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Inchiesta Covid e mancata zona rossa: i familiari delle vittime tornano all'attacco - BergamoNews
Bergamo

Inchiesta Covid e mancata zona rossa: i familiari delle vittime tornano all’attacco

Attraverso l'avvocato Consuelo Locati, legale del gruppo formato da 500 parenti, sono stati presentati due accessi agli atti che riguardano Bergamo e la Lombardia

Bergamo. I familiari delle vittime del Covid tornano all’attacco. Attraverso l’avvocato Consuelo Locati, legale del gruppo formato da 500 parenti, sono stati presentati due accessi agli atti che riguardano Bergamo e la Lombardia. Eccone i testi:

Nell’ambito delle indagini difensive connesse con il procedimento penale pendente della Procura di Bergamo e la causa civile al Tribunale di Roma, quale rappresentante e procuratrice di circa 500 familiari delle vittime considerato che in forza di quanto dichiarato dall’onorevole Daniele Belotti e riportato in un articolo de “il Giornale” in data 13 giugno 2020, secondo cui “all’inizio del mese di marzo 2020 il sindaco (di Bergamo) ha ricevuto richieste da singoli imprenditori e/o associazioni di categoria perché intercedesse al governo nazionale o ai parlamentari del suo schieramento politico al fine di dissuadere l’istituzione della zona rossa di Alzano e Nembro”, si propone l’accesso agli atti al fine di chiedere tutta la documentazione e gli atti ufficiali connessi e/o conseguenti e/o consequenziali delle sopra richiamate interlocuzioni tra il comune di Bergamo, nella persona del sindaco e/o suoi delegati e/o incaricati, e gli imprenditori singoli e/o associazioni di categoria.

Nell’ambito delle indagini difensive connesse con il procedimento penale pendente della Procura di Bergamo e la causa civile al Tribunale di Roma, quale rappresentante di circa 500 familiari delle vittime, considerato l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri di maggioranza nella seduta del 5 luglio 2021 per una presunta rivelazione alla stampa di parte del contenuto dell’intervento dell’avvocato Locati. Lette le dichiarazioni del Presidente Girelli il quale ha dichiarato che nessun consigliere si è reso responsabile di tale rivelazione. Ciò considerato si chiede la produzione di ogni atto di indagine ufficiale esperita all’uopo dalla Commissione d’inchiesta di Regione Lombardia che confermi le suddette dichiarazioni.

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