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La Gilda delle Arti compie 15 anni e debutta con lo spettacolo “Casa di Bambola” - BergamoNews
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La Gilda delle Arti compie 15 anni e debutta con lo spettacolo “Casa di Bambola” fotogallery

Verrà proposto per tre serate, da venerdì 1 a domenica 3 ottobre, al Gavazzeni. E gli amici di Friends! domenica potranno usufruire di biglietti ridotti

La Gilda delle Arti apre una nuova prospettiva nella sua produzione teatrale. In occasione del 15esimo anniversario di fondazione, porta in scena un nuovo spettacolo che tratta argomenti particolarmente delicati come la condizione femminile, la violenza domestica e il vero significato di amare.

Si tratta di “Casa di bambola”, di Henrik Ibsen, che verrà proposto per tre serate – venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 ottobre – alle 21 al teatro Gavazzeni, a Seriate in via Marconi, 40. E per l’esibizione di domenica gli amici di Friends! potranno usufruire di biglietti ridotti: per prenotarsi basta inviare un’e-mail a info@lagildadellearti.it indicando nome e cognome, cellulare e screenshot dell’iscrizione a Friends! entro le 13 di venerdì 24 settembre. I posti ridotti sono limitati e verranno assegnati in base all’ordine di arrivo delle richieste; si richiede pagamento anticipato del biglietto secondo le modalità che verranno comunicate successivamente. Il biglietto non potrà essere rimborsato.

“Casa di Bambola è per noi una grande sfida – affermano Miriam Ghezzi e Nicola Armanni, rispettivamente regista e direttore della compagnia. “Una grande struttura drammaturgica, sentimenti che vanno sulle montagne russe, personaggi così assurdi da risultare perfettamente credibili… e, non ultimo, una profonda riflessione sul ruolo della donna, sull’educazione gender, sul senso dei legami affettivi e familiari”.

Non è il primo testo di letteratura teatrale che La Gilda delle Arti – Teatro Bergamo mette in scena: dall’Avaro di Moliere, a “Molto rumore per nulla di Shakespeare”, da “Il Servitore di due padroni”, “La famiglia dell’antiquario” e “La Locandiera” di Goldoni, tuttavia, il passo è lungo: non più le atmosfere giocose della commedia, ma i toni duri del dramma di fine Ottocento; non più i personaggi stilizzati della Commedia dell’Arte o i monologhi lirici del teatro vittoriano, ma i temi duri e pesanti dei copioni che segnano l’avvento dell’arte contemporanea. “Mettere in scena Ibsen significa avere il privilegio di lavorare su un pilastro della letteratura teatrale, come amiamo fare con gran parte dei copioni che hanno segnato la nostra produzione; ma vuol dire anche dare un segno forte di discontinuità: abbandoniamo i personaggi mascherati le macchiette di Molière per scavare nel mondo interiore delle paure e delle illusioni e abbandoniamo le riduzioni di un’ora e mezza per assaporare il gusto di un’opera completa”.

Questo lavoro, scritto nel 1879, affronta tematiche estremamente attuali: dentro a un matrimonio che appare perfetto si scoprono, battuta dopo battuta, problemi profondi non risolti, come l’accettazione dei ruoli dei coniugi imposti dalla società, il significato conferito alla convivenza e alla maternità o il sovrapporsi dell’amore ideale con quello reale. E così, nello scenario idilliaco delle feste di Natale, vissute in famiglia dopo un lungo periodo di difficoltà economiche e di salute, si svelano tutti i piccoli e grandi segreti di casa Helmer, in un’atmosfera che a ogni atto diviene sempre meno festosa e più cupa: è inevitabile essere trascinati nel vortice degli eventi e del finale, ed è più che legittimo domandarsi se la conclusione scritta da Ibsen sia da lodare o da condannare.

Sin dalle prime battute del dramma, l’impressione che si ha della protagonista femminile, Nora, è quella di una donna che si comporta come una bambina capricciosa che gioca, si diverte tutto il giorno e si arrabbia per futili motivi, come quando il marito Torvald le proibisce di mangiare dolci. Nora è ricattata da Krogstad a causa di un prestito e di una firma falsa, e ogni sforzo di Nora è volto a risolvere la questione senza coinvolgere suo marito: a tutto sarebbe disposta, persino al suicidio, piuttosto di far pesare su Torvald il disonore di un processo penale. Sotto sotto, però, forse la protagonista desidera che il marito scopra i sacrifici segreti da lei affrontati per salvare la famiglia dalla rovina, e continua a chiamare il momento della fatidica rivelazione dei fatti (e le sue conseguenze) “la cosa meravigliosa”.

Malgrado gli sforzi per tenere tutto nascosto, un’intricata concatenazione di eventi, un’amica d’infanzia che viene a conoscenza dei fatti e la morte di un amico di famiglia inducono Nora a gettare la maschera. La reazione di suo marito, però, non è all’altezza delle aspettative…
Per assistere allo spettacolo è obbligatoria la prenotazione: i dati verranno conservati per 14 giorni come previsto dalle normative anti-Covid. In sala è obbligatorio indossare la mascherina e mantenere il distanziamento: l’assembramento non è consentito e il green pass è obbligatorio.

Per avere ulteriori informazioni telefonare al numero 3460911169.

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