saluto del nuovo licenziatario di TEDxBergamo, Giorgio Ghisalberti, che, supportato dal suo nuovo team, è riuscito ad organizzare questo straordinario evento, nonostante il periodo complicato.

Cinquecento ospiti in presenza e quasi un centinaio in streaming, migliaia le interazioni sui canali social condivise con l’hashtag #TEDxBergamo che danno un quadro di una community attiva e numerosa: 1.997 follower su Instagram, 1.629 su LinkedIn, 5.415 su Facebook e 14.085 su YouTube. Nella sola giornata di domenica la copertura organica di Facebook è stata di circa 5.400 utenti con 600 interazioni. Mentre Instagram ha registrato una copertura organica di 3.000 utenti e 2.000 interazioni. Senza dimenticare Twitter che ha contato 2.000 visualizzazioni e interazioni.

Undici gli speaker nazionali e internazionali che si sono alternati sul palco, condividendo un ingrediente immancabile della loro visione di futuro.

Questi gli ingredienti di Ricetta Futuro condivisi:

L’impatto positivo di Alberto Cammarota, fondatore del progetto open source Covmatic. Primo speaker a parlare, Alberto ha subito incantato la platea con le note del suo violino per poi cambiare completamente veste e iniziare a parlare di matematica e robotica. Durante la pandemia, il suo laboratorio robotico di biologia molecolare, creato in soli tre mesi, ha permesso di analizzare ben cinquemila tamponi al giorno. Per Alberto ciascuno di noi è portatore di un valore unico e complementare che, se condiviso con gli altri, può cambiare la nostra vita e quella di chi sta attorno. Il suo pensiero guida è che in ogni campo è necessario superare il limite per poter creare un impatto positivo nel mondo.

Il valore della creatività di Adama Sanneh, co-fondatore e Amministratore delegato di Moleskine Foundation. Il suo discorso è stato un elogio della creatività: una delle caratteristiche principali degli esseri umani che hanno bisogno di essere coltivate e comprese. Sanneh respinge il concetto di creatività come qualcosa da insegnare attraverso una formula, ma la considera piuttosto l’innesco di un percorso interiore ed esplorativo, che sfocia in un processo concreto di trasformazione, sia interna che esterna, personale e collettiva. Quattro, secondo lui, sono i valori fondamentali alla base di ogni forma di creatività: autoconsapevolezza, ubuntu, amore e coraggio. La creatività, inoltre, ci predispone a cambiare in meglio la comunità che ci circonda. Per questo, secondo, Sanneh, la creatività è la materia prima del cambiamento sociale.

Il sogno di Linda Raimondo, brillante studentessa di fisica che da grande vuole fare l’astronauta per vedere le stelle da vicino. Sulla scia di questo desiderio, tre anni fa ha vinto, insieme a un amico, un concorso internazionale indetto dall’Agenzia spaziale europea. L’idea è stata quella di trovare un utilizzo alternativo al Dream Chaser, un veicolo sviluppato dalla Sierra Nevada Corporation e pensato per portare astronauti e cargo a bordo della stazione spaziale. Ci racconta che proprio in quell’occasione si è resa conto che i sogni non hanno limiti e che con impegno, costanza, determinazione – e anche qualche lacrima – qualsiasi cosa si può concretizzare. Oggi, Linda si occupa anche di divulgazione scientifica per ragazzi. Parla di scienza e di spazio ai più piccoli, nella speranza di incuriosirli, appassionarli o anche solo ispirarli. Il suo motto è che bisogna saper puntare all’impossibile per poter toccare, anche solo metaforicamente, le stelle con un dito.

L’equilibrio instabile di Fabrizio Marabini, ingegnere aerospaziale che fa volare Luna Rossa. Fabrizio ha appassionato il pubblico con la sua capacità di spiegare in maniera discorsiva, con parole semplici, un fondamentale concetto di fisica: essere in equilibrio non significa essere stabili. Da questo spunto è partito per parlarci prima della sua eccitante, ma difficile, avventura con il team di Luna Rossa nella Coppa America di Vela e poi della voglia di rimettersi in gioco, a cinquant’anni, con il famoso team New Zealand. Con ironia e competenza, l’ingegnere Marabini ha fatto sognare il pubblico, attraverso immagini e parole, spiegando come alcune leggi della fisica possano essere applicate alla vita di tutti i giorni: se siamo disposti a rinunciare a un po’ della nostra stabilità e ad accettare le cadute come occasione per crescere possiamo essere ripagati da una vita intensa e ricca di soddisfazioni.

