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Dopo 500 anni Giovan Battista Moroni torna a casa. Albino lo accoglie con una mostra - BergamoNews

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Valle seriana

Dopo 500 anni Giovan Battista Moroni torna a casa. Albino lo accoglie con una mostra fotogallery

“Giovan Battista Moroni. Ritorno ad Albino”, allestita dal 18 settembre al 28 novembre 2021 nella suggestiva cornice dell’antica Chiesa di San Bartolomeo, uno degli edifici sacri più suggestivi di tutta la Val Seriana.

Albino. Da Bergamo a Milano, New York e Londra. Dopo aver fatto il giro del mondo, disseminando germogli di arte e bellezza, il “nostro” Giovan Battista Moroni, straordinario interprete della pittura, torna ad Albino, dove tutto è iniziato.

Sarà proprio la sua città natale ad ospitare la mostra “Giovan Battista Moroni. Ritorno ad Albino”, allestita dal 18 settembre al 28 novembre 2021 nella suggestiva cornice dell’antica Chiesa di San Bartolomeo, uno degli edifici sacri più suggestivi di tutta la Val Seriana.

Nata dall’alleanza tra come Comune di Albino e Promoserio, in collaborazione con Accademia Carrara, la mostra rappresenta la punta di diamante del progetto MORONI 500, un intero anno di iniziative in occasione del cinquecentenario della nascita ad Albino (Bergamo) di Giovan Battista Moroni.

Le tre realtà insieme hanno deciso di onorare l’anniversario organizzando una piccola ma preziosa esposizione monografica, a cura di Simone Facchinetti e Paolo Plebani. Giovan Battista Moroni.

“L’idea di fondo della mostra è stata quella di non impoverire i naturali contesti storici che custodiscono le opere di Moroni, ma di attingere il più possibile alle collezioni private e ai musei – hanno spiegato Simone Facchinetti e Paolo Plebani, i curatori della mostra, durante la conferenza stampa di presentazione –. Anche per suggerire che la visita potrà proseguire nella vicina Parrocchiale di San Giuliano, oppure nel Santuario della Madonna del Pianto, solo restando ad Albino, per allargarsi infine alle diverse località della Val Seriana in cui i dipinti dell’artista si possono ancora incontrare nei loro contesti di origine”.

A fare la differenza, sono stati sicuramente gli abitanti di Albino e della Val Seriana, che hanno accolto con grande entusiasmo il ritorno del loro amato concittadino. Tra gli albinesi che meriterebbero una menzione d’onore alla preservazione del patrimonio moroniano merita sicuramente menzione Giampiero Tiraboschi, professore che ha dedicato l’intera vita allo studio delle opere del pittore bergamasco, fino a diventare uno dei messimi esperti viventi.

Il sindaco di Albino, Fabio Terzi, ha sottolineato più volte il legame bidirezionale tra Moroni e la sua patria. “La sua terra e la sua gente celebrano questo ritorno con passione ed entusiasmo ricambiando l’amore e l’affetto che il pittore ha dimostrato per Albino e tutta la Val Seriana – ha commentato – Una mostra speciale che ancora una volta conferma il profondo ed indissolubile legame tra l’artista albinese, la sua terra e la sua gente”.

Non si sono tirati indietro nemmeno i più giovani, come le ragazze e i ragazzi dell’ISIS “Oscar Romero” (circa mille – ndr) che hanno intrapreso un percorso di studio delle opere del Moroni al fine di diventare dei veri e propri storyteller dell’arte, come ha raccontato Patrizia Azzola, assessora alla cultura del Comune di Albino.

“Ritorno ad Albino” riunisce dodici dipinti di Moroni – celebri ritratti, opere solitamente non accessibili al pubblico perché custodite in collezioni private o acquisizioni recenti al catalogo del pittore – che idealmente riportano Moroni, dopo il successo delle mostre di Londra e di New York, ad Albino, dove è nato e ha scelto di vivere e operare per buona parte della sua vita. Insieme al pittore ritornano a casa anche alcuni degli albinesi concittadini che Moroni ha “fotografato” nei suoi ritratti, oltre ai “ricordi”, repliche realizzate per la devozione privata, in dimensioni “domestiche”, delle invenzioni messe a punto nelle grandi pale pubbliche disseminate nelle chiese di tutta la Val Seriana.

Moroni ad Albino
Da sinistra: Silvio Tomasini, Maurizio Forchini, Fabio Terzi, Cristina Rodeschini, Paolo Plebani, Simone Facchinetti

Il Moroni sarà raccontato in un percorso che prevede tre sezioni straordinario interprete della pittura, del suo tempo e del suo territorio, si racconta in tre sezioni.

Accanto ad alcune notevoli prove giovanili, come la Natività di collezione privata, primizia risalente agli esordi dell’artista, troveranno posto un gruppo di ritratti, anche di personaggi che hanno intrecciato la loro storia con quella di Albino: dallo splendido ritratto del mercante Paolo Vidoni Cedrelli al giovane di profilo dell’Accademia Carrara, il più piccolo ritratto dipinto da Moroni, fino all’Adorazione dei Magi appartenuta alla raccolta di Gian Luigi Seradobati, notaio albinese, amico e committente di Moroni.

A testimoniare la stagione conclusiva del percorso di Moroni, saranno esposti anche alcuni quadri destinati alla devozione privata che ripropongono brani di opere pubbliche che avevano riscosso particolare successo, come la Madonna con il Bambino in gloria e le sante Barbara e Caterina dell’Accademia Carrara, strettamente legata alla pala di Bondo Petello, frazione di Albino, o la Madonna con il Bambino in gloria e i santi Giacomo e Rocco, ricomparsa in una galleria di New York dopo la Seconda guerra mondiale e oggi ritornata in una collezione italiana.

Moroni ad Albino
Da sinistra: Patrizia Azzola, Silvio Tomasini, Maurizio Forchini, Fabio Terzi, Paolo Plebani, Simone Facchinetti

“Con questa mostra approdiamo nei mesi centrali dell’anno moroniano, che ha già realizzato un grande numero di proposte ed iniziative, per scoprire – o forse sarebbe meglio dire riscoprire – il Maestro albinese – ha commentato Silvio Tomasini, Coordinatore Progetto Moroni 500 – Il concreto e generoso sostegno degli sponsor, il patrocinio di istituzioni di grande prestigio e il gradimento di un pubblico numeroso e vario ci spronano a proseguire in un percorso dove la pittura si rivela come uno specchio di mondi da scoprire”.

La realizzazione dell’intero progetto dedicato è stata resa possibile grazie al contributo di più realtà, pubbliche e private, come sottolineato da Maurizio Forchini, Presidente Promoserio: “Far parte di un progetto culturale così importante è per Promoserio l’occasione per valorizzare le ricchezze della ValSeriana grazie a uno dei suoi più grandi artisti e motivo di orgoglio per un territorio che si muove in sinergia verso obiettivi condivisi”.

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