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Il Mantello di Arlecchino si stende su Bergamo: arte e cultura dai quartieri per la rinascita - BergamoNews
L'iniziativa

Il Mantello di Arlecchino si stende su Bergamo: arte e cultura dai quartieri per la rinascita

Pezzi di stoffa persi e ritrovati, adattati in forme inaspettate e ricuciti rivestono Arlecchino, simbolo di una cittadinanza defraudata dalla tragedia del Coronavirus, ma in grado di ritrovare la propria identità e una nuova linfa grazie alla paziente tessitura di rapporti sociali e culturali forzatamente interrotti.

È stato presentato venerdì 17 settembre il progetto artistico “Il Mantello di Arlecchino, dalla circonferenza al centro”, ideato dal Teatro Tascabile di Bergamo, in condivisione  con HG80 impresa sociale e con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo.

Il progetto è stato finanziato per il 75% dal bando “Per la cultura” promosso dalla Fondazione Cariplo e dal 25% dal Comune di Bergamo, per un totale di 175 mila euro.

Alla conferenza erano presenti l’Assessora alla Cultura Nadia Ghisalberti; l’Assessore alla Partecipazione e Reti sociali Giacomo Angeloni; Gianpietro Benigni, Componente della Commissione Centrale di Beneficenza per la Provincia di Bergamo, Fondazione Cariplo; Tiziana Barbiero, TTB Teatro tascabile di Bergamo – Accademia delle Forme Sceniche; Paolo Castelli, HG80 impresa sociale.

Come sottolineato da Gianpietro Benigni, Fondazione Cariplo, l’obiettivo del progetto culturale “è perfettamente allineato agli obiettivi strategici che Fondazione Cariplo ha fissato nel processo di rilancio della cultura entrata in sofferenza a seguito della pandemia”.

Il progetto si pone l’obiettivo di interagire con le molteplici realtà sociali e culturali cittadine, pesantemente danneggiate dalla drammatica esperienza della pandemia da Covid, attivando una rielaborazione collettiva di quei mesi drammatici e stimolando fra i cittadini nuovi relazioni e legami solidali.

Come spiega Tiziana Barbiero (Teatro Tascabile di Bergamo), Il Mantello di Arlecchino fa riferimento al suo abito, “che è cucito con pezzette di stoffa certamente multicolorate ma che possiamo immaginare, o forse auspicare, anche multiculturali. Una miscela di stoffe e colori che è frutto di incroci di storie, di culture, lingue e saperi, di mescolanze ma anche di strappi dolorosi e di nuove cuciture. Il Mantello di Arlecchino si pone l’obiettivo di dare voce ad un territorio ferito, per ricucire rapporti che si sono interrotti, per trasformare il dolore causato dalla pandemia in energia vitale e collettiva”.

Il Mantello di Arlecchino è stato favorevolmente accolto e fortemente sostenuto dal Comune di Bergamo perché in linea con la missione di portare la cultura nei quartieri. Come evidenzia l’assessora alla Cultura, “il nostro obiettivo è che ci possa essere anche una proposta culturale di prossimità dove la gente vive”.

Continua Nadia Ghisalberti: “Ci si avvicina a Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023 con un approccio che ci porta a non polarizzare gli eventi solo nel centro ma anche in luoghi più periferici della città”.

Il Mantello di Arlecchino accetta la sfida, che fa propria. Dalla circonferenza al centro, per dare visibilità alle realtà culturali decentrate.

I quartieri individuati sono due: Colognola e Valtesse-Valverde-Sant’Antonio.

La scelta, che ha coinvolto tutti gli operatori di quartiere, è stata quella di optare per due quartieri e due reti completamente diversi da loro, una più strutturata e una un po’ più giovane, con l’obiettivo di farla crescere. Inoltre, la prospettiva è quella di un progetto sperimentale che il Comune si auspica possa evolversi anche in futuro.

