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Tinissima Quartet: "Con musica e live painting raccontiamo Zorro, mito senza tempo" - BergamoNews
L'intervista

Tinissima Quartet: “Con musica e live painting raccontiamo Zorro, mito senza tempo”

Tutto il mistero che ruota intorno a Zorro è stato perfettamente narrato dal Tinissima Quartet, progetto fondato dal sassofonista Francesco Bearzatti, sul palco del Teatro Sociale di Città alta nell’ultima giornata di Bergamo Jazz 2021

Affascinante, astuto, caparbio. È un fuorilegge che difende i più deboli da uomini corrotti e senza scrupoli. Per farlo è costretto ad agire di nascosto, usando un’altra identità. È così che Don Diego de la Vega è diventato Zorro, il leggendario cavaliere mascherato, che sfida i potenti senza mai sbagliare un colpo.

Tutto il mistero che ruota intorno alla figura di Zorro è stato perfettamente narrato dal Tinissima Quartet, progetto fondato dal sassofonista Francesco Bearzatti, sul palco del Teatro Sociale di Città alta nell’ultima giornata di Bergamo Jazz 2021.

Il gruppo (Francesco Bearzatti al sax tenore e clarinetto, Giovanni Falzone alla tromba, Danilo Gallo al basso elettrico, Zeno De Rossi alla batteria) ha proposto le musiche del loro ultimo album “Zorro”, ispirato alle gesta del personaggio immaginario di cinema, tv e fumetti. Special guest per la data bergamasca è stato un altro famoso guerriero mascherato: Davide Toffolo, fumettista e leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti, questa volta nei panni di live painter.

Da Vivaldi, a Sergej Prokof’ev, a Ennio Morricone e John Williams: dai grandi della composizione cinematografica e non abbiamo imparato che la musica da sola è in grado di narrare le avventure più belle. La musica, unita alla rappresentazione visiva dal vivo, diventa uno strumento dal potere eccezionale.

Quello di Bearzatti e compagnia è stato non un semplice concerto, ma uno spettacolo-sorpresa in compagnia del bandito più amato di tutti i tempi. La meraviglia è durata fino alla fine, quando una mascherina chirurgica nera, si è trasformata nella famigerata maschera di Zorro, simbolo universale di libertà contro ogni forma di oppressione e corruzione.

Francesco, come nasce il suo amore per Zorro?

Per lavoro mi trovo spesso a viaggiare. O almeno così era prima dell’inizio della pandemia. Qualche anno fa, di ritorno da Parigi, feci tappa in una libreria nell’aeroporto di Napoli. Tra gli scaffali c’era “Zorro”, il romanzo scritto dalla grande Isabelle Allende. Lo comprai e lo lessi in un baleno: fu amore. Oltretutto, nella versione della Allende, Zorro è per metà indios e per metà europeo, un aspetto, a mio avviso, significativo. Così è nato il nostro ultimo album.

Tinissima Quartet Bergamo Jazz 2021 (Foto Rossetti)

 

Davide, in questo progetto veste i panni del live painter. Qual è il potere di musica e arte visiva insieme?

Il live painting è simile al jazz: una specie di improvvisazione su un canovaccio preesistente. Ho fatto i primi esperimenti di questa arte con i Ragazzi Morti in uno spettacolo dedicato alla viota di Pasolini. Quelli di suono e disegno è un incontro felice. Bisogna essere spregiudicati per renderlo possibile.

Francesco, come i personaggi sono raccontati in musica?

Ogni strumento esplica le caratteristiche principali del personaggio. Ad esempio, il dolce canto della tromba racconta il personaggio di Lolita, innamorata del cavaliere mascherato. Bernardo, l’aiutante tuttofare di Zorro sempre indaffarato, non poteva che essere raccontato con il frenetico free jazz. Alla figura del sergente Garcia, l’uomo di legge goffo e pacioccone è abbinata una musica claudicante, mentre Tornado, lo stallone nero di Zorro è rock/punk quasi aggressivo.

Quale musica si addice a Zorro?

F: Una musica di vittoria e trionfo perché Zorro è un personaggio di fiction che vince sempre. Nella realtà purtroppo non accade sempre così. Spesso donne e uomini “scomodi” vengono oppressi dai poteri forti. Con la musica li riscattiamo.

Tinissima Quartet Bergamo Jazz 2021 (Foto Rossetti)

 

Quali altri personaggi “scomodo” vi piacerebbe raccontare in musica?

F: Mi piacerebbe ma non lo farò, non nell’immediato. Racconterei Pier Paolo Pasolini, che fu anche professore di mio padre. È stato un intellettuale, regista, poeta profondo e forse, anche per questo, scomodo per molti.

D: Se Zorro fosse una persona reale avrebbe molto lavoro da fare oggi. Non so quale altro personaggio scomodo potremmo raccontare in queste modalità, però sono convinto di una cosa: tutti siamo un po’ Zorro e io sono un esempio vivente di questo. Con la mia maschera faccio ciò che non riuscirei a fare senza indossarla.

 

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