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Prof ucciso e bruciato, l'operaio della fattoria racconta di un litigio con un coinquilino - BergamoNews
L'omicidio di entratico

Prof ucciso e bruciato, l’operaio della fattoria racconta di un litigio con un coinquilino

Pal Surinder Pal, 56enne indiano in carcere con l'accusa di aver ammazzato Cosimo Errico alla Cascina dei fiori, ha raccontato la sua verità in una lettera

Bergamo. Ha scelto di non parlare in aula ma ha scritto la sua verità in una lettera. Pal Surinder Pal, 56enne indiano in carcere con l’accusa di aver ucciso e dato alle fiamme il 3 ottobre 2018 il professore Cosimo Errico alla Cascina dei Fiori di Entratico dove lavorava, nell’udienza di venerdì (17 settembre) con una missiva ha cercato di spiegare in particolare l’intercettazione in cui parla con Mandip Singh, suo coinquilino e collega di 39 anni, accusato di averlo coperto.

Il riferimento è al dialogo al ritorno in bus dalla caserma di Bergamo, dove i carabinieri avevano mostrato loro la foto di una scarpa Carrera mai ritrovata ma la cui impronta è stata rinvenuta sul luogo dell’omicidio, la stessa fattoria didattica di Entratico. Pal prima si chiede come abbiano fatto a trovala e poi parla di un diverbio.

Secondo il pm Carmen Santoro si riferisce proprio a uno screzio con la vittima, dal quale sarebbero scaturite le 23 coltellate inferte al docente, che era sposato e aveva un figlio. Nel suo scritto nel dialetto regionale della sua regione dell’India, riportato alla Corte presieduta da giudice Giovanni Petillo da un traduttore, l’imputato coinvolge un’altra persona, un certo Nider. Quest’ultimo avrebbe convissuto per un certo periodo con i due e il litigio, secondo l’imputato, sarebbe avvenuto proprio con lui.

“Non ho ucciso il mio capo, non ne avevo motivo – le parole scritte da Pal, difeso dagli avvocati Michele Agazzi e Davide Mancusi – . Avevo bisogno di lavorare per vivere e uccidendolo non avrei più potuto farlo. Quella lite c’è stata con Nider, una persona che abitava con noi e che non pagava l’affitto”.

Interpellato dal giudice per avere maggiori delucidazioni a riguardo, il 56enne, seduto in prima fila, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il processo, che si basa solo su indizi visto che non è stata trovata nemmeno l’arma, è stato aggiornato al prossimo 11 ottobre per le audizioni degli ultimi testimoni, mentre il 15 dovrebbe essere pronunciata la sentenza.

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