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Al donizetti

Lirica e prosa: anche il teatro va incontro ai ragazzi feriti nei legami dalla pandemia

La Fondazione Teatro Donizetti per le scuole. Accanto agli incontri con gli artisti, a prove aperte e spettacoli originali legati alla Stagione di Prosa e al festival Donizetti Opera, due progetti innovativi: “Opera WOW” e “Pulire il futuro”

Riapre le porte il Teatro Donizetti, rinnovato di recente, e con lui riparte la stagione dei progetti educativi organizzati della Fondazione, in collaborazione con ATS e con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo. Il programma da portare nelle scuole è stato presentato mercoledì, nella sala Tremaglia del Teatro Donizetti, durante la conferenza stampa coordinata da Massimo Boffelli, direttore della Fondazione Donizetti. Tanti i progetti elaborati, ma due i principali sui quali è stata posta l’attenzione sono: Opera Wow, per l’opera, e Pulire il futuro per la prosa. Proprio qui risiede la novità della stagione 2021-2022, che si aprirà ufficialmente il 28 settembre alle 11 al Donizetti con lo spettacolo Lucia Off: il settore della lirica e della prosa per la prima volta insieme per la formazione dei ragazzi. Per l’occasione sarà anche creato un unico ufficio scuole “con l’obiettivo – chiarisce Boffelli – di ottimizzare le risorse e semplificare la comunicazione con le scuole”.

A presentare Opera Wow sono stati Francesco Micheli, direttore artistico del festival Donizetti Opera e Francesca Corna, psicologa e psicoterapeuta, nonché responsabile scientifica del progetto. “Opera Wow – spiega quest’ultima – è nato da un dialogo fra il mondo della psicologia e quello dell’opera, con l’obiettivo di aiutare i ragazzi ad elaborare il vissuto difficile di questi diciotto mesi di pandemia”. E  aggiunge: “Abbiamo scelto la parola ‘wow’ nel titolo perché l’idea è che attraverso l’opera si possano stupire e meravigliare i ragazzi. Perché l’opera non è soltanto bellezza artistica ma anche sociale. L’opera può essere strumento di vera conoscenza di sé”.

lirica prosa giovani

 

Negli spettacoli verranno analizzate in particolare le figure di Lucia e Medea, due eroine ma allo stesso tempo due ragazze, che amano molto e soffrono molto, arrivando alla pazzia la prima e al rifugio nella violenza la seconda. Niente di meglio con cui confrontarsi, sostengono gli organizzatori, per aiutare i giovani a tirare fuori quanto di difficile hanno vissuto. Per il direttore artistico Micheli: “Si tratta di un progetto indispensabile. Spero che la vita dei ragazzi, che ha vissuto toni drammatici come quelli di una tragedia, possa avere un lieto fine come nella commedia”.

Pulire il futuro: la democrazia, il potere, la giustizia” è invece il progetto dedicato alla prosa. Il programma è articolato in tre spettacoli: Nel tempo che ci resta di César Brie, incentrato sulle figure di Falcone, Borsellino e Buscetta; Una notte sbagliata di Marco Baliani, sulla storia di un abuso di potere; ma soprattutto Con il vostro irridente silenzio di Fabrizio Gifuni, basato sulla figura di Aldo Moro e, come spiega Maria Grazia Panigada, direttore artistico della Stagione di prosa e Altri percorsi “sulla potenza della sua immagine e delle sue idee politiche, oscurate dagli eventi drammatici”. Panigada ricorda qual è lo scopo primario: “Innanzitutto dobbiamo ascoltare i ragazzi. Il mondo adulto ha il dovere di chiedere ai giovani come stanno attraversando i temi che viviamo“.

Responsabile scientifico di questo percorso è Ivo Lizzola, docente di Pedagogia Sociale all’Università degli Studi di Bergamo, che nel suo intervento ha offerto una prospettiva sugli obiettivi del lavoro che verrà svolto: “Bisogna che i giovani tornino a dare un senso al loro sentire e al loro pensare in relazione a quello che hanno passato. Bisogna andare al cuore di domande profondissime che per timore neanche si pongono”.

lirica prosa giovani

 

In questo senso figure chiave e caricate di grande responsabilità sono quelle degli insegnanti, che durante tutto il percorso proposto dalla Fondazione Donizetti saranno formati per accompagnare i ragazzi nel percorso di introspezione, offrendo loro strumenti di indagine interiore. Al centro del lavoro sullo spettacolo di Gifuni ci saranno quindi due temi, come annuncia il professore: “Il conflitto dei legami che deriva dalla distanza sociale causata dalla pandemia, e la capacità di creare legami positivi”. Lizzola si augura di coinvolgere attivamente i giovani, domandando loro azioni di responsabilità: “I ragazzi non vanno consolati, vanno ingaggiati in maniera esigente”. E il ricordo di Aldo Moro è decisivo proprio in quanto, conclude Lizzola: “La sua preoccupazione in quegli anni era di pulire il futuro”.

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