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Asma nei bambini, l’esperto: “Ecco come riconoscerla” - BergamoNews
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Salute

L'intervista

Asma nei bambini, l’esperto: “Ecco come riconoscerla”

Una malattia infiammatoria cronica dei bronchi frequente nei bambini e negli adolescenti: ne parliamo con il dottor Ahmad Kantar, responsabile dell’unità di pediatria del Policlinico San Pietro

In Italia soffre di asma bronchiale circa il 9% dei bambini sopra i sei anni. Spesso è causata da allergie al polline, ma anche da acari della polvere, muffe e peli di animali. Per questo motivo, molti bambini e adolescenti sono a rischio di asma non solo in primavera, con le fioriture, ma anche negli altri mesi dell’anno. Come ci spiega il dottor Ahmad Kantar, responsabile dell’unità di pediatria del Policlinico San Pietro.

asma nei bambini

Dottor Kantar, quali sono i sintomi dell’asma?

L’asma è una malattia eterogenea, caratterizzata generalmente da infiammazione cronica delle vie aeree e ostruzione, solitamente reversibile, dei bronchi. Si caratterizza per la presenza di sintomi variabili quali respiro sibilante, difficoltà respiratoria (fame d’aria), costrizione toracica e/o tosse, e limitazione variabile al flusso di aria nei polmoni. I fastidi tipici della patologia tendono a cambiare nel tempo e in intensità e sono spesso indotti da fattori come l’esercizio fisico, l’esposizione a allergeni (ad esempio al polline, agli acari della polvere, alle muffe e ai peli di animali) o a irritanti, cambiamenti climatici o infezioni virali delle vie respiratorie.

Come si manifesta questa malattia nei bambini piccoli?

L’asma bronchiale è il più comune disordine cronico dell’età evolutiva. Nei bambini piccoli, la gran parte degli episodi di respiro sibilante o con fischi (wheezing) è indotta da infezioni virali, a prescindere che il bambino sia affetto o meno da asma. Di conseguenza, non è facile capire quando i sibili che accompagnano le infezioni delle vie aeree siano davvero un evento isolato o una manifestazione clinica iniziale o ricorrente di asma dell’infanzia. La diagnosi di asma nei bambini in età prescolare si basa quindi sulla presenza dei fattori di rischio, quali sensibilizzazione allergica, dermatite atopica, allergia alimentare, familiarità oltre alla presenza di sintomi al di fuori degli episodi infettivi.

Come si fa a essere certi che si tratti di asma?

Data la peculiarità della sintomatologia, la diagnosi si basa in primis sui sintomi,ma non solo. È necessario valutare anche l’esame obiettivo del medico e gli accertamenti strumentali come la spirometria (letteralmente “misura del flusso d’aria”) e la misurazione dell’infiammazione polmonare (per esempio con l’ossido nitrico esalato). L’esecuzione delle prove allergiche consente invece di verificare la presenza di eventuali sensibilità del bambino asmatico verso sostanze contenute nell’ambiente. La maggior parte delle persone può raggiungere un buon controllo dell’asma con una cura normale ma, nel caso in cui la terapia tradizionale non risulti efficace, può essere necessario eseguire ulteriori accertamenti.

È possibile curala? E quali sono le terapie disponibili?

Gli obiettivi a lungo termine nella gestione dell’asma sono gestire i sintomi e ridurre il rischio di crisi. Le linee guida per trattare l’asma nei bambini infatti distinguono tra il trattamento per controllare la malattia (controllers) e quello per alleviare la broncostruzione (relivers), in particolare modo l’affanno.Nello specifico, i corticosteroidi per via inalatoria sono i cardini della terapia anti-infiammatoria e permettono da soli o in associazione con altri farmaci di ottenere, nella maggior parte dei casi, un ottimo controllo dell’asma. Ciò permette al bambino di condurre una vita normale. Negli ultimi anni sono stati introdotti nuovi farmaci anticorpi monoclonali che agiscono in modo mirato contro le molecole responsabili dell’infiammazione al fine di controllare la malattia. Il loro uso è riservato alle forme severe che non rispondono alla terapia anti-infiammatoria. In generale l’approccio terapeutico è normalmente stepwise, cioè per gradi, aggiustando la terapia (in particolare il dosaggio e le associazioni tra farmaci) sulla base del controllo dei sintomi, funzionalità respiratoria e qualità di vita.Il trattamento dell’asma deve essere personalizzato in relazione anche alla singola persona, tenendo in considerazione il livello di controllo dei sintomi e i fattori di rischio per le riacutizzazioni.Per quanto riguarda infine l’emergenza per la pandemia da COVID-19 ancora in corso, sulla base delle raccomandazioni internazionali espresse recentemente dalla Global Initiative for Asthma (GINA), è estremamente importante che bambini e adolescenti affetti da asma continuino ad assumere regolarmente le cure prescritte dal proprio medico.Sebbene infatti i più giovani presentino un rischio più basso, rispetto agli adulti, di sviluppare infezioni gravi,non è ancora noto se l’asma possa rappresentare un fattore di rischio aggiuntivo per un’infezione da coronavirus. È perciò necessario che l’asma sia controllata e, quindi, è molto importante che la terapia venga eseguita correttamente e regolarmente. anche per evitare che attacchi possano portare alla necessità di un accesso al Pronto Soccorso o ricoveri ospedalieri.

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