Il cibo come esperienza di Laura Castoldi, Chef di cucina naturale che ha ingolosito i presenti, portando sul palco la sua torta di mele. Laura ci ha fatto riflettere sull’importanza del cibo che è innanzitutto un’esperienza vissuta attraverso tutti i sensi: vista, olfatto, tatto e solo alla fine gusto. Partendo dalla sua esperienza, ha invitato il pubblico a scegliere in maniera attiva cosa mangiare, rispettando la natura e le stagioni. Fondamentale è informarsi ed essere artefici della gestione della propria salute, evitando di accettare passivamente gli stereotipi che ci vengono imposti dalla società del consumo.

Il cambiamento sociale di Davide Cerullo, Fondatore dell’Associazione “L’Albero delle storie”. Il talk è stato introdotto da una voce fuori campo che ha riassunto il periodo più buio della sua vita, quello in cui aspirava a diventare un camorrista e vendeva cocaina a Scampia, per poi finire, appena diciottenne, nel carcere di Poggioreale. Per fortuna, dopo il buio, è arrivata la luce grazie al Vangelo, nel quale ha ritrovato il suo nome che la camorra gli aveva tolto, e l’incontro con una suora bergamasca: Suor Monica Redolfi. Da qui in poi, ha iniziato a parlare affrontando temi come la responsabilità verso i fragili, la forza della parola e della poesia, la bellezza della natura per tornare ad abitare poeticamente il mondo. Ognuno di noi dovrebbe piantare un albero per riconciliarsi con la natura. Infine, ci consegna quella che oggi è la sua missione: lottare per un Paese migliore, capace di accogliere chi viene da luoghi di guerra e povertà, difendere la parità tra uomini e donne e fare in modo che tutti possano essere felici, in una democrazia reale, capace di offrire a tutti le stesse possibilità.

La sfida educativa di Cristina Higgins, co-fondatrice della Creative Leadership Foundation. Cristina ci ha parlato di leadership partendo proprio dalla storia di una donna, Maria Montessori, che ha rivoluzionato l’istruzione in tutto il mondo, ripensando il rigido sistema scolastico. Cristina crede che i nostri ragazzi abbiano bisogno di ascoltare storie come questa per poter sradicare l’idea collettiva del concetto di leader, che da sempre ci fa associare questa parola ad un’immagine maschile. Questa idea ha delle conseguenze, in particolar modo, in Italia, che è spesso ultima in molte classifiche sull’equità di genere. Per comprendere meglio questi numeri, Cristina ha intervistato 50 donne italiane, arrivando a due conclusioni importanti. La prima è che le ambizioni delle donne vengono frenate fin dalla scelta della scuola e dell’università; la seconda, che solo una buona preparazione permette di raggiungere ruoli importanti. Secondo lei, alla base di tutto ci sono degli ostacoli culturali: le ragazze italiane non sentono mai parlare di donne italiane al comando e ricevono messaggi scoraggianti che le convincono del fatto che le opinioni delle donne non contano e che non sono adatte al comando. Un altro ostacolo culturale riguarda proprio la parola leadership, che in italiano viene tradotta come “capo” e richiama i concetti di comando, ordine, controllo, spesso associati alle organizzazioni militari e quindi agli uomini. La leadership non è maschile o femminile. Si tratta di ispirare le persone a raggiungere una visione condivisa che sia più grande di loro stessi. Alla fine, il pubblico è stato esortato a mettere da parte tutti questi messaggi stereotipati su ciò che una ragazza o un ragazzo dovrebbero fare e ad ascoltare davvero i giovani, aiutandoli a seguire le loro ambizioni a prescindere da qualsiasi discriminazione.

