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Gli 80 anni di Umberto Bossi, lontano dall'arena politica - BergamoNews
Il personaggio

Gli 80 anni di Umberto Bossi, lontano dall’arena politica

Lontano dall'arena politica e dalla ribalta, Umberto Bossi, il senatur, domenica 19 settembre compie 80 anni

Trascorrerà in famiglia a Gemonio, sua dimora da molti anni, il suo ottantesimo compleanno.

Lui, Umberto Bossi, nato il 19 settembre a Cassano Magnago, l’uomo che ha saputo incarnare quel sentimento autonomista che era ed è ancora nell’anima di molti leghisti, di quelli che con un po’ di follia hanno seguito il Bossi il visionario.

Un animale politico che sapeva vedere oltre, che leggeva la politica prima ancora che qualcuno potesse scriverla.

Umberto, colpito dalla malattia, ha sempre avuto la lucidità di pensiero. Lui con il suo amato sigaro lo abbiamo conosciuto e visto in abiti diversi, dalla canottiera in Sardegna alla giacca e cravatta da Ministro delle riforme.

Umberto Bossi ha incarnato quel senso di appartenenza dei popoli del Nord creando prima la Lega Lombarda poi la Lega Nord.

Eletto per la prima volta in Senato nel 1987 quando ancora scorrazzava in lungo in largo per tuti i paesi della Lombardia con quei quattro fogli che erano “Lombardia Autonomista”.

Lo hanno snobbato prima e temuto dopo, lo hanno denigrato durante la sua malattia, ma lui Umberto non ha mai mollato.

Certo la Lega di oggi è molto diversa dalla sua, quella Lega che chiedeva autonomia per le Regioni, che lottava con un sistema di Stato centralista, Umberto Bossi con il suo Alberto da Giussano, con l’avversione all’inno di Mameli, con il Va Pensiero di Giuseppe Verdi preso come quella musica che voleva fare da collante del sentimento dei Popoli padani.

Umberto Bossi fu il primo che parlò di Europa dei Popoli, in tempi non sospetti vedeva nella moneta unica europea quel modo di omologare un’Europa distante dalla gente e vicina alle lobbies ed ai poteri degli Stati. Sembrerà un paradosso, ma Umberto Bossi è stato un convinto europeista di quell’Europa che voleva fosse del Popoli e non degli Stati.

Al dì là delle posizioni politiche, al di là di quelle gestualità talvolta irriverenti, scremando pure quella parte talvolta fatta di riti coreografici, Bossi ha cambiato la politica italiana, ha cercato di cambiare un sistema di Stato che era sempre più lontano dalla gente.

Umberto Bossi ha pagato caro la sua malattia e non solo fisicamente, nessuno è immune da errori, ma quel che è certo che la politica non lo ha arricchito, sicuramente possiamo dire che è stato il contrario.

Il Leone ruggisce ancora e non bisogna essere nostalgici a tutti i costi per sentirci federalisti.

*Roberto Pedretti, già consigliere regionale della Lega Lombarda

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