I soggetti all’opera sono il Teatro Tascabile di Bergamo, il Teatro Due Mondi, HG80 impresa sociale, il Servizio Reti e gli artisti locali.

Tiziana Barbiero entra nel vivo del progetto. Nel concreto, gli artisti faranno leva sul concetto di partecipazione e di baratto tra culture. Con l’obiettivo di creare un percorso artistico creativo condiviso che termina con una festa: gli artisti coinvolti si presentano con il loro lavoro professionale e in cambio la comunità risponde con ciò che culturalmente possiede (musica, canto , hobby, mestieri, sport), in uno spettacolo collettivo sia nei luoghi dei quartieri, sia presso il Monastero del Carmine, perfetto luogo simbolico del progetto perché spazio al centro e al contempo spazio aperto alle opportunità e alle contaminazioni territoriali. In un circolo virtuoso dalla circonferenza al centro.

Una seconda azione prevede la produzione nei due quartieri di un’opera d’arte visuale partecipata, partendo da una raccolta porta a porta di stoffe e abiti con cui poi gli stessi cittadini realizzeranno una installazione urbana nel proprio quartiere.

Infine ci sarà una raccolta di racconti legati alla storia di queste stoffe, che daranno vita al Mantello Digitale, un’opera artistica complementare all’opera artigianale.

Precisa Paolo Castelli: “Si tratta di un’azione che riteniamo essere molto innovativa e fortemente correlata al tema della comunicazione, perché permetterà la valorizzazione dei contributi multimediali raccolti durante i baratti nei quartieri, andando oltre la dimensione narrativa con lo scopo di evidenziare gli importanti aspetti del processo”.

Il percorso prevede alcuni step, dall’autunno-inverno 2021 a maggio-giugno 2022, gestiti e coordinati da Teatro Tascabile Bergamo, operatori delle Reti di quartiere, HG80 con la collaborazione di altri soggetti (Teatro Due Mondi, Fondazione BTS Miniartextil Faber Teater, MiDi, artisti locali e Festival Fotografica):

1.       Dialogo con i quartieri

Individuazioni dei quartieri e delle modalità partecipative; analisi delle esperienze culturali esistenti; identificazione degli spazi.

2.       Gli artisti all’opera

Coinvolgimento delle associazioni e dei cittadini per l’organizzazione della Festa, la produzione dello spettacolo/baratto e per la realizzazione dell’opera d’arte site-specific.

3.       Il Mantello in fieri

Conoscenza da parte degli artisti visuali dei luoghi deputati ad ospitare le opere site-specific per valutarne la fattibilità, incontrare gli abitanti e spiegare, condividere, raccogliere l’adesione e pianificare il lavoro per la realizzazione delle opere.

4.       Dalla circonferenza al centro

Realizzazione di spettacoli e concerti di tutti gli artisti, bergamaschi e non, che verranno realizzati sia nei luoghi dei quartieri, sia presso il Monastero del Carmine.

5.       Il Mantello digitale

Sviluppo di una componente digitale complementare alla produzione “artigianale”. Un’azione fortemente correlata al tema della comunicazione che permetterà la valorizzazione dei contributi audio e video raccolti durante gli incontri nei quartieri.

6.       La festa

Un programma di una decina di giorni di lavoro nei quartieri che culminerà in una festa. Canti, danze, narrazioni, improvvisazioni, pietanze e giochi intessuti in una cornice spettacolare creata intorno a professioni e lavori che spesso avvengono in ambienti separati e che normalmente passano inosservati a causa della loro abituale quotidianità.

7.       Fotografica

Un progetto partecipato di documentazione fotografica che possa trovare spazio, in tempi ancora da definire, in Fotografica – Festival di Fotografia Bergamo.

A Valtesse Sant’Antonio/Valverde e Colognola, con l’obiettivo di riattivare il dialogo con i cittadini interrotto dalla pausa estiva, si terrà, rispettivamente il 19 e il 26 settembre alle ore 17.30, lo spettacolo “Messieur, che figura!” a cura di TTB.

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