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“Perché è importante vaccinarsi contro il Covid in gravidanza” - BergamoNews
L'intervista

“Perché è importante vaccinarsi contro il Covid in gravidanza”

Claudio Crescini, medico di Bergamo e vicepresidente nazionale dell'Aogoi (l'Associazione dei ginecologi ospedalieri, del territorio e liberi professionisti), dopo la recentissima morte di un'altra (la terza) giovane donna, spiega perché la donna incinta sia assolutamente a rischio e vada protetta

Claudio Crescini, medico di Bergamo e vicepresidente nazionale dell’Aogoi (l’Associazione dei ginecologi ospedalieri, del territorio e liberi professionisti), dopo la recentissima morte di un’altra (la terza) giovane donna, spiega perché è importante vaccinarsi contro il Covid in gravidanza.

Partiamo dalla cronaca, dottore: cosa è successo?

È di questi giorni la notizia della morte a Napoli di una giovane mamma colpita dal Covid 19 nell’ultimo trimestre di gravidanza. Il bimbo si è salvato grazie ad una nascita prematura con taglio cesareo, ma la mamma dopo 10 giorni ha cessato di vivere nonostante le cure prodigatele in terapia intensiva. Anche lei come due altri due casi di morte materna per Covid 19 riportati in passato dalla stampa (Campania e Sardegna) non era stata vaccinata.

Perché questo tragico esito della gravidanza?

Purtroppo l’impatto del coronavirus contro una donna già notevolmente impegnata fisicamente nella gestione di una gravidanza e priva di anticorpi a difesa è devastante e talvolta mortale. La gravidanza soprattutto negli ultimi mesi richiede un maggior lavoro da parte del cuore e dei polmoni a cui sia associa un aumento della coagulabilità del sangue e la crescita progressiva del volume dell’utero spinge in alto il diaframma mentre la respirazione diventa più superficiale e frequente. Per questo motivo tutte le malattie che causano un danno polmonare e vascolare sono particolarmente pericolose in gravidanza. Il Covid 19 in particolare causa una polmonite estesa e fulminante, un danno alle arterie di tutti gli organi compresa la placenta con fenomeni trombotici diffusi.

La donna incinta è un soggetto particolarmente a rischio?

Sì, e va assolutamente protetta e l’unico mezzo di cui disponiamo è il vaccino. È talmente accertato che già dal dicembre 2020 molte società scientifiche del mondo ostetrico hanno invitato le gravide a vaccinarsi ed i ginecologi a promuovere campagne di sensibilizzazione. In particolare la Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia ( SIGO ) e l’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani già nel gennaio 2021 avevano pubblicato un documento a favore della vaccinazione per gravide e donne che allattano. All’epoca l’invito era indirizzato alle donne a rischio di contrarre l’infezione soprattutto per motivi di lavoro poi con l’aumentare delle conoscenze e l’accumularsi delle evidenze scientifiche questo invito è stato fortemente sostenuto e indirizzato a tutte le donne in cerca di gravidanza o già gravide o nutrici.

E successivamente?

Con l’aumento delle prove scientifiche e con il crescere della documentazione disponibile oggi tutte le società scientifiche di tutto il mondo nessuna esclusa si sono espresse senza alcun dubbio a favore della vaccinazione nelle donne in cerca di gravidanza, in corso di gravidanza e in allattamento.

Ciononostante perché incontriamo ancora resistenze nel vaccinare le donne in gravidanza?

Le ragioni sono numerose ed alcune di esse hanno alla base non una generica irrazionale avversione ai vaccini in generale come consentito nelle democrazie ma hanno dati ed informazioni di sostanza ma che si sono rivelati inesatti con il progredire del tempo.

Ce le illustri.

