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"Degrado, spaccio e spopolamento a Monterosso: assessore Gandi, intervenga" - BergamoNews
La lettera

“Degrado, spaccio e spopolamento a Monterosso: assessore Gandi, intervenga”

Patrizia Panarese, presidente del comitato "Monterosso Vivo", ha scritto all'assessore alla sicurezza: "Serve un incontro". Su alcuni temi, come la mancanza di servizi, il Comune aveva risposto dopo un'interrogazione della Lega

Patrizia Panarese, presidente del neonato comitato “Monterosso Vivo”, che racchiude gli abitanti del quartiere della parte nord della città di Bergamo, ha inviato una lettera all’assessore alla sicurezza e vice sindaco Sergio Gandi, per chiedere un incontro parlare dei problemi e dello spopolamento di Monterosso.

“Come presidente del neonato comitato “Monterosso Vivo” – scrive – mi sento in dovere di chiederle un incontro urgente in merito alla situazione del nostro quartiere che andrò a raccontarle in breve:

Il Comitato nasce da un gruppo di residenti storici del quartiere che da ormai diversi anni a questa parte hanno visto un vero e proprio “spegnimento” del quartiere.

Tutti i maggiori poli che sino a qualche anno fa portavano vitalità, movimento e serenità sono stati chiusi o spostati in altri quartieri. Possiamo dire, usando una frase che raccogliendo le firme in questi giorni ho riscontrato, che “a Monterosso non c’è più niente”.

Il tutto, gentile Assessore, con quello che comporta ormai da anni lo spopolare un quartiere rendendolo privo di vitalità: l’aumento di degrado e micro-criminalità . Mi sono stati segnalati diversi casi di furti negli ultimi mesi e il termine ‘sicurezza’ inizia a riecheggiare nelle vie del quartiere.

Per non parlare dello spaccio notturno che ci rende impossibile l’uscire con serenità la sera. Insomma un abbandono del quartiere che francamente, da residenti storici, non ci sentiamo di guardare inermi. Per questo motivo abbiamo costituito un comitato cittadino e raccolto delle firme per cercare di riunire una buona parte dei residenti che, attraverso la mia presidenza, vorrebbero avere un incontro con Lei per discutere di questi problemi”.

Il vicesindaco Gandi, sul tema – in particolare sulla mancanza di servizi – aveva già risposto ad un’interrogazione presentata dai leghisti Alberto Ribolla e Luisa Pecce che vi riproponiamo.

“Conosco la situazione evidenziata dai consiglieri e le aspettative dei residenti del quartiere, con i quali sul tema ho avuto varie occasioni per confrontarmi. Nel rispondere alle domande che vengono formulate cercherò anche di correggere alcune imprecisioni contenute nel testo dell’interrogazione.

-La chiusura dello sportello bancario del Monterosso è il puntuale esito di una generale politica degli istituti di credito, che su tutto il territorio nazionale vanno fortemente riducendo la propria presenza sul territorio a fronte della fortissima spinta alla digitalizzazione dei servizi bancari. L’interlocuzione che ho personalmente condotto tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 con l’azienda bancaria che era presente col proprio sportello in piazza Pacati, quando già se ne dava per certa e imminente la chiusura, ha consentito di mantenere la filiale in funzione per diversi mesi – e di questo si parlò col quartiere nel periodo elettorale – e l’apertura di un punto “Banca 5” presso la vicina tabaccheria, utile per rendere disponibili ai cittadini di Monterosso almeno una parte dei servizi normalmente erogati da uno sportello bancario.

 

-L’edicola di piazza Pacati è chiusa per scelta del titolare. Risulta che altri operatori abbiano manifestato l’interesse a rilevare l’attività, ma per ragioni che non è dato conoscere le loro proposte non hanno avuto esito. Il regolamento comunale prevede che, trascorso un anno dall’inizio dell’accertata inattività dell’edicola, la concessione decada e l’edicola debba essere smantellata. Il nostro orientamento è però volto a proporre al Consiglio comunale una modifica di quest’ultima previsione, così da consentire ad altri operatori – trascorsi i termini – di concorrere per l’assegnazione della concessione e di riaprire l’edicola (tra l’altro godendo della maggior flessibilità del formato, sia dal punto di vista dimensionale che merceologico, che il Consiglio comunale ha recentemente approvato attraverso un’ulteriore modifica del regolamento) con l’obiettivo di assicurare al quartiere la ripresa di un servizio che consideriamo di rilevanza anche sociale.

