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Covid, Lorini: "In terapia intensiva troppi pazienti non vaccinati, per scelta o perché emarginati" - BergamoNews
Al papa giovanni

Covid, Lorini: “In terapia intensiva troppi pazienti non vaccinati, per scelta o perché emarginati”

Il direttore del Dipartimento di Emergenza urgenza e Area critica: "Se la campagna continua e le terze dosi ingranano, gli ospedali lombardi possono chiudere l'inverno destinando 150 al massimo 200 posti letto ai contagiati. Nella prima ondata eravamo a 1.450, nella seconda a 950. Sarebbe un buon risultato"

Bergamo. I pazienti Covid, all’ospedale Papa Giovanni, sono tornati da un pezzo. Sembra già lontano quel 13 luglio, giorno in cui la terapia intensiva era stata dichiarata per la prima volta “Covid free” nel 2021, tant’è che verso metà agosto si era già registrato qualche nuovo accesso.

“Nell’ultimo mese e mezzo abbiamo trattato circa 30 pazienti – fa sapere Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Emergenza urgenza e Area critica dell’ospedale bergamasco -. Troppi, quasi tutti non vaccinati per scelta. I restanti sono persone ai margini della società, che per diverse ragioni non hanno potuto accedere alla campagna vaccinale”. Ma rispetto ai no-vax sono sempre una minoranza.

“Distinguiamo – precisa Lorini -. C’è chi ha paura del vaccino, si lascia sopraffare dai dubbi ma non è  contrario a priori. E chi, invece, sceglie deliberatamente di non farlo per convizione. Ecco, di persone così ne ho viste arrivare tante in ospedale per poi abbondantemente, e tardivamente – sottolinea – pentirsi. ‘Come sono stato stupido’, mi dicono, oppure: ‘come ho fatto a credere a certe cose’…”.

Mercoledì 22 settembre al Papa Giovanni si contavano 39 pazienti Covid: 31 in degenza e 8 in terapia intensiva. “L’età e le caratteristiche cliniche dei pazienti non sono cambiate. La gravità della malattia è la sempre la stessa e riguarda soprattutto persone comprese tra i 45 e gli 80 anni di età. La stragrande maggioranza – rimarca Lorini – non vaccinate. Quasi tutte a dire il vero”.

Il medico del Papa Giovanni non se la sente di fare previsioni in vista dell’autunno e dell’inverno. “La mia speranza – si limita a commentare – è che se la gente continuerà a vaccinarsi e le terze dosi viaggiano su buoni ritmi, l’inverno possa chiudersi con 150-200 posti letto destinati a pazienti Covid negli ospedali lombardi. Nella prima ondata eravamo arrivati a 1.450, nella seconda a 950. Se chiudessimo a 200 sarebbe un buon risultato”.

Terza dose e vaccino antinfluenzale, quest’anno potrebbero essere somministrate insieme. “Magari bastano terza dose e mascherine – taglia corto Lorini -. Lo scorso inverno, l’influenza nessuno l’ha vista”.

Ma la luce in fondo al tunnel, quanto è vicina? “Il punto è che bisogna smetterla di guardare in casa propria. Il virus non interessa solo Bergamo, La Lombardia, l’Italia e l’Europa – conclude -. Questa è una battaglia che il mondo vince o perde insieme. Se i paesi ricchi si vaccinano, ma la gente continua ad avere relazioni con l’India, l’Africa o altri paesi dove non si vaccina, è difficile dire quando finirà”.

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