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La terza giornata di Bergamo Jazz, un viaggio nel tempo dal passato al futuro della musica black - BergamoNews
La rassegna

La terza giornata di Bergamo Jazz, un viaggio nel tempo dal passato al futuro della musica black

La serata si è conclusa con il ritorno a casa di Dave Douglas, celebre trombettista, direttore artistico di Bergamo Jazz nelle passate edizioni, in felice compagnia di Francesco D’Andrea

Passato, presente e futuro. La terza giornata di Bergamo Jazz Festival, la rassegna dedicata alla black music promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti, si è servita di una macchina del tempo ben collaudata, la musica, per attraversare millenni di musica.

La mattina di sabato 18 settembre è iniziata alla GAMeC di Bergamo con Paolo Angeli, visionario strumentista, e la sua chitarra sarda, uno strumento “orchestra” da lui inventato capace di stregare persino il leggendario chitarrista Pat Metheny, che ne ha richiesto una copia esatta.

Con Angeli si viaggia nello spazio e nel tempo: dai cori sardi, eredità di una tradizione millenaria, al flamenco latino, all’alternative rock inglese dei Radiohead. Sperimentazione e tradizione uniti a nozze da un amore senza fine: senza ombra di dubbio il concerto di Paolo Angeli rimarrà la “chicca” dell’edizione 2021 di Bergamo Jazz.

Nel pomeriggio l’Auditorium Piazza della Libertà ha portato in città il trio Hobby Horse, un’esplosione di energia per tutti gli appassionati di musica prog. Immersi in atmosfere quasi ipnotiche e misteriose, Stefano Tamborrino (batteria), Dan Kinzelman (sax) e Joe Rehmer (basso) hanno surfato tra le onde di una musica in tempesta. Dalla slam poetry all’hip hop, dalla bassa nova alla psichidelia, dal prog rock alla techno: la musica di Hobby Horse è un incontro imprevedibile tra stili e linguaggi diversi.

Sul palco del Dieci10 è andato in scena il presente e il futuro prossimo del jazz di qualità. Francesca Remigi, talentuosa batterista e compositrice originaria di Albino, si è esibita con il suo quartetto di cui è leader. Al suo fianco Federico Calcagno (clarinetto basso), Stefano Zambon (contrabbasso) e Filippo Rinaldo (alla tastiera). Nella musica di Francesca Remigi si percepisce un potente rigore espressivo valorizzato da influenza differenti, come la musica della tradizione carnatica indiana, la l’elettronica, il prog rock. Già considerata non solo in Italia, ma anche all’estero, uno dei giovani talenti jazzistici da tenere in considerazione, sta per diventare uno dei nuovi volti di rilievo del jazz italiano nel mondo.

La serata si è conclusa con il ritorno a casa di Dave Douglas, celebre trombettista, direttore artistico di Bergamo Jazz nelle passate edizioni, in felice compagnia di Francesco D’Andrea, “maestro dei maestri del jazz”, come definito da Maria Pia De Vito, attuale direttrice artistica della rassegna. Insieme ai due big, la contrabbassista Federica Michisanti – voluta con sé da Douglas stesso dopo averne apprezzato il talento proprio a BG Jazz, e il batterista Dan Weiss: è stata un’intesa vincente a suon di improvvisazione.

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