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Comuni bergamaschi, continua a crescere la spesa sociale pro capite

In totale, la spesa sociale dei comuni bergamaschi è aumentata del 5.07% (quasi 6 milioni di euro)

Bergamo. La spesa sociale pro capite in provincia di Bergamo è aumentata di oltre 4 euro nell’ultimo anno censito (il 2019) rispetto a quello precedente. In totale, la spesa sociale dei comuni bergamaschi è aumentata del 5.07% (quasi 6 milioni di euro).

E questo, nonostante i trasferimenti siano calati di quasi 4 milioni di euro (il 2.28% in meno) mentre le entrate locali da tasse e imposte siano aumentate “solo” dell’1,14%. Insomma, la propensione sociale delle amministrazioni bergamasche continua virtuosamente a salire (il 16,1 % del totale delle uscite è destinato ai servizi sociali. Un anno prima era al 15,7). Nel complesso, i trasferimenti dalle Amministrazioni Centrali hanno raggiunto la quota di 148 milioni di euro, il 60% di quanto riconosciuto nel lontano 2010. Al costante calo dei trasferimenti centrali ha fatto riscontro come contrappeso una analoga crescita delle entrate locali, e che hanno riguardato 157 comuni orobici su 243.

Sono i dati numerici più significativi della tradizionale ricerca che il Dipartimento Welfare della Cisl di Bergamo compila annualmente nella rilevazione della spesa sociale dei comuni bergamaschi.

“Dai bilanci del 2019 emerge ancora la grande attenzione e sensibilità degli amministratori bergamaschi per rispondere ai bisogni sociali – sottolinea Mario Gatti, segretario Cisl di Bergamo
-, ma mette a nudo, di anno in anno, l’incremento della domanda di protezione sociale che ormai assume una dimensione inusuale, complessa e pluridimensionale, a seguito dell’esplosione dei
cambiamenti sociodemografici in atto, in primo luogo il processo di invecchiamento, la denatalità, l’impoverimento delle reti di supporto tradizionali… E stiamo analizzando i dati del 2019!”.

In un quadro di perduranti difficoltà, i rischi di tenuta degli attuali sistemi di protezione sociale si pongono con drammatica attualità in quanto potenzialmente incapaci di affrontare le sfide del prossimo futuro. Con queste riflessioni, dettate da una preoccupata attenzione sui tempi a venire, la Cisl si prepara al confronto con le Assemblee dei Sindaci in vista dell’appuntamento programmatorio dei Piani di Zona.

“Al confronto con gli amministratori, la Cisl si presenta con proposte che rientrano nell’alveo di una forte corresponsabilizzazione in continuità con lo spirito solidaristico e di partecipazione
comunitaria emerso durante la pandemia – insiste Gatti -. Il tema della “sostenibilità” diventa di interesse generale per garantire la certezza della piena cittadinanza. Ricordiamo, per esempio, il
recente Protocollo “Alleanza per la ripartenza” fra Anci Lombardia e OO.SS. in cui si cita, fra gli strumenti del sostegno ai nuovi impegni di spesa, la lotta al contrasto e recupero dell’evasione
fiscale tramite l’effettiva partecipazione dei Comuni all’accertamento tributario”.

A tal proposito, la Cisl condivide appieno il documento della conferenza dei sindaci, chiedendo che sia potenziato il ruolo delle amministrazioni comunali, e appoggia la richiesta di far slittare di
almeno un anno la sottoscrizione degli accordi di programma e dei piani di Zona 2021-2023.

Sul piano provinciale, dunque, la Cisl propone l’istituzione di luoghi deputati ad incrociare il pensiero e le risorse dei territori e degli attori sociali profit e no profit per dar vita a strategie
d’insieme, a politiche attive trasversali che proprio nella pluralità delle presenze e nella dimensione sovrazonale favoriscano la realizzazione di interventi non limitati a misure frammentate o di puro sostegno assistenziale.

Tra le politiche da ridisegnare, Cisl tramite la propria categoria dei pensionati, punta a inserire i temi delle RSA. “Qui sono necessari forti investimenti per ridefinirne il ruolo, verso la figura di nuovi presidi territoriali, integrati con gli altri servizi di assistenza sanitaria e socio-sanitaria – dice il segretario FNP, Roberto Corona. Queste strutture sono state molto penalizzate dalle difficoltà del sistema sanitario e ospedaliero. Diventa obbligatorio, oggi, ripensare l’insieme degli indicatori utilizzati in precedenza, recuperando anche le RSA all’interno della programmazione dei Piani di
Zona”.

La proposta indirizzata ai Sindaci si concretizza allora nell’idea di due percorsi organizzativi di sostegno alla povertà, al lavoro, alla genitorialità e alla famiglia tramite l’avvio di tavoli provinciali finalizzati all’attivazione di politiche attive per il lavoro (Patto per il Lavoro) e politiche di sostegno alla genitorialità (Patto per la Famiglia) dove far confluire le risorse materiali e immateriali di tutti i soggetti della rappresentanza provinciale, coinvolgendo in particolare la responsabilità sociale delle imprese.

“Insomma – conclude il sindacalista di via Carnovali – la Cisl è convinta che le impegnative sfide del futuro debbano essere affrontate, abbandonando le autoreferenzialità del passato, con un
maggior livello di collaborazione e di partecipazione che sole possono contrastare i rischi di una fragilità sociale e di una vulnerabilità economica ormai evidenti, perseguendo un livello di coesione
sociale delle nostre comunità”.

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