 

-Il tema dell’occupazione degli spazi commerciali al piano terra degli immobili ALER nella zona di piazza Pacati è stato a più riprese portato all’attenzione della Presidenza dell’ALER di Bergamo, anche con corrispondenza del 14 novembre 2019, suggerendo di “rivedere radicalmente il valore della locazione commerciale a Monterosso e in altri quartieri della città, per favorire la permanenza degli edifici commerciali – contrastando così la crescente desertificazione – e favorire anzi l’insediamento di nuove attività commerciali e artigianali”, come “scelta di grande valore sociale, oltremodo apprezzata dai cittadini”. Tale interlocuzione ha portato, nel 2020, a seguito della prima grave ondata della pandemia di Covid-19 e delle difficoltà a cui tutto il settore del commercio è andato incontro, ad una parziale riduzione dei canoni di locazione commerciale da parte di ALER Bergamo – così ci è stato comunicato dal Presidente – nella misura del 30% e per 18 mesi. Sarebbe però importante che tale riduzione potesse essere protratta e se possibile resa più incisiva. Ricordando che ALER è un’azienda di Regione Lombardia, un interessamento in quella sede da parte degli interroganti potrebbe risultare certamente utile.

 

-Riguardo allo spazio commerciale sito in via Galilei, ora chiuso, l’Amministrazione ha disposto attraverso un’ingiunzione della Polizia Locale, richiesta dall’Ufficio Ecologia, la rimozione della copertura in eternit – e l’operazione è iniziata alcuni giorni fa; mentre Aprica è intervenuta per assicurare la pulizia degli spazi esterni. La situazione di degrado e di mancanza di igiene segnalata dagli interroganti è invece stata oggetto di un sopralluogo da parte della Polizia Locale, riportato da un verbale e dall’allegata documentazione fotografica, che non ha rilevato elementi criticità sotto il profilo igienico-sanitario.

 

-Vengo quindi alla richiesta di poter disporre di un supermercato nel quartiere. Si tratta di un’istanza comune a diversi quartieri della città, privi di esercizi commerciali di questo tipo: oltre a Monterosso, Città Alta, Valtesse San Colombano, il Villaggio degli Sposi e Grumello al Piano. L’aspettativa dei cittadini è del tutto comprensibile e condivisa dall’Amministrazione, e tuttavia va ricordato che un supermercato è un punto vendita privato, la cui apertura è totalmente affidata alle scelte di operatori privati e alle dinamiche del mercato, che l’Amministrazione comunale non può in alcun modo surrogare. Nonostante questo, proprio perché si tratta di un’istanza fortemente condivisa, in qualità di Assessore al Commercio mi sono personalmente fatto carico di interessare diverse aziende operanti nel campo della grande distribuzione, accompagnandone i rappresentanti in sopralluoghi nei quartieri – a partire dal Monterosso – e fornendo loro tutte le informazioni utili ad argomentare l’utilità di aprire nuovi punti vendita in queste aree della città (a partire dai dati sulla composizione e sul profilo demografico di ogni quartiere). Alcune di queste interlocuzioni sono tuttora in corso e non mancherò quindi, auspicando che possano andare a buon fine, di riferirne tempestivamente i cittadini di Monterosso.

 

-Infine l’Ufficio Postale. Ciò che posso rispondere, a testimonianza del fattivo interessamento dell’Amministrazione, è che la sede di via Tremana era stata oggetto, sul finire del 2019, di una decisione di chiusura da parte della Direzione territoriale di Poste Italiane. Solo l’interessamento del Comune, che ho personalmente manifestato, ha consentito di scongiurare l’esecuzione del provvedimento e mantenere in funzione l’Ufficio Postale. Sono consapevole che il funzionamento ridotto a tre giorni la settimana – giustificato per un lungo periodo dall’emergenza Covid – sia motivo di disagio per i cittadini del quartiere. Tornerò quindi alla carica per cercare di ottenere il ritorno al pieno servizio.

 

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