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Il bergamasco ossessionato da Caravaggio che ha portato l’artista alla BBC - BergamoNews
Per il 450esimo compleanno

Il bergamasco ossessionato da Caravaggio che ha portato l’artista alla BBC

Matteo Augello, originario di Caravaggio, è docente di studi culturali alla University of the Arts di Londra: domenica protagonista del programma radiofonico "Words and Music" dedicato a Michelangelo Merisi

Lui è un caravaggino ossessionato dal grande Caravaggio. E grazie a lui Michelangelo Merisi da Caravaggio ha conquistato la Bbc. In occasione del 450esimo anniversario della nascita, che cade il 29 settembre, infatti, la stazione Radio 3 del colosso britannico della comunicazione gli ha dedicato una puntata del programma radiofonico “Words and Music”.

L’episodio, andato in onda domenica scorsa, ha reso omaggio all’uso rivoluzionario che Caravaggio fece di luci e ombre presentando letture e composizioni ispirati a questi temi (La trasmissione è ascoltabile attraverso la piattaforma BBC Sounds cliccando su questo link).

Il programma è stato pensato in collaborazione con Matteo Augello, 32enne originario di Caravaggio e docente di studi culturali alla University of the Arts di Londra, da 10 anni residente nella capitale inglese: a lui il compito anche di interpretare il pittore lombardo, leggendo estratti di un processo contro Caravaggio i cui documenti sono preservati presso l’Archivio di Stato di Roma.

Durante l’episodio sono stati anche presentati in prima assoluta due composizioni ispirate alla musica dipinta nei quadri del Caravaggio, prodotti dal musicista bergamasco Jodi Pedrali.

Il primo pezzo è una rielaborazione di “Lassare il velo“, un poema di Petrarca che fu messo in musica nel Cinquecento da Francesco de Layolle, il cui madrigale è ritratto nel Suonatore di Liuto di Caravaggio, in esposizione al Metropolitan Museum of Art di New York.

Matteo Augello ha letto la sua inedita traduzione accompagnato da William Vitali, chitarrista classico appassionato di musica rinascimentale e barocca. La produzione di Pedrali sovrappone a voce e chitarra i suoni della campagna bergamasca di fine settembre, immaginandosi cosa ascoltò Michelangelo durante la sua infanzia.

Il secondo pezzo è una rielaborazione di “Icaro cadde qui”, un poema di Jacopo Sannazzaro, messo in musica da Pompeo Stabile.

Questo è l’ultimo madrigale ad essere decifrato tra gli spartiti dipinti dal Caravaggio, in questo caso ne I musici, il cui unico verso visibile è “ben può di sua ruina esser contento”, quasi una auto-sentenza dipinta dieci anni prima dell’inizio del suo declino.

Le distorsioni della chitarra elettrica di Vitali si mescolano ai sintetizzatori di Pedrali e alla declamazione di Augello per raccontare una delle storie più tragiche ma al contempo seducenti della mitologia greca.

Entrambi i pezzi faranno parte dello spettacolo “Da Caravaggio“, ideato e scritto da Matteo Augello, che debutterà in Italia nell’estate 2022 e poi inizierà una tournée internazionale, all’interno di festival teatrali.

“Da Caravaggio” si configura come un dialogo tra passato e presente, dove la vita del pittore viene evocata da suoni e luci, da parole e movimenti, da certezze e supposizioni.

La sonorizzazione è stata composta da Jodi Pedrali come un vero e proprio soundscape, una scenografia sonora che accompagna e guida la narrazione.

Lo spettacolo vedrà un susseguirsi di scene evocanti i temi chiave dell’opera caravaggesca, dalla natura alla religione, dall’amore alla violenza fino alla morte.

“La mia passione per Caravaggio inizia da piccolo, quando ero ancora alle elementari – racconta Augello – A Caravaggio avevano iniziato a fare eventi per il suo compleanno e ricordo una mostra meravigliosa nel chiostro di San Bernardino organizzata dalla Rai: si trattava di una struttura a teli con delle riproduzioni retroilluminate di alcuni suoi quadri. Una cosa che mi colpì molto. Poi il nome era già abbastanza famoso per me, sempre presente nel mio percorso scolastico, anche un po’ per quell’orgoglio locale che ci spinge a parlarne”.

La vera e propria ossessione per l’artista, però, nasce negli ultimi 10 anni: “Sono un grande appassionato di teatro, appuntamento per me settimanale – continua – E a Caravaggio sono sempre state riconosciute le qualità di regista e light designer. A spingermi sempre di più verso la sua figura sono stati poi studi personali e un gusto personale per il tardo Rinascimento e il Barocco. Infine, quattro anni fa ho iniziato a fare delle ‘Lectures’, a metà tra lezioni e spettacolo, nelle quali mi diverto a vestire i panni del personaggio che racconto. Con l’amico e collaboratore Jodi Pedrali abbiamo iniziato a sperimentare ed è nata la voglia di fare qualcosa su Caravaggio, data la forte presenza della musica nelle sue opere”.

A Londra quella di Caravaggio è un figura che piace molto: “La National Gallery ha tre opere molto belle, hanno anche fatto una mostra sull’artista e i suoi seguaci. Un artista ‘dannato’ che è molto popolare. Con la Bbc sono entrato in contatto tramite conoscenti: quando ho saputo che stavano cercando ricercatori in grado di raccontare, con sguardi inediti, temi artistici abbiamo trovato presto l’accordo. Sono rimasti molto soddisfatti da ciò che è andato in onda, sono rimasti colpiti dai nostri ‘pezzi’: quindi ci siamo lasciati con l’idea di riproporre un format simile anche su altri personaggi. Un’idea che ho proposto loro è stata quella di un Grand Tour dell’Italia parlando d’arte e usando musica e suoni ambientali per raccontarla. C’è tanto potenziale e da parte mia la voglia di fare da ambasciatore bergamasco nel mondo”.

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