In primo luogo l’idea che poiché questo vaccino non è prodotto come i classici vaccini con virus resi innocui o sostanze antigeniche ma con una tecnica relativamente nuova basata sulla sintesi ingegneristica di RNA messaggero alcuni ritengono che sia pericoloso e che addirittura possa modificare il DNA . In realtà questa tecnica non è assolutamente nuova ma è utilizzata da almeno 20 anni e non ha dato alcun problema significativo. La seconda fonte di diffidenza nasce dalla rapidità (circa un anno ) con cui il vaccino è stato prodotto e somministrato alle persone mentre generalmente occorre più tempo. La velocità è stata determinata dall’urgenza di fermare la pandemia e salvare vite umane per cui la produzione ha goduto sia degli enormi investimenti economici dei governi e delle aziende come mai accaduto prima, sia dei tempi di lavorazione accelerati e della tecnica di fabbricazione basata sul mRNA che è più veloce rispetto alle altre metodiche. Sono bastati 42 giorni per avere un RNAm idoneo dopo che la sequenza genetica del virus Sars Cov 2 è stata resa pubblica dai cinesi. L’RNA è messaggero perchè informa le nostre cellule immunitarie di come è fatto il virus e permette loro di preparare gli anticorpi che al momento dell’aggressione ci difenderanno. Anche la sperimentazione sui volontari è stata accelerata vuoi perché i ricercatori avevano una ragionevole certezza che il vaccino fosse sicuro vuoi perché di fronte alla situazione catastrofica con milioni di morti molte persone si sono rese disponibili generosamente a testare il vaccino.

Altri motivi?

Inizialmente vi erano perplessità sulla sicurezza del vaccino nelle donne gravide perché la sperimentazione su questa categoria di persone non era stata fatta. Qualsiasi prodotto farmaceutico di nuova introduzione nell’uso umano deve essere obbligatoriamente sottoposto a test sperimentali su animali ed infine su gruppi di volontari. Questo fa parte delle rigide regole dettate da una esperienza oramai secolare che comunque escludono le donne in gravidanza da qualsiasi sperimentazione per motivi etici e prudenziali.

Questi timori sono stati superati oggettivamente?

Di fatto da circa un anno centinaia di migliaia di gravide hanno avuto il vaccino e non sono emersi effetti avversi tali da sconsigliarne l’impiego. Sono invece emerse le gravi complicanze dell’infezione da Covid 19 nelle donne gravide non vaccinate.

Quali complicazioni?

Proprio in questi giorni è stato pubblicato su una importantissima rivista scientifica uno studio finalizzato a dimostrare se il vaccino può essere causa di aborto oppure no. I risultati di questa ricerca escludono in modo statisticamente valido che il vaccino possa causare aborti. Purtroppo è da sempre e da tutti risaputo che nel primo trimestre vi è una probabilità di perdere spontaneamente la gravidanza nel 14 % delle donne. Si tratta di un meccanismo di selezione naturale che elimina gli embrioni gravemente alterati. Il 14 % è la media statistica su tutta la popolazione ma ovviamente è molto più bassa nelle giovani donne e molto più alta con il crescere dell’età delle gravide. Di fronte ad un evento avverso come può essere un aborto spontaneo di una gravidanza desiderata la mente umana cerca sempre la causa che spieghi quanto è accaduto. Di conseguenza se è stato somministrato il vaccino è quasi automatico anche se non è vero pensare che sia stato il vaccino a provocare l’aborto e diventa molto difficile da parte del personale sanitario dimostrare l’opposto soprattutto a chi non ha conoscenze di base di embriologia e procreazione.

Il vaccino non causa aborto, il Covid invece?

Quello che è oramai certo è che l’infezione da Covid 19 causa parti prematuri. Proprio per questi motivi l’ASST Bergamo Ovest ha aperto la scorsa settimana i centri vaccinali di Chiuduno e Clusone proprio alle gravide ed alle donne che allattano con un accesso libero senza prenotazione. Questa iniziativa è stata accolta con favore e molti altri ospedali italiani la stanno riproponendo.

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