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Sentenza pro corrieri espresso: DHL deve pagare gli straordinari oltre le 39 ore settimanali - BergamoNews
Dopo il ricorso bergamasco

Sentenza pro corrieri espresso: DHL deve pagare gli straordinari oltre le 39 ore settimanali

Una sentenza che parte da Bergamo, che riguarda il mondo dei city couriers e che certamente farà giurisprudenza, emessa dalla Corte d'Appello di Milano. A dare il "la" il ricorso presentato da sei autisti bergamaschi, rappresentati dall'avvocato Roberto Trussardi

Una sentenza che parte da Bergamo, che riguarda il mondo dei rider (precisamente dei city couriers) e che certamente farà giurisprudenza, emessa dall’importante Corte d’Appello di Milano.

A dare il “la” il ricorso presentato da sei city couriers bergamaschi, rappresentati e difesi dall’avvocato Roberto Trussardi. Motivo del contendere: il pagamento delle ore straordinarie dei lavoratori per le ore prestate oltre la 39esima di ogni settimana.

Ebbene, la Corte d’appello di Milano ha condannato la DHL Express Italy srl e la società appaltatrice del servizio recapiti al pagamento degli straordinari. Attraverso la sentenza 199 del 2021.

Ma andiamo con ordine.

Le sei persone che hanno avviato il ricorso erano dipendenti di una società che lavora su appalto della DHL Express Italy con la mansione di autista-corriere espresso. Loro, così come i colleghi, lavoravano per 44 ore settimanali senza percepire la retribuzione, né ordinaria né straordinaria per le ore prestate tra la 39ª e la 44ª. Lo straordinario veniva pagato solo dopo la 44ª ora di lavoro settimanale.

Per questo, attraverso l’avvocato di Bergamo Roberto Trussardi hanno presentato ricorso alla sezione lavoro del Tribunale di Milano. Che l’ha respinto.

Ma la Corte d’Apppello milanese ha invece accolto le tesi degli autisti affermando che il contratto nazionale di lavoro consente il prolungamento dell’orario di lavoro a retribuzione invariata solo nel caso chiamato “nastro lavorativo”. Cioè quando il lavoratore svolge mansioni discontinue nelle quali si alternano lavoro e pause. Per esempio: il camionista che arriva in una città e si ferma mentre altri scaricano le merci del camion, o la pausa di riposo obbligatoria ogni 4 ore di viaggio.

Non è questo il caso degli autisti che hanno presentato ricorso.

La sentenza è importante perché crea un precedente e apre una porta a tutti i corrieri nella stessa situazione, ma anche perché smentisce e di fatto supera gli accordi con i quali molte sigle sindacali hanno avallato l’estensione dell’orario da 39 a 44 ore settimanali senza retribuzione. La scorretta interpretazione degli articoli 11 e 11 bis del contratto nazionale della logistica e del trasporto viene così smentita dal Tribunale e la decisione della Corte d’Appello potrà fare da apripista a molti altri lavoratori  che subiscono le stesse condizioni retributive.

DHL e la società appaltatrice ora dovranno pagare gli straordinari aretrati e le spese dei due gradi di giudizio.

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