Il coraggio di osare di Andrea Gianatti, Direttore di Anatomia patologica all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Con il suo racconto, il dottor Gianatti ha trasportato il pubblico dal teatro Donizetti fin dentro le mura del suo ospedale, passando attraverso quattro porte. I presenti, in pochi minuti, si sono ritrovati nel marzo del 2020, quando nessuno sapeva nulla del COVID-19, ma Bergamo iniziava a contare i suoi morti. Gianatti, con la sua empatia, ha trasmesso il senso di inutilità e sgomento, misto a sofferenza e solitudine, che lo hanno attraversato nel primo periodo di pandemia. In sala il pubblico ha quasi sentito sulla sua pelle la sensazione di incertezza che lo ha accompagnato quando per la prima volta ha illustrato ai colleghi le sue scoperte sull’essenza della malattia. Fino al momento in cui la tensione si è sciolta e si è trasformata in condivisione dei risultati con i colleghi, suggellata da un applauso spontaneo che ha sottolineato, ancora una volta, l’importanza di comunicare e di interagire insieme per un obiettivo comune.

L’elogio della vita rurale di Karen Rosenkranz, Trend forecaster, che dal 2015 studia il fenomeno dei c.d. City Quitters: creativi che si spostano dai centri urbani alla campagna. Karen ha spiegato che questo fenomeno, che prima riguardava solo poche persone, per lo più anziani in pensione, oggi coinvolge sempre di più i professionisti della creatività: architetti, designer, artisti e anche persone al culmine della loro carriera. Naturalmente, questo cambiamento è stato accelerato dalla pandemia, periodo in cui abbiamo assistito alla diffusione del lavoro a distanza. Tre i temi condivisi da Karen che hanno illustrato il potenziale del rurale, inteso come luogo di pratica creativa sostenibile. Tutti e tre hanno a che fare con la connessione: con la natura, con le persone e con sé stessi. Molti anche gli esempi concreti raccontati da questa speaker che ha elencato i numerosi vantaggi che scaturiscono da questa inversione di tendenza. Uno di questi è il ripopolamento delle aree che soffrono di cali demografici e invecchiamento della popolazione. Inoltre, la migrazione inversa di persone che hanno affinato le proprie capacità professionali in città potrebbe creare nuovi posti di lavoro e prosperità economica nelle rurali. Infine, Karen si è dichiarata convinta che il rurale possa diventare un luogo in cui si crea cultura e prosperano le comunità, una sfera in cui il tradizionale e l’innovativo possono coesistere per plasmare un futuro entusiasmante.

La ricerca della felicità di Giuseppe Bertuccio D’angelo, reporter del progetto Happiness. Giuseppe con la sua allegria ha rapito il pubblico, specie quello più giovane, con il suo percorso di vita e le sue scelte che lo hanno portato a passare dalla “trappola-impegno” alla “trappola-opportunità”, in una continua ricerca di migliorare sé stesso. La prima “trappola-opportunità” che si è creato è stata la sfida del giro del mondo in 365 giorni. La seconda il progetto “Liminis” che in 365 giorni lo ha trasformato da “uomo medio” a “Ironman”, per superare il triathlon più duro al mondo. Il 15 settembre 2019 ha messo di nuovo lo zaino in spalla e ha affrontato la sua terza sfida di 365 giorni: cercare la ricetta della felicità con il progetto “Happiness”. Ci ha raccontato che oggi il suo obiettivo è vivere tante vite in una, attraverso l’incontro di persone e personaggi più disparati, alla ricerca continua della felicità. Scoperta per lui vuol dire imparare e imparare, conoscersi meglio, essere consapevoli di sé e di cosa ci dona serenità e ci rende davvero felici. Il suo mantra è che la felicità riguarda tutti, perché è l’unica cosa che conta.

