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Bergamo, fantoccio in tuta bianca fuori dal provveditorato, arriva la Digos - BergamoNews
Giovedì mattina

Bergamo, fantoccio in tuta bianca fuori dal provveditorato, arriva la Digos

Rimosso in pochi minuti dagli agenti, che ora proveranno a risalire ai responsabili per capire meglio le finalità del gesto

Bergamo. Un fantoccio bianco, abbigliato come un addetto alla sanificazione, è stato lasciato da ignoti al cancello principale dell’Ufficio Scolastico Provinciale di via Pradello 12.

È la sorpresa, poco gradita, che si sono trovati i dipendenti nella mattinata di giovedì 23 settembre: immediata la segnalazione alle autorità, con la Digos di Bergamo che in pochi minuti si è recata sul posto per verificare il fatto.

Al momento gli elementi a disposizioni sembrerebbero escludere il gesto intimidatorio: il manichino non aveva scritte particolari, se non alcune riconducibili alla professione del collaboratore scolastico, indossava una tuta bianca integrale e tutti i dispositivi di protezione individuale che ormai abbiamo imparato a conoscere.

Più semplice, invece, che si possa trattare di un segnale di protesta per le nuove normative vigenti che impongono alle scuole un’attenzione certosina sulle questioni sanitarie.

Qualche elemento in più probabilmente lo si potrà avere dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza dell’edificio, alcune delle quali puntano proprio in direzione dell’ingresso dell’ex provveditorato.

La dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Patrizia Graziani analizza con lucidità: “Non ci siamo lanciati in alcuna interpretazione, non ci siamo spaventati e non abbiamo vissuto il fatto come una intimidazione – spiega – Abbiamo avvisato la Digos perchè in ogni caso non è normale trovare un manichino all’ingresso e ci affidiamo al loro lavoro per comprendere meglio i contorni della vicenda”.

Di diverso tenore, invece, la posizione di Paola Manzullo, segretaria generale di Cisl Scuola Bergamo: “L’increscioso episodio avvenuto davanti all’ufficio scolastico di Bergamo è  da considerarsi di estrema gravità, in quanto teso a irridere quanti si sono adoperati per la riapertura della scuola. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine che stanno già lodevolmente operando perché siano trovati i responsabili e chiarite le motivazioni dell’atto. Da parte nostra non solo offriamo la massima solidarietà a tutto il mondo della scuola, ma lanciamo anche l’invito a non demordere dal proficuo lavoro teso a garantire l’istruzione in presenza, che costituisce l’unico vero motore per favorire lo sviluppo del capitale umano necessario a raccogliere la sfida dei nostri tempi”.

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