L'intervista

Torna Bergamo Jazz. Maria Pia De Vito: “La perseveranza ha salvato il festival” video

L’attesa ora è finita e il merito va sicuramente a tutta la squadra capitanata da Maria Pia De Vito, direttrice artistica della rassegna

Bergamo. La comunità di amanti del jazz, bergamaschi o no, lo stava aspettando da due anni. Bergamo Jazz, la rassegna dedicata alla black music promossa dalla fondazione Teatro Donizetti, torna in città e ci rimarrà fino al 19 settembre.

Due lune senza uno dei festival più seguiti della città sono sembrate secoli, nell’arco dei quali il mondo è stato stravolto. L’attesa ora è finita e il merito va sicuramente a tutta la squadra capitanata da Maria Pia De Vito, direttrice artistica della rassegna.

Era la primavera 2019 quando la cantante partenopea veniva presentata alla community di Bergamo Jazz. A darle il testimone fu Dave Douglas, celebre trombettista, direttore artistico delle passate edizioni. “Difenderò la legacy, l’eredità della musica jazz”, disse la De Vito dal palco del PalaCreberg di Bergamo. Poche parole che hanno rilevato l’anima forte e il cuore perseverante della nuova direttrice artistica.

Il restauro del teatro Donizetti, la pandemia, le incertezze. Molte sono le difficoltà che il festival – come tutto il mondo della musica – ha dovuto affrontare. Anche nei giorni immediatamente precedenti al debutto, Maria Pia De Vito e il suo staff hanno dovuto superare un’ulteriore incombenza. Nella notte tra lunedì 13 e martedì 14 settembre la comunicazione del management Music World International di Boston di Kurt Elling, seguita da una mail ufficiale di conferma. L’artista Kurt Elling, il re del vocal jazz vincitore di due Grammy, non sarà presente al festival. Come specificato dal management, “le attuali preoccupazioni e incertezze dovute al persistere della pandemia di Covid 19 negli Stati Uniti impediscono di intraprendere il viaggio verso l’Europa”. L’artista e il suo staff preferiscono non viaggiare all’estero.

La perseveranza ha avuto la meglio su tutti. In meno di ventiquattro ore è stato trovato un programma alternativo di pari valore artistico di quello sostituito: sarà la Lydian Sound Orchestra, con ospiti David Murray e Hamid Drake, a salire sul palco del Donizetti nella serata di venerdì 17 settembre.

Il festival resiste anche alle attuali condizioni, che, sempre a causa della pandemia, consentono una capienza del 50% dei posti disponibili in teatro. “Con l’arrivo del green pass, molti paesi hanno ripreso a fare musica dal vivo in sicurezza – ha affermato Maria Pia De vito – È tempo che le nostre Istituzioni prendano delle decisioni per la sopravvivenza di tutti i festival”. Un accorato appello, condiviso da Massimo Boffelli e Giorgio Berta, rispettivamente direttore generale e presidente della Fondazione Teatro Donizetti.

All’alto livello artistico dei big ospiti della rassegna si aggiunge il valore delle nuove proposte di Scintille di Jazz, lo spazio d’eccellenza dedicato alle stelle nascenti del jazz italiano, che quest’anno vede tre giovani donne, Beatrice Arrigoni, Francesca Remigi e Anais Drago, a capo di tre formazioni.

La ciliegina sulla torta dell’edizione 2021 è rappresentata dal concerto, per la prima volta fuori dalla città, del NRG Brigdes, il trio di clarinetti formato da Gianluigi Trovesi, Andrea e Adalberto Ferrari. Il “gioiellino di composizione ed esecuzione”, come definito da Maria Pia De Vito, si esibirà domenica 19 in una location unica: la Sorgente Nossana a Ponte Nossa. Acqua e musica, insieme, per celebrare il ritorno alla vita in un territorio, quello della Val Seriana, fortemente colpito dall’emergenza sanitaria.

Bergamo Jazz torna a casa anche grazie al lavoro incessante di chi non si è mai fermato di fronte alle difficoltà. La perseveranza sarà la legacy, l’eredità, di Bergamo Jazz Festival 2021.

QUI IL PROGRAMMA 

 

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