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Baraldi (Ponte nel Cuore): "Vogliamo tornare capoluogo dell'Isola, subito il centro d'interscambio" - BergamoNews
Verso il voto

Baraldi (Ponte nel Cuore): “Vogliamo tornare capoluogo dell’Isola, subito il centro d’interscambio”

L'ex sindaco torna alla carica con una nuova lista: "Servono incentivi per rilanciare il paese e la sua vitalità, sia per l'insediamento di negozi che per quello delle giovani coppie".

Ponte San Pietro. Sindaco dal 2011 al 2016 in quota Lega Nord, Valerio Achille Baraldi torna all’assalto della fascia tricolore con una nuova formazione civica.

Dopo essere uscito dal Carroccio e aver perso le elezioni di cinque anni fa con una lista che portava il suo nome, l’ex primo cittadino al termine di un quinquennio in minoranza si rituffa nella competizione come candidato di “Ponte nel Cuore”.

Baraldi, quale significato ha, innanzitutto, il cambio di denominazione della sua lista? 

Dopo la sconfitta del 2016 sono entrato in consiglio comunale come rappresentante della lista che portava il mio nome. Anche oggi rimango il riferimento dello schieramento, ma l’esperienza precedente è terminata e credo che oggi sia più giusto identificarci con il nostro essere molto legati al territorio.

Quale è stata la logica di costruzione della squadra?

Cinque anni fa finite le elezioni, la squadra era molto motivata ma per questioni di voti presi sono potuto entrare in consiglio solo io. Il nuovo schieramento è fatto di gente d’esperienza, di quella che solo chi sta tutti i giorni a contatto con i problemi quotidiani si può costruire. Tanto di cappello e massimo rispetto per chi nella propria lista si vanta di avere tanti laureati: noi siamo una lista popolare, gente pratica. Il comune può svoltare solo con gente che vive la quotidianità del paese e non sta chiusa nel palazzo. Abbiamo già definito alcuni ruoli chiave all’interno dell’amministrazione in caso di vittoria, ma tanto dipenderà dal numero di voti che prenderemo.

Ponte San Pietro è un territorio ampio e con tante esigenze: se dovesse sceglierne solo una, quale sarebbe la priorità del suo programma elettorale?

La priorità è far ripartire il centro di interscambio sulla Briantea, dove avevamo definito un centro rotaia-gomma: in tempi recenti è stata approvata la Ponte-Montello, vogliamo rilanciare questo progetto. Soffriamo di mancanza di parcheggi, con l’opportunità del doppio binario siamo interessati a rilanciare un centro di interscambio: l’area è privata, bisogna trovare un accordo col privato che noi in passato avevamo già. Poi, purtroppo, non abbiamo vinto le elezioni.  L’idea è quella di interagire con lui per realizzare dei parcheggi e un sottopassaggio per la stazione, liberando così piazza Dante e riqualificando l’intera zona. In cinque anni non è stato fatto nulla: la Provincia non si è mossa, attendiamo ancora la Regione e Ponte è rimasta ferma ad aspettare.

L’ultimo anno e mezzo ha messo in mostra ancora di più l’importanza delle politiche sociali: da questo punto di vista, e in particolare in riferimento agli aspetti sanitari, cosa prevede il vostro programma?

Sul sociale abbiamo purtroppo un grosso problema: la pandemia ha evidenziato e aggravato alcune situazioni. Il Comune ha dato alcuni contributi, ma ci sono ad esempio 25 appartamenti a Briolo che sono fermi e da riqualificare. Servirebbero alla gente in emergenza abitativa. Il Comune in questi anni purtroppo non ha fatto iniziative in questo senso, per rimetterli a disposizione. Vogliamo anche dare dei contributi per favorire l’inserimento in paese di giovani coppie, perché stiamo diventando un comune anziano. Infine anche un pensiero alle famiglie: vorremo creare uno ‘sportello donne’ per agevolare la voglia di maternità.

Per la fascia tricolore sfiderà il vice sindaco attuale Matteo Macoli e le minoranze unite rappresentate da Michele Facheris: nella competizione elettorale, c’è uno schieramento che teme più dell’altro? Se sì, perché?

Sono entrambi candidati capaci: Facheris ha esperienza, Macoli se l’è costruita negli ultimi anni. Ma sul territorio, alla fine, sono rimasto io. Inoltre rappresentano schieramenti comunque identificabili in partiti: noi siamo slegati da quella logica e corriamo solo per i nostri cittadini, senza ordini o imposizioni di nessuno.

Qualora tornasse sindaco, ha un sogno per Ponte San Pietro? Come la vorrebbe al termine dei cinque anni di mandato? 

La suggestione è quella di riportare il Comune a capoluogo dell’Isola, anche se non è facile perché come tutti i paesi della zona ha perso varie attività a partire dai negozi di vicinato. Noi vogliamo ridare energia al paese, con iniziative importanti e interventi specifici su Isolotto e centro di interscambio. Adesso Ponte è sempre centrale nell’Isola, ma rispetto al passato ha perso diversi insediamenti come la vecchia Asl e l’agenzia delle entrate. Dobbiamo riconquistare un po’ di vitalità. Se il paese non vive di commercio e negozi è in difficoltà. Il sogno è questo: restituire alla gente un paese dignitoso e che sia un riferimento.

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