L’economia spaziale di Valerio Cometti, ingegnere meccanico e designer che ci ha stupito svelandoci che le emozioni saranno il vero carburante dei viaggi nello spazio 2.0. Il suo discorso sottolinea i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni: la prima stagione spaziale è stata quella degli ingegneri, del perseguire una finalità scientifica, impiegando esclusivamente approcci e metodi rigorosi ed ingegneristici. Oggi ne stiamo vivendo una nuova, intensa stagione spaziale, fatta di investimenti ed ambizioni straordinari, che sarà quella delle emozioni. Si parla di turismo spaziale per normali cittadini, sebbene piuttosto benestanti! La sola progettazione di questi viaggi non può prescindere da nuovi strumenti culturali: le emozioni e la loro gestione diventano tanto importanti quanto il carburante da imbarcare ed il paracadute per rallentare l’ammaraggio. Secondo lui, lo Spazio, ambiente così ostile, ci insegnerà una volta di più l’importanza dell’empatia perché nello Spazio non si può prescindere dallo “Human Factor”, una scienza che impedisce di pensare ad una persona separatamente dall’ambiente che la circonda. È importante sapere che l’umanità sta entrando in una nuova stagione di costruzione di una “democrazia spaziale”. Lo Spazio è accanto a noi e comincia a parlare una lingua a noi tutti comprensibile, così straordinariamente vicino, così straordinariamente emozionante.

TEDxBergamo 2021

Emozioni, riflessioni, idee, ma anche leggerezza e risate hanno caratterizzato questa giornata e tra un talk e l’altro si sono avvicendate sul palco le due performance: la musica del gruppo Chiamamifaro che ha presentato tre brani tra cui “Bistrot”, e la comicità dell’attore bergamasco Omar Fantini con uno sketch dal titolo: “La natura ci odia”.

A rendere omaggio al Teatro Donizetti, alla sua bellezza e alla forza della città di Bergamo è stato proiettato in anteprima un cortometraggio. “D’incanto”, girato tra il 2020 e il 2021, è un viaggio ambientato dietro le quinte del cantiere del teatro, nei suoi luoghi più segreti e nei momenti che ne hanno segnato la storia.

La diretta streaming via web ha mandato in onda anche un’intervista ad uno speaker esclusivo: il professor Matteo Kalchschmidt dell’Università di Bergamo,  professore di Ingegneria Economico-Gestionale presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale, dell’Informazione e della Produzione, di cui è Direttore. Il tema è  stato incentrato sul flusso di dati che ha accompagnato la pandemia. Una costante attività di comunicazione sulla diffusione e sulle conseguenze del virus ha messo in evidenza la forza dei numeri nell’indirizzare decisioni politiche e dinamiche sociali.

Sul palco solo il red dot – il tappeto rosso a forma di punto – e una scenografia che interpreta in chiave visiva il concetto tema dell’edizione.

L’installazione, con tre contenitori crescenti a forma di X, simbolo distintivo di TEDx, richiama il ciclo evolutivo naturale: il passato, il presente e il futuro. Sulla superficie trasparente una proiezione di immagini con un gioco di luci e musica.

Lo stesso simbolo è stato proiettato anche su una delle porte più belle della città –  Porta San Giacomo – la sera precedente l’evento per suscitare la curiosità di chi non conosce ancora TEDx.

Ha presentato l’evento Luca Viscardi, conduttore radiofonico, giornalista e scrittore.

Il licenziatario Giorgio Ghisalberti ha ringraziato al termine il pubblico, le istituzioni, i patrocinatori, i sostenitori, i partner e il team grazie ai quali l’evento è stato possibile. Per lui sono le persone il vero ingrediente segreto e oltre trenta volontari sono saliti sul palco per raccogliere gli applausi insieme agli speaker e i coach.

TEDxBergamo è stato un evento Carbon Neutral: per neutralizzare i circa 4.000 kg di CO2 è stato sostenuto il progetto di tutela ambientale Lower Zambezi REDD+ Project, il cui obiettivo è quello di preservare la biodiversità di una riserva rimasta ancora intatta in Zambia.

Vuoi leggere Bergamonews senza pubblicità?
Iscriviti a Friends! la nuova Community di Bergamonews punto d’incontro tra lettori, redazione e realtà culturali e commerciali del territorio.
L'abbonamento annuale offre numerose opportunità, convenzioni e sconti con più di 120 Partner e il 10% della quota di iscrizione sarà devoluta in beneficenza.
Scopri di più, diventiamo Amici!
Più informazioni
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI