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Doppia carriera: Governo, Crui e Coni promuovono la ricerca sugli studenti-atleti - BergamoNews
Sport e università

Doppia carriera: Governo, Crui e Coni promuovono la ricerca sugli studenti-atleti

Tavola rotonda operativa con la Sottosegretaria Valentina Vezzali: "Sport e formazione devono andare a braccetto". "Lo sport universitario è a disposizione di Università e istituzioni: assieme possiamo dare le opzioni giuste alle nuove generazioni" dice Antonio Dima

Roma. Nella sala “Andrea Moneta” della presidenza del Consiglio dei ministri a Roma, martedì 21 settembre, alla presenza della Sottosegretaria allo sport, Valentina Vezzali; di Salvatore Cuzzocrea, vice presidente Crui e rettore dell’Università Messina; Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università Bergamo; Riccardo Viola, presidente Coni Lazio; Stefano Bastianon, relatore della ricerca, docente Diritto dell’Unione europea a Bergamo; Stefano Belardinelli, presidente Cus Camerino; Antonio Dima e Pompeo Leone, presidente e segretario generale del Cusi, è stata presentata la ricerca “La Doppia carriera degli studenti-atleti nelle università italiane”. Il tema fotografa lo stato dell’arte delle norme a servizio e tutela delle studentesse e degli studenti agonisti e iscritti agli atenei. Promosso dalla presidenza del Cusi, lo studio è stato sposato dalle istituzioni.

Il messaggio del Cusi
“Non possiamo e non vogliamo mancare al tavolo dello sport universitario italiano” dice Antonio Dima. “Siamo attenti e consapevoli di quali siano i cambiamenti nel mondo dello sport. Il nostro ruolo è di totale disponibilità e attenzione alle esigenze degli atenei e delle altre istituzioni, con in testa le indicazioni del Governo e del Coni, è fondamentale per costruire un futuro più solido, con tutele speciali e il riconoscimento dei diritti delle studentesse e degli studenti che praticano attività sportive a livelli agonistici e qualitativi elevati” ha ribadito il presidente del Cusi. “Il futuro dei nostri giovani, una strada che passa dallo sport e dalla formazione avanzata. Questo studio esalta intenti di lavoro condivisi con i vari portatori di interesse. Siamo fiduciosi, sappiamo che i nostri giovani ci guardano. Hanno esigenze concrete e domande che necessitano di risposte”.

Linee guida sulla doppia carriera
“La ricerca fotografa l’attualità – spiega il professor Bastianon -. La Doppia carriera riguarda i mondi dell’educazione e dello sport ma anche la politica, l’economia, il lavoro, la sanità. Lo studente atleta affronta sfide, crisi, tensioni e momenti particolari. Tra gli argomenti da indagare, programmi, impegni, risultati agonistici degli studenti-atleti, coinvolgimento delle loro famiglie. E va capito quali siano i servizi offerti e quali invece sarebbero davvero utili. Inoltre, va approfondito quanto accade altrove in Europa. Anche se non ci sono modelli di Doppia carriera che possano essere impiantati ovunque, quel che hanno fatto Svezia, Svizzera e Australia è da studiare per cercare un adattamento ai nostri sistemi. Da qui, dovrebbero nascere le linee guida chieste dalla Commissione europea agli Stati membri: per ora hanno risposto solo gli svedesi. Il nostro modello – rilancia l’autore – è centrato sull’atleta, pur agevolandolo lo studente affronta fatiche e rinunce. La Commissione parla di condurre la carriera sportiva ed educativa senza sforzi irraggiungibili”.

Università di bergamo a roma

Il mantra della Crui e del Coni
“Il messaggio della doppia carriera è fondamentale per i nostri scenari”. Salvatore Cuzzocrea, vicepresidente della Crui, taglia corto: “Lo sport universitario, con regole, protagonisti, eventi e progetti, non esiste senza un’Università forte e credibile. Lo sport si fa grazie al Cusi e agli impianti sportivi messi a disposizioni dagli atenei. Penso si possa parlare anche di un punto di sviluppo e sicurezza per i nostri ragazzi. Ancor prima delle risorse finanziarie, dobbiamo ragionare insieme”. Dalla Crui al Coni. “Per l’obbligatorietà delle attività fisiche nella scuola primaria ringrazio la Sottosegretaria. Assieme dobbiamo enfatizzare desiderio e volontà per costruire un mondo sportivo e formativo migliore” spiega Riccardo Viola, presidente del Coni Lazio.

I videomessaggi dei campioni olimpici
Daniele Garozzo, argento a Tokyo 2020 nella scherma, studia Medicina a Tor Vergata ed è a quattro esami dalla laurea: “Il podio ha dietro fatica e sacrifici, allenamenti e rinunce. Ma è stato bellissimo”. Oro nel canottaggio in Giappone con Federica Cesarini, Valentina Rodini è laureata in Economia e corre per la magistrale all’Università di Modena e Reggio Emilia. “La nostra mentalità deve essere a prova di fatica: non è facile fare tutto. I protocolli di Doppia Carriera sono un grande passo avanti”.
Valentina Vezzali: tra esempio, passione e competenza. “Ringrazio il presidente Antonio Dima per avermi anticipato questo studio sulla Doppia carriera. Sono lieta di essere qui con voi per tracciare il futuro del sistema universitario e dello sport. Non c’è battaglia, né rivoluzione culturale che riguarda lo sport che non possa passare per l’Università. Ho detto in Parlamento – dice la Sottosegretaria Vezzali – che occorre intervenire per aumentare la possibilità per tutti gli studenti di poter fare pratica sportiva con incentivi ad hoc, centri e impianti in prossimità dei campus. Così si promuove aggregazione, inclusione e stili di vita attivi e sani”. E ancora. “Servono incentivi per chi va all’Università e vuole coltivare il sogno della carriera sportiva con i colori del nostro Paese. Va creato negli ambienti universitari un clima che consente di aumentare la consapevolezza della pratica sportiva. Nessuno, e lo dico per
esperienza personale, deve trovarsi nel dover scegliere se studiare o fare sport”.

Presidenti, docenti e rettori hanno colto il messaggio
“Occorre anche un cambio culturale anche dal corpo docente, alcune difficoltà le riscontriamo anche nelle scuole dell’obbligo. Sport e studio devono essere alleati e mai in contrapposizione, assieme determinano una società migliore. Ho potuto vivere il portare avanti la pratica sportiva e procedere con profitto a scuola. Sia chiaro – sottolinea Valentina Vezzali – lo sportivo non chiede scorciatoie ma vuole portare a termine il proprio percorso formativo. Sono felicissima dello studio sulla Doppia carriera. Ho ascoltato diversi rettori e ringrazio la Crui, assieme dobbiamo tracciare le linee guida da applicare su scala nazionale. Ricordo avversarie americane che, tra una gara e l’altra, si chiudevano in camera con i pc per sostenere gli esami. Ho sentito anche il presidente della Figc, Gabriele Gravina: il calcio è consapevole che tanti sognano la serie A ma non tutti riescono. Le federazioni sono sensibili alle aspettative di formazione dei loro atleti. In Italia siamo nella top ten per medagliati ma in Europa siamo quint’ultimi per praticanti sportivi. Ripeto, sport e scuola devono andare a braccetto. Un auspicio? Spero di poter inserire nella scuola primaria le scienze motorie. Oltre all’essere sportivi abbiamo il dovere di formare buoni cittadini”.

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